Dirigenti della Banca Nazionale della Repubblica Islamica nella giornata di domenica 26 aprile hanno dichiarato che un sistema di trasferimento valutario dalle banche iraniane verso la Russia é ormai “completo e operativo”.
Il Vicegovernatore degli Affari Valutari della Iran Melli Bank, Gholamreza Panahi, ha dichiarato che tale sistema permetterà agli esportatori iraniani di trasferire pagamenti in rubli dei loro clienti russi attraverso la Banca d’Affari Mir, istituto di credito russo con base a Mosca.
Panahi ha dichiarato che la Iran Melli Bank é pronta a sostenere gli esportatori iraniani a ricevere pagamenti in rubli dai clienti russi tramite la Mir; la dichiarazione é poi stata ripresa e diffusa dall’agenzia stampa ufficiale del Governo di Teheran IRNA (Islamica Republic News Agency).
L’avvicinamento russo-iraniano ha solamente senso vista l’ostilità mostrata verso i due paesi dall’UE e dagli USA che hanno ripetutamente cercato di colpire Mosca e Teheran con embargo, sanzioni e altre misure di guerra economica.
Iran e Russia avevano annunciato da tempo l’intenzione di abbandonare la divisa Usa nei loro scambi bilaterali, contribuendo così al processo di ‘dedollarizzazione’ dell’economia internazionale, che sta gravamente minando la supremazia internazionale del biglietto verde, valuta ‘gonfiata’ artificialmente da una rischiosissima politica di tassi ‘allegri’ e di super-produzione di valuta con la quale la Federal Reserve inonda da lustri il mondo di esagerate quantità di banconote, che hanno senso solo se tutto il mondo continuasse a commerciare in dollari.
Man mano che sempre più paesi dei BRICS o comunque legati alla rete delle potenze emergenti abbandonano il dollaro Usa come valuta di riferimento dei loro commerci internazionali sempre più difficile sarà per la Fed continuare con la sua condotta irresponsabile e, di conseguenza, gli Stati Uniti non riusciranno a far fronte alle spese per mantenere il loro “impero militare” sparso sui cinque continenti, ingranaggio fondamentale della loro politica estera aggressiva e invasiva.
Paolo Marcenaro

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