Il Senato ha approvato in prima lettura il cosiddetto ‘Decretone’, il provvedimento che contiene il Reddito di cittadinanza e Quota 100 per le pensioni. I voti favorevoli sono stati 149, quelli contrari 110, 4 gli astenuti. Il testo passa ora alla Camera.

Non sono mancati i momenti di tensione. Al momento delle dichiarazioni di voto i parlamentari di Forza Italia hanno indossato i gilet blu con la scritta “sì lavoro, no bugie” in segno di protesta e la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dovuto sospendere i lavori.

“Il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze, vergogna”, ha detto Casellati al gruppo di Forza Italia nel corso della dichiarazione di voto dell’azzurra Annamaria Bernini”.

Alla ripresa è esplosa la bagarre durante l’intervento della senatrice M5s Paola Taverna. Dai banchi del Partito democratico Vincenzo D’Arienzo ha sollevato un foglio con su scritto Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) e lo ha rivolto verso la parlamentare, provocando le reazioni dei grillini.

In Aula era presenta il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio. “Sono molto molto soddisfatto”. Questo il commento del capo politico dei 5 stelle.

“Finalmente, ha detto il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo, è stata superata la legge Fornero come avevamo promesso in campagna elettorale. Abbiamo mantenuto l’impegno e da una parte mandiamo in pensione prima un po’ di persone che se lo sono meritato dopo tanti anni di lavoro e dall’altra favoriamo un ricambio generazionale, infatti ci sono tanti giovani che oggi cercano un posto di lavoro. E’ una buona notizia per il paese, una buona notizia per tutti”.

I Gruppi di maggioranza hanno rivendicato con orgoglio l’attuazione di due misure di giustizia sociale, annunciate in campagna elettorale e inserite nel programma di Governo. Secondo M5S il reddito di cittadinanza costituisce l’attuazione dei principi costituzionali di libertà dal bisogno e di eguaglianza sostanziale e rappresenta una misura più giusta del bonus di 80 euro erogato dal precedente Governo. Per la Lega “quota cento” sana ingiustizia. Il reddito di cittadinanza è stato congegnato come misura di politica attiva del lavoro, non come misura assistenziale.

Tra le novità introdotte in sede di approvazione, per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, c’è un rafforzamento delle misure anti “furbetti” ed anche una maggiore attenzione alla tutela della privacy e dei dati sensibili. Il testo approvato prevede inoltre che in caso di separazione o divorzio avvenuti dopo il 1° settembre 2018, gli ex coniugi che vogliono beneficiare del Reddito di cittadinanza devono provare di non risiedere più nella stessa casa. La polizia municipale avrà cura di mettere a verbale la certificazione di non residenza. Per quanto riguarda gli immigrati, il Rdc sarà subordinato alla consegna di appositi certificati provenienti dal Paese di origine, muniti di traduzione ufficiale in italiano. Il richiedente dovrà dimostrare di non avere condanne pendenti per truffa, terrorismo ed altri reati minori. Inoltre, sono previste sanzioni pesanti per i datori di lavoro che si avvalgono del lavoro in nero di persone che beneficiano della misura. Per quanto riguarda l’obbligo di accettare un’offerta lavorativa, questo scatterà solo se il salario proposto è di almeno 858 euro al mese.

In materia di pensioni e previdenza sociale, è stato confermato un emendamento, approvato dalla Commissione lavoro, che prevede la sospensione della pensione a chi ha ricevuto una condanna per reati di associazione mafiosa, terrorismo e ogni altro delitto per il quale il giudice ha emesso una condanna non inferiore a 2 anni di reclusione. Un’altra modifica riguarda l’innalzamento della cifra massima del Trattamento di fine servizio/Trattamento di fine rapporto per i dipendenti pubblici: da 30.000 euro a 45.000 euro. Potranno beneficiare dell’anticipo anche i dipendenti pubblici che sono cessati dal servizio prima del 29 gennaio 2019.

Il Decreto approvato in Senato contiene anche alcune misure riguardanti gli ammortizzatori sociali. Per importanza ed impatto spicca la proroga di un anno, fino al 2020, della Cassa integrazione straordinaria prevista in casi di crisi e riorganizzazione aziendale. E’ prevista anche la possibilità di erogare acconti Cigs della durata di 6 mesi in favore delle aziende ubicate in territori soggetti a recessione economica e con un numero di addetti superiore a 500. Un “aggiustamento” in corsa, questo, per rispondere alla difficoltà di accedere ai finanziamenti e di implementare azioni di riorganizzazione aziendale.

 

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