Gigi Donnarumma

 

Gigio è allegro. Questa è la sua giornata. “Esco con gli amici, vado all’Iper”.

Il DG del Milan Fassone l’ha appena lanciato nel tritacarne social, annunciando urbi et orbi che quello che è considerato il “portiere del futuro” non rinnoverà con i rossoneri. Un contratto in scadenza a giugno 2018 e le sirene di Real Madrid, Juventus o Manchester City, ma soprattutto come procuratore quel Mino Raiola, magister supremo in quanto a movimentazione di calciatori.

Il “portiere del futuro” può ora disporre quasi liberamente del futuro. Basterà accettare una delle offerte che Mino gli metterà sul tavolo e convincere il Milan con qualche decina di milioni di euro. Perchè al netto di incazzature stile “un anno in tribuna” finirà così. Rimane solo da quantificare l’importo del trasferimento. Se Raiola lo spingerà all’estero (Real o ManCity) i rossoneri incasseranno una trentina di milioni. Se lo spingerà a Torino, sponda Juve ovviamente, il conto potrebbe essere più basso. Ma ha senso nell’anno del mondiale andare a fare il secondo di Buffon?

Nella migliore delle ipotesi il Milan intascherà 30 milioni e risparmierà 5 milioni nei prossimi 5 anni. Per un portiere che ha futuro, forse, ma che rappresenta ancora un’incognita per il presente. Perchè è inutile discutere su chi all’età di Donnarumma sia stato più forte o più scarso, visto che l’unica certezza è che attualmente il portiere di Castellamare di Stabia non è un top player. Lo diventerà? Forse si. Anzi, probabilmente si. Ma, appunto, di probabilità si parla.

Un Milan che deve costruire già dalla prossima stagione una squadra almeno da quarto posto poteva permettersi di perdere 55 milioni in attesa di una “promessa”?

La sensazione è che il Milan si sia spinto molto avanti, arrivando ad offrire i celebri 5 milioni, più per una questione di immagine che di effettiva convenienza tecnica e finanziaria. Probabilmente sapendo che Raiola avrebbe traghettato Donnarumma verso altri porti. Della serie “il nostro lo abbiamo fatto e ne siamo usciti puliti”.

In fin dei conti, quindi, pare un affare per tutti. Per il Milan, che con metà di quanto guadagnato/risparmiato per Donnarumma porterà a casa un portiere affidabile e farà crescere in pace il prospetto Plizzari. Inoltre, e cosa non da poco, si toglieranno di mezzo l’impiccio Raiola, magari preparando un bel pacco regalo anche con Abate e Bonaventura.

Donnarumma strapperà il solito contratto monstre made in Raiola in un top club (quello che il Milan oggi non è!), anche se aggiungerà pressione alla sua carriera che ad oggi era incubata nella maglia rossonera, che gli permetteva di superare indenne la caterva di errori che commetteva.

E poi c’è Raiola che si porterà a casa la solita spettanza con molti zeri disegnati sull’assegno. Perchè, alla fine, Raiola è uno che il suo lavoro sa farlo, decisamente bene. Non è “un truffatore”, “il male del calcio” o “un bastardo”, le offese lette in questi giorni. Il problema, se vogliamo, è chi gli permette di fare in questo modo quel lavoro.

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Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"