Un potente ordigno è esploso al passaggio di un pullman militare a circa 300 metri dal quartier generale delle forze armate turche, ad Ankara, nei pressi di piazza Kizilay, in un’area non distante dal Parlamento, dal comando centrale della Marina e dell’Aviazione e dallo Stato maggiore dell’Esercito.
Il bilancio, confermato da fonti governative, è pesante: almeno 28 morti e 60 feriti. Fra le vittime vi sarebbero dei civili.
Il governatore Mehmet Kiliclar ha parlato di un’autobomba. L’esplosione è avvenuta nel momento in cui era in corso una riunione sulla sicurezza nel palazzo presidenziale alla presenza del presidente Recep Tayyip Erdogan.
Secondo fonti militari, l’attentato “ben pianificato” potrebbe essere opera dei curdi del Pkk. In una nota, i militari hanno spiegato che l’esplosione è avvenuta mentre il pullman era fermo a un semaforo.
Il premier Ahmet Davutoglu ha rimandato la sua partenza per Bruxelles per il vertice Ue e il governo ha dato ordine di interrompere la diffusione di notizie sull’attentato e di attenersi ai soli comunicati ufficiali.
L’autorità radiotelevisiva turca (Rtuk) ha imposto anche il divieto di trasmettere immagini dell’esplosione.
Il presidente Erdogan ha detto che il governo reagirà con fermezza e ha deciso di rinviare il suo viaggio in Azerbaijan. Omer Celik, portavoce del partito Akp del presidente Erdogan, su Twitter ha definito l’esplosione “un atto di terrorismo”.

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