serbia, proteste anti vucic

“Rivoluzione arancione” in corso a Belgrado. Continuano ingerenze, ricatti, pressioni e provocazioni contro la Serbia e il suo governo, per farne accettare la rinuncia completa della sua indipendenza e sovranità. E così costringendola alla sottomissione completa e al definitivo riconoscimento della autoproclamata indipendenza della provincia serba del Kosovo.

Il giornale serbo “Govori Serbia” è entrato in possesso di foto esclusive e materiali video che senza ombra di dubbio dimostrano che l’ambasciata degli Stati Uniti è dietro le manifestazioni settimanali di Belgrado che si tengono dal dicembre dello scorso anno con lo slogan “Stop alle camicie insanguinate” e “1 di 5 milioni.”

Sin dall’inizio, era motivato il sospetto coinvolgimento di fattori stranieri nelle proteste di una parte dell’opposizione, ma questa prova è ora palesemente confermata. Non c’è dubbio che il dipartimento politico dell’ambasciata americana a Belgrado coordini le manifestazioni e dia istruzioni ai loro organizzatori.
Govori Serbia svela fotografie e video di incontri presso l’Hotel Hilton tra i leaders della protesta e funzionari dell’ambasciata USA che sono incaricati di operazioni segrete speciali nel settore politico, quindi si tratta di CIA.

In uno dei documenti pubblicati da Govori si può notare in una sala dell’hotel Hilton di Belgrado, una delle organizzatrici delle proteste, Jelena Anasonović, ricevere istruzioni dal terzo segretario dell’ambasciata americana, Katarina Virginia Valzak.

Jelena Anasanovic con membro ambasciata americana
Jelena Anasanovic con membro dell’ambasciata americana Katarina Virginia Valzak.

Due video pubblicati dalla testata giornalistica serba dimostrano che nel ristorante dello stesso “Hotel Hilton”, Sergei Trifunovic, neoeletto Presidente del “Libero Movimento dei Cittadini”, che incontra David Lingren Gehrenbek, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’ambasciata di Belgrado e Nathan Albahari, membro della Fondazione ISAC che rappresenta gli interessi dei centri euro-atlantici in Serbia.

L’incontro dei leader dell’opposizione e gli agenti speciali americani è stato coordinato da Denis Ibišbegović, membro dell’iniziativa “Non annegare a Belgrado”, le cosiddette “anatre gialle”, che all’ambasciata degli Stati Uniti ha incontrato ripetutamente Kyle Scott, consulente responsabile dei rapporti con i partiti di opposizione e le organizzazioni non governative in Serbia.

ibisbegovic
Denis Ibisbegovic

A questo punto è lampante, al di là delle problematiche reali che investono la situazione sociale in Serbia, che le proteste a Belgrado sono guidate e controllate direttamente dalla ambasciata degli Stati Uniti e i leader dell’Alleanza delle Opposizioni, stanno ingannando i cittadini, fingendo di lottare per i loro interessi, mentre agiscono esclusivamente sulle indicazioni dei loro mentori e finanziatori, i cui obiettivi sono quelli di interferire negli affari interni della Repubblica di Serbia e di destabilizzare il paese.

Persino chi ha avuto il minimo dubbio ora capisce che qui non si parla di proteste civili, nazionali o spontanee. Al centro c’è una connessione diretta tra le strutture americane in Serbia e i leader dell’opposizione che sono disposti a vendere e consegnare gli interessi dello Stato e della nazione per ottenere un po’ di potere e una manciata di dollari.

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