Russia, le sanzioni accelerano lo sviluppo industriale del paese: il caso hovercraft

Il regime di sanzioni che Ucraina e UE hanno imposto al Cremlino dopo la riunione della Crimea alla Federazione Russa ha riguardato non soltanto gli aspetti economici, ma pure il settore militare, tuttavia non sono riusciti a fermare la produzione dei nuovi hovercraft russi.

Tra tutti, il rifiuto di Kiev di rifornire turbine a gas marino alla Marina russa e il divieto di Bruxelles sugli scambi di tecnologia duale – ovvero per scopi sia civili che militari – sono stati i più preoccupanti, poiché intesi a produrre un rallentamento importante del programma navale di Mosca, con le nuove fregate di classe Gorškov e Grigorovič che dipendevano direttamente dai rifornimenti ucraini di turbine, prodotte apposta per la Russia dal complesso Zorja-Mašproekt.

Di fronte a questo scenario, la Marina russa ha vagliato due possibili opzioni: procurarsi quanto necessario acquistandolo all’estero (realisticamente dalla Cina, che già beneficiava della collaborazione con l’Ucraina in questo settore) oppure produrselo in proprio, avviando programmi autonomi. Alla fine si è optato per la seconda alternativa.

Le prime novità in questo senso si sono avute nel giugno del 2015, quando il direttore generale di Almaz (progettatore navale per conto della Marina), Аleksandr Šljachtеnkо, dichiarò che si stava avviando la messa a punto di alcuni hovercraft (aeroscafi) classe Zubr, equipaggiati con nuove turbine a gas russe in sostituzione di quelle ucraine.

Più di recente invece, la conferma è arrivata dalla visita del presidente Putin a Rybinsk, sede dell’azienda NPO Saturn, specializzata nel settore aeronautico, incaricata proprio da Almaz della realizzazione dei nuovi motori a gas.

Riassumendo le circostanze che hanno portato alla fine dell’acquisizione di turbine dall’Ucraina, Putin ha dichiarato che il ritardo complessivo nella produzione delle nuove armi navali sarà di circa 18 mesi, e che, per quanto non voluto dal governo, il nuovo scenario dal dicembre 2014 (termine della collaborazione con Kiev) ha permesso la creazione nel Paese di un nuovo settore industriale, il che è stato un beneficio da svariati punti di vista.

Come è stato notato da più parti, l’interruzione di molti partnerariati tra l’Europa, l’Ucraina e la Russia sta infatti portando Mosca a concentrarsi sul potenziamento della propria capacità industriale interna (notevoli i progressi tecnologici sulla trivellazione e sul fracking, avvenuti senza la tradizionale collaborazione con l’Occidente) a detrimento della complementarietà economica tra i Paesi europei e la Federazione Russa.

Il caso degli hovercraft Zubr ne è un esempio classico. Questa classe di imbarcazioni esiste dal 1988, ma la sua tecnologia è obsoleta ormai da diversi anni. La nuova versione, che avrà la veste dell’aeroscafo più grande del mondo, potrà beneficiare delle nuove capacità russa nel settore.

Infine, la NPO Saturn è stata coinvolta dalla Uec (la compagnia di Stato responsabile per la produzione di motori a fini civili, militari e astronautici) nella progettazione a lungo termine (2025-2030) di nuove turbine con tecnologie all’avanguardia.

È pertanto possibile affermare che in futuro la Russia avrà sempre meno bisogno dei suoi antichi partner, per quanto concerne la cooperazione militare, e questo esattamente grazie a quelle sanzioni che avrebbero dovuto colpirla.

Federico Pastore

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