La maggioranza di Renzi traballa e dentro Area Popolare di Angelino Alfano e Ala di Denis Verdini si moltiplicano i malumori. Soprattutto al Senato, cresce il numero di chi, in assenza di garanzie precise (modifica dell’Italicum), spinge per staccare la spina al Governo. Il primo avviso al premier è stato già recapitato. E potrebbero seguirne altri.  

Governo e maggioranza sono stati battuti al Senato su un emendamento presentato da Forza Italia al ddl terrorismo che aumenta le pene in caso di utilizzo o possesso di ordigni nucleari.

L’emendamento presentato da Giacomo Caliendo e Francesco Nitto Palma che prevede pene per atti di terrorismo nucleare non inferiori a 15 anni, è passato al Senato con 102 sì, 92 no e 4 astenuti. Oltre alle defezioni degli ex berlusconiani, Renzi ha dovuto ingoiare anche il boccone amaro di quelle interne. Dei 113 componenti del gruppo dem al Senato, ne erano presenti soltanto 80. Al momento della votazione dell’emendamento Caliendo, inoltre, il Pd ha perso altri pezzi. 

Tutti i verdiniani e 9 dei 32 parlamentari Ap hanno votato con l’opposizione. Di Area Popolare erano presenti 15 senatori su 31. Ufficialmente, Alfano e Verdini hanno parlato di voto sul merito ma il segnale politico è palese.

“Il Senato si è ripreso la sua dignità”, ha affermato Gaetano Quagliariello. Renato Brunetta, su twitter, ha parlato di primo pizzino di Verdini a Renzi. Durissimo Roberto Calderoli.

“Per la prima volta, con il voto palese, maggioranza e governo vadano sotto. Quando la barca affonda, i topi squagliano. I voti delle ali e delle alette si stanno squagliando”, ha tuonato il leghista.

I fittiani, infine, hanno lanciato un appello all’unità del centrodestra per costruire “una alternativa parlamentare ed elettorale a Matteo Renzi”.

 

 

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