ROMA – Oggi nel cortile del palazzo del Senato si è ricordato il politico comunista Armando Cossutta, a palazzo Madama si è dato vita ad una camera ardente che si è chiusa poco fa. Alla cerimonia erano presenti membri di spicco della storia del comunismo italiano: da Massimo D’Alema a Giorgio Napolitano. L’ex Presidente del consiglio ha voluto ricordare Cossutta come ” un compagno leale di una stagione dura, ma nobile”. Del presidente emerito Giorgio Napolitano il ricordo più commosso: “Abbiamo affrontato tante prove complesse, il movimento studentesco, l’Autunno caldo, la morte di Togliatti, l’invasione della Cecoslovacchia e il dissenso del Pci rispetto a quell’invasione”. Presenti anche Bersani, Calderoli, Finocchiaro, Bassolino, Boldrini, Grasso, le nipoti del defunto.

***

E’ morto Armando Cossutta, ex leader storico del Partito Comunista Italiano. E’ morto lo scorso lunedì pomeriggio, nell’Ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato da tempo a causa di un brutto male. Si spegne così all’età di 89 anni una delle figure più importanti della storia comunista italiana. 89 anni vissuti per la maggior parte all’interno dell’ala filo-sovietica del PCI, tanto da venir accusato da Libero di esser stato una spia italiana del KGB.

L’accusa, ritenuta infondata dalla Cassazione, costò al giornale in questione una condanna di risarcimento danni nei confronti di Cossutta.
Non una spia, quindi, ma sicuramente uno degli uomini più vicini alla nomenklatura sovietica, con la quale il parlamentare ebbe notevoli rapporti. Questo suo orientamento si opponeva al revisionismo in atto all’interno di larga parte del PCI e guidato dal segretario Enrico Berlinguer, deciso ad abbandonare la linea di Mosca e ad abbracciare l’Eurocomunismo: processo che contribuì ad incrinare i rapporti tra Cossutta e Berlinguer, con il primo che non accettava l’idea di uno “strappo” italiano con l’Unione Sovietica, stato ritenuto guida del comunismo mondiale.

Figlio politico di Togliatti, Cossutta ha iniziato la sua carriera politica come militante del PCI nel 1943, partecipando attivamente alla resistenza tra le fila della Brigata Garibaldi.
All’età di 18 anni era segretario della sezione milanese del partito, ricoprendo ruoli all’interno delle amministrazioni comunali, e nel 1972 venne eletto al parlamento italiano, dove rimase ininterrottamente sino al 2008.
Contrario al “pentitismo”, non ha mai rinnegato le posizioni a favore dell’intervento sovietico in Ungheria nel 1956. Fu grande amico di Fidel Castro, e omaggiò spesso le conquiste ottenute dalla Cuba socialista.
Convinto sostenitore che il mito della rivoluzione d’ottobre avrebbe dovuto rappresentare la vera linea guida identitaria all’interno del partito, con il crollo del muro di Berlino divenne un feroce oppositore alle idee di scioglimento del PCI paventate da Occhetto. Questo lo spinse, nel 1991, a non aderire al nuovo Partito dei Democratici della Sinistra, nato sulle ceneri del PCI, e a fondare il Movimento della Rifondazione Comunista, trasformandolo in seguito in partito.
Durante la crisi del governo Prodi del ’96, causata dall’uscita dalla maggioranza da parte di Rifondazione dell’allora segretario Bertinotti, si staccò dalla sua stessa creatura e fondò il Partito dei Comunisti Italiani con Diliberto e Rizzo. Nel 2006, in contrasto con la linea politica di Diliberto, segretario del PdCI, si dimise da presidente del partito e abbandonò la politica attiva.

Con la morte di Cossutta viene a mancare una figura cardine della politica della Prima Repubblica, un esponente principe della storia comunista italiana.
Una figura che, nel corso dei lunghi 60 anni di vita politica, è passata dall’appoggio incondizionato al sistema sovietico alla dichiarazione di voto per il Partito Democratico nel 2008.
Ma che, nell’indefinitezza ideologica degli ultimi anni della scena politica italiana, si differenzia per un’appartenenza identitaria che nel bene e nel male ha contraddistinto la sua vita.

Lorenzo Zacchi

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome