Presidenziali Russia 2018: Putin

Domenica 18 marzo si terranno le elezioni presidenziali in Russia. Tutti i sondaggi e le previsioni danno praticamente per scontata la vittoria di Vladimir Putin, che concorre per il suo quarto mandato di presidenza.

L’ultima presidenza di Putin: cosa accadrà nei prossimi sei anni

Tra le questioni più importanti che dovrà affrontare la nuova presidenza vi sono i complicati rapporti con gli Stati Uniti ed i loro satelliti. I rapporti tra la Russia e questi Paesi non avevano raggiunto questo livello di avversità dai tempi della Guerra Fredda, al punto che gli esperti definiscono questa situazione come una seconda edizione della stessa.

Ad ogni modo, la Russia di oggi non è l’Unione Sovietica, e la potenza militare ed economica del Paese è oggi molto più forte rispetto ad allora.

Mosca non ha Paesi alleati, e la sua stabilità economica dipende dall’esportazione delle risorse naturali. Il suo budget militare è di dieci volte inferiore rispetto a quello degli Stati Uniti e dei Paesi della NATO insieme. Tuttavia, la Russia sarebbe l’unico Paese al mondo in grado di dare filo da torcere agli Stati Uniti militarmente. Questo fatto è chiaro a Washington, determinata a rimuovere questa minaccia alla sua supremazia globale.

Una nuova Guerra Fredda?

In una recente intervista con la giornalista americana Megyn Kelly, della NBC, Putin ha spiegato chiaramente ai telespettatori americani le vicende che hanno portato a questa situazione. Tuttavia, è molto improbabile che gli USA accolgano il suo appello e interrompano questa nuova Guerra Fredda. Per il futuro presidente russo, quindi, la sfida principale consisterà nell’evitare la resa di fronte alla crescente pressione da parte degli americani e di fermare il rischio di un conflitto tra la Russia e la NATO.

Questa nuova Guerra Fredda si presenta in diverse forme, come gli scontri armati in Ucraina e in Siria e il dibattito economico. La risposta, dal punto di vista militare, come Putin ha annunciato al suo discorso annuale all’Assemblea Federale russa, sarà lo sviluppo di nuovi sistemi di attacco (alcuni dei quali sono già stati ufficialmente introdotti nell’esercito, tra cui missili ipersonici a distanza illimitata) in risposta alla potenziale minaccia degli Stati Uniti ai confini russi. I nuovi sistemi sarebbero in grado di penetrare la difesa statunitense, nel caso in cui questi attaccassero per primi.

La Russia ha anche modernizzato il proprio esercito, raggiungendo gli standard più moderni di aviazione, artiglieria leggera e pesante, degli strumenti contro la guerra elettronica e dei sistemi anti-missilistici. Tuttavia, ciò sicuramente non distoglierà Washington dal suo tentativo di disarmare Mosca.

Ucraina e Siria di nuovo al centro dell’agenda internazionale

Il ruolo chiave in questa situazione è quello dell’Ucraina, i cui confini sono molto vicini alle principali città della Russia occidentale, senza alcuna barriera naturale. Molto probabilmente, la situazione in Ucraina rappresenterà uno dei momenti più pericolosi nelle relazioni con la Russia, quasi al limite di una grande guerra. La stessa situazione potrebbe diventare oggetto di contesa tra Russia ed Unione Europea.

Anche la situazione in Siria è un importante punto chiave. Anche se la guerra civile si concludesse con la vittoria del presidente Assad (supportato dalla Russia), occorrerebbero anni prima che la situazione si stabilizzi del tutto e che la Russia diventi una presenza militare stabile nel Paese mediorientale.

Le sanzioni e l’Ue

Per quanto riguarda l’Unione Europea, la Russia auspica un miglioramento delle relazioni. Secondo i russi non esiste un reale motivo di conflitto ad eccezione dell’Ucraina ed il suo status.

Mosca cercherà di migliorare le relazioni bilaterali con Bruxelles, nonostante la russofobia di molti degli Stati membri del Gruppo di Vysegrad. Tuttavia è difficile che le sanzioni economiche vengano eliminate del tutto dall’Unione Europea.

Accordi bilaterali con i singoli Stati dell’UE sarebbero comunque possibili. La ripresa del progetto di costruzione del gasdotto Nord Stream, ad esempio, sarebbe un punto importante per la stabilità dell’approvvigionamento energetico a molti Paesi dell’UE. Questi ultimi potrebbero aggirare i gasdotti ucraini per ricevere il gas necessario.

Le sfide di Mosca e l’ostruzionismo occidentale

Alla luce di tutti questi eventi, le recenti accuse di interferenza nelle elezioni presidenziali statunitensi non sembrerebbero altro che un tentativo di mettere in cattiva luce la Russia.

In seguito alla crisi delle relazioni con gli USA e l’UE, la Russia si è rivolta ad altri partner economici, come la Cina ed i mercati asiatici. Le aspettative russe di un aiuto dalla Cina nella lotta contro le sanzioni non sono state del tutto soddisfatte, ma la Russia non sembra avere altra scelta, in quanto non vi sono altre economie con un peso tanto consistente nel mercato mondiale.

Il percorso del nuovo presidente russo nella politica internazionale sarà pertanto costellato di sfide e di situazioni molto delicate, che lasceranno un segno nel mondo per i prossimi decenni.

Gli affari interni della Federazione e le sfide economiche

Per quanto riguarda la politica interna, le idee di Putin sono state da lui espresse all’Assemblea Federale il 1 marzo. Alla luce delle crescenti pressioni statunitensi e delle sanzioni economiche, il punto chiave del programma di Putin è di mantenere le condizioni di vita dei cittadini allo stesso livello, e a questo fine il presidente russo ha annunciato diverse proposte, tra cui:

-la costruzione di nuovi alloggi
-la modernizzazione delle infrastrutture (strade, ferrovie, ecc.)
-l’investimento in tecnologie innovative
-l’agricoltura
-rendere la domanda dei consumatori un fattore di crescita economica
-il supporto economico alla maternità ed alle famiglie con bambini

Un altro dei propositi di Putin per i prossimi anni è di continuare la scoperta del Mare Artico e delle sue risorse. Verranno anche intraprese ulteriori misure per la semplificazione della burocrazia e per l’implemento del sistema anti-corruzione. In seguito alle elezioni presidenziali del 18 marzo, inoltre, avrà probabilmente luogo una rotazione del corpo governativo, come indicato da fonti vicine all’amministrazione presidenziale e dalle élite regionali.

L’eredità di Vladimir Vladimirovich

Tuttavia, la questione principale del nuovo mandato presidenziale sarà legata alla successione di Putin. Il quarto mandato di Vladimir Vladimirovich sarà probabilmente l’ultimo. È anche probabile che Putin non sarà in grado di risolvere tutte le questioni interne sopracitate per via della crescente pressione da parte degli USA: pertanto, questa sarà una questione che chiunque sarà il successivo presidente della Federazione Russa (a partire dal 2024) si ritroverà ad affrontare. Il posto di Putin nella storia russa dipende da come egli preparerà il terreno per il presidente che verrà eletto dopo di lui.

Silvia Vittoria Missotti

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