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Il 21 agosto, il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, durante una riunione del consiglio del Ministero della Difesa russo, ha definito “tesa” la situazione politico-militare ai confini occidentali della Russia. Il motivo è la crescente presenza militare della NATO in Europa orientale.

“Al fine di neutralizzare le minacce emergenti, stiamo implementando una serie di misure,” ha affermato Shoigu, il quale ha spiegato che, insieme alle azioni della NATO, gli Stati Uniti stanno implementando sistemi di difesa antimissilistica in Polonia e Romania. Inoltre, la NATO sta espandendo la cooperazione militare con Finlandia e Svezia.

I principali media russi, negli ultimi giorni, hanno riportato molte notizie di contenuto tecnico-militare e politico-militare. Nella stessa riunione del consiglio del ministero della Difesa del 21 agosto, Shoigu ha dichiarato che il Distretto militare occidentale  della Russia (ZVO) riceverà più di 1,3 mila unità di equipaggiamento entro la fine del 2019.

Secondo il ministro russo, il distretto ospiterà anche più di venti esercitazioni, che saranno congiunte tra russe e bielorusse (“Union Shield-2019”). Queste si svolgeranno dal 13 al 19 settembre e completeranno il ciclo biennale di preparazione congiunta. Per questo è previsto l’utilizzo di circa 12 mila unità militari e di 950 unità di equipaggiamento militare. Shoigu ha tuttavia sottolineato che questi programmi sono di natura “esclusivamente difensiva”.

Dal 16 al 21 settembre, inoltre, si terranno anche le esercitazioni congiunte “Center-2019”, alle quali parteciperanno più di 128 mila militari di otto Paesi (Russia, Cina, Pakistan, India, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan). La notizia di queste esercitazioni era stata originariamente pubblicata il 20 agosto da Rossijskaja Gazeta (l’agenzia di stampa ufficiale del governo russo), e poi ripubblicata da diversi media russi.

Le esercitazioni “Center-2019” si svolgeranno nella Russia centrale e orientale, e non si tratta di una simulazione di un’ipotetica invasione della NATO. Lo scopo di “Center-2019” è la preparazione alla lotta al terrorismo internazionale di matrice jihadista nella zona strategica dell’Asia centrale.

Queste due notizie, tuttavia, sarebbero unite da un filo conduttore. Innanzitutto, la Russia si sente in un ambiente ostile, e costretta a spendere le proprie risorse umane e finanziarie per le crescenti minacce militari e politico-militari. Inoltre, secondo il parere di esperti in Russia, Iran, Afghanistan e altri Paesi, la crescente minaccia jihadista proveniente dall’Afghanistan e dalle Repubbliche musulmane dell’Asia centrale avrebbe un’impronta americana.

Secondo alcuni politologi, gli americani starebbero infatti cercando di convergere alcune cellule ISIS isolate verso l’Afghanistan dalla Siria e dall’Iraq. L’obiettivo sarebbe quello di fare in modo che l’ISIS tenga occupate l’Iran e la Russia, e forse anche la Cina. Nel nord-est della Cina, infatti, vivono gli uiguri e altri popoli musulmani di origine turca, che gli Stati Uniti starebbero cercando di usare contro il governo centrale di Pechino.

Nonostante si tratti solo di ipotesi, quello che si evince con certezza da questo quadro è che la Russia sta rafforzando notevolmente i rapporti con i Paesi asiatici, prendendo le sempre più le distanze dall’occidente guidato dagli USA.

Silvia Vittoria Missotti

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