Vladimir Putin

Il 29 giugno si è tenuta una conversazione telefonica tra i presidenti di Russia e Turchia dietro iniziativa del leader russo. Il colloquio tra Putin e Erdogan è durato 40 minuti e, subito dopo, quest’ultimo ha riferito ai media turchi che il colloquio con Putin è stato “molto produttivo e positivo.”

Da due mesi Erdogan cercava un incontro personale o almeno una conversazione telefonica con il presidente russo, e tramite la telefonata del 29 giugno il leader turco ha ancora una volta espresso rammarico per la morte del pilota russo Oleg Peshkov e ha promesso un risarcimento alla famiglia del defunto.

Il giorno in cui Erdogan ha inviato la lettera di scuse a Putin per l’accaduto (27 giugno), è stato rilasciato da una prigione turca Celik, membro dell’organizzazione terroristica turca “Lupi Grigi”, che si vantava di avere dato l’ordine di sparare al pilota russo mentre si paracadutava dall’aereo, e che era stato arrestato per il possesso illegale di armi.

La stazione radio russa “Govorit Moskva” ha condotto un sondaggio che ha rivelato che l’82% degli intervistati non crede alla possibilità di un ripristino delle relazioni tra Russia e Turchia, e l’87% considera ancora la Turchia un nemico.

La reazione russa in merito alla conversazione è ancora ignota, e le dichiarazioni ufficiali della telefonata saranno annunciate in seguito.

Quello che è certo è che la Turchia soffre per la perdita del turismo, e soprattutto di turisti russi, per un ammontare di circa 7 miliardi di dollari l’anno. Le sanzioni economiche contro la Russia fanno perdere al Paese circa 19 miliardi di dollari l’anno. In una situazione come questa, apparirebbe conveniente per Ankara un riavvicinamento a Mosca, ma al momento c’è ancora molto da fare da parte di Ankara, per esempio togliere l’aberrante condizione che subordina il risarcimento per il pilota ucciso all’invio di una formale lettera di richiesta in tal senso da parte della famiglia del militare russo, che si tradurrebbe così in una supplica da parte dei russi. E infatti la famiglia del pilota russo si è detta sdegnata. 

Silvia Vittoria Missotti

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