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Con la sentenza n.275/2016, in merito ad una controversia tra Regione Abruzzo e Provincia di Pescara per quanto concerne il servizio di trasporto scolastico dei disabili, la Corte ha riconosciuto che le garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere condizionato da motivi di bilancio.

Nella fattispecie, la Regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento del 50% per il servizio trasporto degli studenti disabili alla Provincia di Pescara, in quanto l’articolo 6 comma 2-bis della legge regionale n.78 del 1978, aggiunto all’art.88 comma 4 del 2004, preveda l’erogazione “nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa”.

Nella dichiarazione di illegittimità della suddetta legge, la Consulta scrive:

11.− Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.

La sentenza conferma ciò che da anni economisti e giuristi affermano inascoltati: la costituzionalizzazione (Governo Monti) del dogma liberista del pareggio di bilancio, e l’approvazione dei Trattati di Maastricht e Lisbona, si pongono in antitesi con i diritti fondamentali della nostra Carta costituzionale che pone l’economia al servizio dell’interesse pubblico.

Dopo la schiacciante vittoria del NO al Referendum, e alla luce della sentenza della Corte, le forze politiche che si sono battute per salvare la Costituzione dalla deforma Boschi-Renzi-Napolitano, dovrebbero iniziare una seria battaglia parlamentare al fine di abrogare l’attuale articolo 81.

Solo così, la Costituzione potrà ritornare a garantire integralmente i diritti sociali del popolo italiano.

Qui il testo della sentenza.

Antonello Tinelli

7 COMMENTI

  1. Questa è la conferma che la battaglia per la difesa dei diritti deve essere condotta anche nelle aule di giustizia, nonostante gli enormi ritardi che la rendono inutile per chi la intraprende. Dal 1972 è questa la nostra linea politica associativa.
    Carlo Hanau

  2. La classe politica ha perso di vista i pricipi fondamentali della vita democratica e civile dei diritti umani sudditi di una finanza che ci porta lontano dai bisogni. Meno male che ogni tanto l’attenzione di qualche giudice riequilibra queste storture.

  3. Mi viene il “dubbio” che il vero motivo per stravolgere la nostra Costituzione fosse proprio questo: avere mano economicamente libera. Meno male che gli italiani sono più attenti di quel che i politici pensano.

    • Ti risolvo il dubbio! Era così! Nella relazione al progetto di riforma del governo era scritto testualmente che la riforma serviva ad adeguare l’ordinamento interno agli stringenti vincoli di bilancio UE…

      Avv. Marco Mori – uno di quei giuristi che da anni strilla contro il pareggio in bilancio…

  4. Ma non vi vergognate.? Bisogna leggere mezza costituzione X avere il diritto allo studio dei disabili.? Ma non si trova un articolo che dice PRIORITÀ ASSILUTA ALLO STUDIO.? Io mi dici. Ma la legge del buon senso, è stata CANCELLATA.????

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