Vladimir Putin, al suo quarto mandato presidenziale

Il 7 maggio, Vladimir Putin ha assunto ufficialmente la carica di presidente della Russia, per il nuovo mandato presidenziale della durata di sei anni. La cerimonia ufficiale è stata organizzata in modo solenne. Il presidente russo è arrivato al Cremlino a bordo di un’auto di fabbricazione russa, una Cortezh (la versione russa della Rolls-Royce), che è stata progettata appositamente per il presidente e per più alti funzionari dello Stato. I lavori per quest’auto sono stati effettuati nel 2012, ed in un prossimo futuro questa vettura premium sarà disponibile anche per i normali acquirenti.

La scelta della data della cerimonia d’inizio del mandato presidenziale, così come quella delle elezioni presidenziali russe, non è stata casuale. La Russia è molto sensibile al simbolismo del potere e degli eventi politici più importanti. Le elezioni presidenziali si sono infatti tenute il 18 marzo, lo stesso giorno del referendum tenutosi in Crimea e nella città di Sebastopoli per unirsi alla Russia, quattro anni fa.

Il giorno della cerimonia, il 7 maggio, è invece il più vicino possibile alla principale festa laica russa, il Giorno della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale (9 maggio). L’Unione Sovietica ha perso 26,6 milioni di persone nella guerra contro la Germania nazista e i suoi alleati, e la Russia fa riferimento a questa data come a un evento eternamente rilevante. Per i russi, questo è un giorno di memoria e dolore, ma anche un monito della grandezza imperiale e della potenza militare della Russia per i nemici esterni: la celebrazione del Giorno della Vittoria in Russia, infatti, è sempre accompagnata da sfilate di truppe ed equipaggiamento militare.

Dal 2014, il presidente Putin ha dato inizio alla nuova tradizione di mostrare i nuovi equipaggiamenti militari durante la parata annuale del Giorno della Vittoria. Vladimir Putin è il presidente della Russia, ma soprattutto il comandante in capo delle sue forze armate. Ora, in Russia si parla sempre più delle prospettive di una guerra con gli Stati Uniti e l’Occidente in Siria e in Europa. Ciò sottolineerebbe ancora di più il significato simbolico della scelta delle date.

Allo stesso tempo, è probabile che Putin stia anche cercando di sottolineare che il nuovo termine del suo governo sarà pacifico. La dimostrazione del potere militare (la parata del 9 maggio e la presentazione di un video sulla nuova arma missilistica del 1 marzo) sarebbe volta a mostrare agli Stati Uniti e alla NATO che la Russia potrebbe affrontare qualsiasi nemico. Sarebbe anche una rassicurazione per la stessa popolazione russa, mostrandole che può contare su una protezione affidabile, garantita dalle forze armate.

Tuttavia, il punto principale del nuovo mandato presidenziale di Putin è ancora lo sviluppo interno. Il 7 maggio, infatti, il presidente russo ha firmato un decreto che stabilisce obiettivi per la crescita della popolazione e per l’allungamento dell’aspettativa di vita la quale, entro il 2030, dovrebbero arrivare a 80 anni. Entro il 2024, la povertà nel Paese dovrà essere stata dimezzata e la Russia dovrebbe figurare tra le cinque maggiori economie del mondo. Inoltre, il governo dovrà garantire che i tassi di crescita economica siano superiori a quelli mondiali fino al 2024.

Un’attenzione considerevole verrà dedicata allo sviluppo delle piccole e medie imprese nel Paese. Per la prima volta in molti anni, il bilancio militare della Russia è stato ridotto. I fondi risparmiati per le esigenze militari saranno reindirizzati allo sviluppo dell’economia e della sfera sociale. La Russia è un gigante politico e militare, ma il suo peso economico è relativamente modesto. Il PIL della Russia è leggermente inferiore a quello della Germania (occupano rispettivamente il sesto e il quinto posto nel mondo), pur essendo la Russia molto più grande per dimensioni ed essendo più popolata della Germania (rispettivamente 146 e 82 milioni di abitanti).

Tuttavia, secondo i russi, la maggiore pecca per il proprio orgoglio nazionale è che la maggior parte delle esportazioni è costituita da risorse naturali: petrolio e gas. Recentemente, sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio dell’opinione pubblica in Russia, il quale ha mostrato che i russi attribuiscono a Putin il ritorno del Paese allo status di grande potenza. Gli interpellati hanno però criticato i risultati della politica socio-economica del presidente – la polarizzazione della popolazione del Paese per reddito, la persistenza di alcune mal riuscite riforme liberali degli anni ’90, l’esistenza di un’oligarchia e la corruzione correlata. Questi fattori interrelati ostacolerebbero lo sfondamento economico della Russia.

Al momento, il tema principale sui media russi è la discussione sulla composizione del futuro governo. Putin ha nuovamente nominato Dmitri Medvedev come Primo Ministro. Tuttavia, la nuova composizione del governo sarà molto diversa rispetto a quella del governo precedente: apparentemente, verranno infatti lasciate meno persone appartenenti al clan liberale dell’establishment di Mosca.

Vladimir Putin ha probabilmente iniziato il periodo più difficile della sua vita e di governo presidenziale. Sulle sue spalle ricade la complicata risoluzione dei problemi economici, di fronte ai crescenti punti di scontro con gli Stati Uniti e l’Occidente; dalla sua ha però il colossale sostegno della popolazione (con il 72% dei voti a suo favore nelle ultime elezioni). Ora resta solo da vedere quanto sarà efficace il nuovo gruppo dirigente del presidente russo e quanto sarà efficace e strategico il suo programma di sviluppo.

Silvia Vittoria Missotti

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