Intermezzo tecnico-tattico: Il portale web l’Ultimo Uomo, uno dei giornali sportivi online più azzeccati degli ultimi anni, ha dedicato un interessante articolo a firma Fabio Barcellona sul ritorno del WM (per chi lo volesse consultare: http://www.ultimouomo.com/il-ritorno-del-wm): ormai la tendenza di molte squadre sia del nostro campionato che europee è quella di giocare, in fase di possesso palla, con tre difensori larghi, due mediani davanti alla difesa, due centrocampisti interni, due centrocampisti di fascia e una sola punta.

In pratica questo moderno 3-2-4-1 sarebbe nientepopodimeno che una riedizione in chiave moderna del vecchio 3-2-2-3 di marca Herbert Chapman. A mio avviso però, e qui do la mia peronale postilla all’articolo, più che con il WM, squadre come il Milan montelliano, la Fiorentina di Sousa, la Roma spallettiana giocano in fase d’atacco con un modulo di gioco simile al Diagonal sudamericano, un sistema di gioco utilizzao dalle squadre brasiliani ed argentine negli Anni Quaranta/Cinquanta somigliante al WM ma con alcune caratteristiche tipiche del Metodo, su tutti l’assenza di marcature uomo contro uomo.

Questo modulo di gioco fu adottato in forma rivista ed annacquata anche in Italia sul finire degli Anni Cinquanta, soprattutto dalla Juventus che vinse tre scudetti (non consecutivi) con il seguente scaglionamento offensivo: Charles punta unica, Sivori leggermente alle sue spalle sulla sinistra pronto a muoversi sugli spazi liberi creati dal gigante gallese con i crisimi della seconda punta e Boniperti più arretrato sul centrodestra con compiti di centrocmpista di regia puro.

Questa disposizione offensiva fu ideata per sopperire al rigido marcamento uomo contro uomo tipico della variante italiana del Sistema: con questa diagonale offensiva infatti la linea rappresentata dai due mediani si spezzava giacché un mediano (quello destro) finiva per marcare la seconda punta mentre l’altro (quello sinistro generalmente) veniva risucchiato a centrocampo.

Nel calcio di oggi invece questo ritorno alla diagonale offensiva è stata causata da motivi differenti: innanzitutto non tutte le squadre, schierate quasi tutte con il canonico 4-2-3-1 (da leggersi sempre 4-5-1: quattro difensori, cinque centrocampisti, due difensivi e tre offensivi, una sola punta), possiedono un centravanti in grado di fare reparto da solo e di muoversi su tutto il fronte offensivo per innescare i classici inserimenti da dietro o di un trequartista con i controfiocchi in grado di interpretare sia la fase offensiva che quella di difesa.

In secondo luogo, contro squadre che spesso si difendono con nove giocatori e a linee compatte e chiuse (il 4-4-2 super scolastico di Leicester e Atletico Madrid può considerarsi a tutti gli effetti una risposta difensiva alla crisi dei moduli ad una punta), giocare con una punta e mezzo, due punte ti porta un maggior peso offensivo e, di conseguenza, una maggiore probabilità di scardinare le difese avversarie. L’unica eccezione, in campo italiano, è rappresentata dalla Juventus, un club che da sempre per proprio DNA gioca secondo canoni calcistici tradizionali. Allegri gioca infatti con un 3-5-2 abbastanza scolastico, con traversoni dalle fasce e il doppio centravanti d’area. In un mondo caratterizzato da una crescente incertezza e dalla precarietà e dalla flessibilità come condizione d’esistenza, anche il calcio, metafora e specchio della società, si adegua!

L’undicesima giornata di campionato è stata favorevole alla solita Juventus che, vittoriosa contro il Napoli si porta a +4 su una Rometta che ad Empoli non è andata oltre lo 0-0. Il Milan ritorna alla vittoria, seppur a fatica contro il Pescara, mentre Lazio ed Atalanta sono piacevolissime sorprese, soprattutto i bergamaschi.

In coda gran bagarre perché Pescara, Palermo ed Empoli non conoscono proprio la parola vittoria, assaporata per la prima volta da un Crotone che adesso non è più fanalino di coda disperato. La tre giorni calcistica si è aperta con il successo della Fiorentina sul campo del Bologna: è bastato un buon primo tempo dei viola e un gol su rigore per sbarazzarsi di un Bologna falcidiato da numerose assenza importanti e costretto a giocare in dieci per gran parte della partita.I viola hanno comunque confermato la loro sterilità offensiva a causa della mancanza di profondità del proprio gioco e di sapersi esprimere al meglio lontano dal Franchi, dove la maggior parte delle squadre si chiudono in difesa.

Nell’anticipo serale invece il grande ex Higuain manda sempre più in alto la Juventus sconfiggendo un Napoli che non meritava di uscire sconfitto dallo Juventus Stadium. Sul campo si sono ammirati due modi diversi di intendere il calcio: da una parte, una squadra (la Juventus), che puntava tutto sulle individualità, sia in fase difensiva dove i difensori giocavano di contatto sull’avversario, sia in fase d’attacco, affidata ai soliti sfondamenti sugli esterni (dribbling and cross). Dall’altra invece un complesso che giocava in maniera armonica, con una fase difensiva rischiosissima (alla Ernst Happel) con la linea difensiva esageratamente alta e un attacco sempre condotto per triangolazioni palla a terra.

