Isis in Russia

MOSCA – La corte di Lefortovo ha condannato due donne a 5 anni di reclusione per favoreggiamento delle attività terroristiche e associazione terroristica. Lo ha dichiarato l’addetto stampa della Corte moscovita, Ekaterina Krasnova.

Polina Leontyevna Atemaskina e Elvira Ruslanovna Karayeva appartengono all’organizzazione tenuta in piedi da Daria Itsankova, una ex agente immobiliare convertita, che aiutava l’ISIS a raccogliere nuovi adepti in Russia per il gruppo terroristico. Le due donne russe finanziavano un fondo legato allo Stato Islamico con i ricavi di un’attività commerciale, che vendeva saponi e articoli per bambini, autoprodotti dalle due stesse donne.

La serie di condanne, compresa quello della stessa Itsankova, avvenuta martedì scorso, rientrano in una serie di indagini compiute dai servizi di intelligence russi (FSB) a partire dal 2011. La Itsankova, donna poliedrica, dopo una crisi sul lavoro aveva cominciato a radicalizzarsi una decina di anni fa. Nel 2011 aveva conosciuto un uomo musulmano, per il quale aveva lasciato il marito. Con il nuovo partner la donna si è convertita agli usi e costumi dell’islam fondamentalista, coinvolgendo suo figlio di 4 anni, che veniva maltrattato dal nuovo compagno della madre.

Le indagini sono partite grazie alle continue denunce dell’ex marito, Mikhail Mashedo, che aspirava a togliere suo figlio David dall’affidamento della madre. Ma la Itsankova, saputo delle mosse dell’ex marito, è fuggita in Daghestan, regione russa del Caucaso a maggioranza musulmana, portando con sé suo figlio e il nuovo compagno.

La Itsankova in questi anni ha supportato le attività delle cellule terroristiche presenti in Daghestan, che supportano l’ISIS, viaggiando spesso tra Turchia, Siria e Russia. Da allora Mashedo, non vede suo figlio, che ora ha circa 10 anni. Secondo la polizia e l’FSB David potrebbe essere in qualche orfanotrofio insieme alla sorellastra, la figlia che la Itsankova avrebbe avuto con il nuovo compagno musulmano, presumibilmente William Plotnikov, ex pugile russo-canadese convertito all’Islam e morto nel 2012 per mano dell’FSB.

La donna, ex agente immobiliare e scrittrice di storie per bambini, era a capo di un gruppo di quattro donne che finanziavano l’ISIS attraverso la vendita di prodotti, del quale facevano parte le due donne condannate nelle scorse ore. Tuttavia sia lei che la Atemaskyna e la Karayeva, sono state condannate in absentia: tutte tre sono su una lista internazionale di ricercati, ma sono ancora latitanti, probabilmente fuori dal suolo russo.

I due bambini potrebbero essere attualmente in Siria o in Turchia, Mashedo si è rivolto anche al Presidente ceceno Islam Karimov, ma suo figlio non è stato ancora trovato.

Un chiaro esempio di come il terrorismo islamico e la guerra in Siria rappresentino un problema che riguarda tutti i paesi del mondo, dalla Russia all’Europa, che soltanto la conclusione della guerra civile e un accordo sulla Sicurezza Internazionale tra le maggiori potenze del Mondo potrebbe arginare.

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