“Voteremo Anna Maria Bernini presidente del Senato già nella seconda votazione”. L’annuncio di metà pomeriggio di Matteo Salvini, è di quelli che fanno rumore.

La convergenza della Lega sull’onorevole di Forza Italia, che ha ottenuto 57 preferenze, cambia improvvisamente scenari e prospettive della mattinata. Berlusconi voleva tener duro su Paolo Romani, nome che Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle avevano definito “invotabile”, ma il leader del Carroccio ha mandato in fumo i suoi piani.

Salvini ha dimostrato abilità strategica. Con i ponti saltati tra Lega ed M5S, i grillini avrebbero potuto convergere su Zanda o un altro nome del Pd, creando le prospettive anche per un non impossibile accordo di Governo. Un rischio troppo grande per la Lega che ha deciso di non assoggettarsi alle “ragioni” del cavaliere di Arcore, rivendicando un ruolo da protagonista, forte anche del risultato elettorale che ne ha fatto il primo partito del centrodestra.

“Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità, per uscire dal pantano. Speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità”, ha detto il segretario della Lega.

In una nota, Salvini ha spiegato la linea del Carroccio: “L’unico modo per evitare l’abbraccio Pd-5 Stelle per eleggere il Presidente del Senato è scegliere un candidato del centrodestra che abbia il maggior gradimento possibile”.

“La scelta della Lega, che ha rinunciato ad ogni presidenza e ha indicato la senatrice Bernini di Forza Italia, ha aggiunto, rappresenta un coraggioso e generoso aiuto alla coalizione per evitare brutti scherzi ed uscire dallo stallo, e un segnale all’Italia perché il Parlamento cominci a lavorare il prima possibile”.

Anche la seconda votazione si è conclusa con una fumata nera. La terza votazione è in programma domani mattina alle 10.30.

Immediata la reazione dei colonnelli azzurri: “Prendiamo atto del voto della Lega ma non era atteso né concordato. Fino a prova contraria il candidato di Forza Italia resta Paolo Romani”, ha spiegato Renato Schifani.

Ma Salvini tira dritto e rivela ai cronisti di aver comunicato solo a Silvio Berlusconi la scelta della Lega di votare per Bernini: “Sapeva che avremmo votato Anna Maria Bernini perché l’ho chiamato per avvisarlo, non ho avuto alcun contatto o vertice con i 5 Stelle”.

Sul nome di Bernini, arriva l’apertura di 5 Stelle. “È un passo avanti e una figura votabile”, ha detto il senatore Stefano Lucidi. Possibilista anche Barbara Lezzi: “Adesso decidiamo. Faremo una riunione e valutiamo”.

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