Come al solito però il calcio è uno sport dove basta una minima disattenzione, un rimpallo sbagliato, un ciuffo d’erba tagliato male per indirizzare la vittoria da una parte e la sconfitta da un’altra. Nel calcio puoi fare una fase difensiva maniacalmente perfetta, ma se uno stupido rimpallo manda fuori giri la tua linea difensiva, sei fritto se la squadra avversaria ha gente del calibro di Higuain. Alla fine puoi giocare di collettivo quanto vuoi, ma se davanti non hai gente che la caccia dentro arriverai sempre secondo! Se da una parte la Juventus ha risentito della mancanza di Baby Face Dybala, l’unico giocatore capace di far variare gli schemi offensivi della squadra (ma con Conte era la stessa storia, prima con Vučinić poi con l’Apache), il Napoli senza un centravanti che sappia fare reparto da solo non è la stessa cosa, come a’ pizza senza a’ pummarola e a’ mozzarella… Normale quindi che, in questa situazione, la partita sia stata decisa da una prodezza del grande e discusso ex!

Passiamo alla domenica, partita interessante all’ora di pranzo tra Atalanta e Genoa cioè tra il maestro Gasperini e l’allievo prediletto Jurić, ha vinto con pieno merito il maestro. Il rinsavito Gasperson, che con gli orobici ora sta guidando ai ritmi sostenuti da Lippi nel 1993/94 o da Mondonico sul finire degli Anni Ottanta, ha saputo adattarsi alle novità dei tempi moderni inventandosi Kurtič come affilata arma tattica (guarda a caso autore di una doppietta) a fare da stantuffo tra centrocampo ed attacco e Gomez a roteare attorno a Petagna che è scarso sì ma che sul fronte offensivo si sbatte per tre. Finché gli avversari non adotteranno le dovute contromisure, ora che tutti i giocatori in maglia nerazzurra parlano lo stesso linguaggio calcistico, la Dea è destinata a far bene.

Trasferta stregata per la Roma che ad Empoli è stata fermata dalle parate miracolose di Skorupski (di proprietà proprio della Roma), portiere che quando è in giornata giusta è capace di prodigi. L’Empoli comunque non ha assolutamente rubato il punticino anche se la sua anemia offensiva ormai è un qualcosa di mitologico: in undici giornate di campionato infatti i toscani hanno segnato solo due volte (contro il Crotone) e stop, solo il Mantova nel 1963/64 ha fatto peggio nelle prime dieci giornate.

Riprende il trend fortunato del Milan che ha battuto con qualche patema di troppo il Pescara, affidandosi ancora una volta alle solite invenzioni dei singoli (e qui c’entra il fondoschiena e non la mano di Montella!). Per gli abruzzesi è sempre la solita storia, come ogni volta che capitano (quelle poche volte a dir il vero) in Serie A: la squadra gioca sempre bene al calcio ma ha poche individualità adeguate alla categoria e alla fine, stringi stringi, non fa mai punti se non a tavolino! Importante successo per la Lazio che grazie ad un Cirone Immobile in stato di grazia piega un Sassuolo giunto nella Capitale con l’infermeria piena e che nel primo tempo ha giocato in maniera troppo timida e rinunciataria. Per la squadra del fortunello Simone Inzaghi (ma la fortuna bisogna sempre cercarsela!) la prossima partita contro il Napoli sarà il vero banco di prova!

Primo storico successo per il Crotone che batte tra le mura amiche dello Scida con pieno merito un Chievo parso col fiato corto: per i calabresi è il primo storico successo in Serie A e adesso che gli squali hanno ritrovato il calore del proprio pubblico possono davvero giocarsi le loro carte con le altre tre pericolanti.

Nel posticipo delle 20.45 naufraga l’Inter che riesce a farsi battere anche da una squadraccia senza capo né coda come la Sampdoria. La sconfitta forse è stata ingenerosa per la Beneamata, ma quel coso che siede in panchina come fa a presentare un trittico di centrocampo formato da Brozović, João Mario e Banega? Come fanno tre ballerine del genere a supportare una punta dal proverbiale culone come Icardi e due esterni più propensi all’avanti come Candreva ed Eder?

Capitolo Inter. In casa Inter però è tutta la società che sta facendo acqua in maniera fin troppo comica: Moratti emette ancora le sue sentenze dall’alto del suo marciapiede (lui vorrebbe Leonardo, ahahaah) e c’è ancora chi lo intervista e lo ascolta come un oracolo, il “filippino” Thohir vuole tenersi a tutti i costi “Terence Hill” De Boer mentre il povero portaborse Ausilio spingerebbe per un traghettatore (Mandorlini, Reja, Pioli, Guidolin, manca solo Malesani!). Un bel casino insomma!  Se l’Inter vuole ripartire con un progetto serio dovrebbe ripartire dagli ex: pieni poteri a Zanetti e spazio in società a gente come Oriali, Beppe Baresi, Bergomi, una società che dimentica il proprio passato non ha un futuro!

Veniamo al lunedì, il Torino ha confermato contro l’Udinese di non saper gestire le partite: avanti i un gol e in completo controllo della partita, i granata si sono fai rimontare su due situazioni di palla inattiva e solo all’ultimo minuto, grazie alla classica tirata di nervi tipica delle squadre del serbo, agguantano un 2-2 che in realtà serve a poco. Nel posticipo delle 21 torna alla vittoria il Cagliari che batte un Palermo sempre più inguaiato.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.