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Il turno infrasettimanale appena passato non ha portato con sé grosse scorie per le grandi del nostro campionato: Napoli, Lazio, Roma, Juventus ed Inter hanno tutte vinto confermando una sorta di élite di quattro/cinque squadre completamente staccate dalle altre compagini che al massimo possono lottare per l’ultimo posto europeo. La sorpresa al momento attuale è sicuramente la Sampdoria, magistralmente guidata da Giampaolo, mentre la delusione è il Milan che contro la Juventus ha confermato nuovamente tutti i suoi limiti strutturali. In coda non fa notizia ormai il Benevento, fermo sempre al palo dall’inizio del campionato, mentre scatta avanti l’Udinese che con sei punti in tre giorni si porta momentaneamente a metà graduatoria, brutta sconfitta invece per il Genoa nello scontro diretto contro la Spal.

Sarà una settimana europea cruciale per le squadre italiane. In Champions League la Juventus è attesa da un’insidiosa trasferta in Portogallo contro lo Sporting Lisbona, i bianconeri  possono tranquillamente accontentarsi di un pari per blindare il secondo posto. Deve solo vincere invece il Napoli che al San Paolo riceverà il Manchester City: Guardiola penso che vorrà festeggiare la matematica conquista degli ottavi già a Napoli quindi credo che verrà al San Paolo con la voglia di chiudere i giochi. Il Napoli perdendo potrebbe concentrarsi definitivamente sul sogno tricolore. La Roma invece riceve all’Olimpico il Chelsea di Conte, anche un pareggio potrebbe essere ben accetto perché i giallorossi si giocheranno tutto all’ultima partita contro l’Atletico. In Europa League il Milan potrebbe rilanciarsi in quel di Atene contro l’AEK, i rossoneri sono squadra da trasferta e Montella potrebbe salvarsi vincendo in Grecia dopo aver ricevuto il classico ultimatum dalla società. La Lazio potrebbe tirare il fiato in casa contro il Nizza in vista del campionato, anche un pareggio potrebbe andare benissimo per blindare il primo posto infine l’Atalanta potrebbe consolidare il primato vincendo contro i ciprioti dell’Apollon Limassol.

Milan – Juventus 0-2

Ruggisce ancora la vecchia Juventus che ha sbancato San Siro con pieno merito confermando tutti i limiti del Milan. I rossoneri non hanno demeritato nel complesso però hanno nuovamente mostrato lacune imbarazzanti, tecniche e di personalità. Higuain ha calato un po’ la panza e di conseguenza è migliorato nello scatto, il risultato è che l’argentino è ridiventato immarcabile. Se Higuain e Dybala avessero giocato con la maglia rossonera la partita sarebbe finita ben diversamente perché Montella in attacco ha Kalinić che è tutto tranne che uno sfondatore e accanto a lui ha compagni anarcoidi o mal impiegati che fanno fatica ad inserirsi a rete. Risultato? Quando il gioco si fa duro i gol latitano e in difesa si incassa sempre troppa acqua a causa di centrali lenti e a mal partito contro attaccanti veloci. Biglia, che in maglia Lazio era protetto dagli andirivieni di Parolo e Lulić, sta andando in analisi con al suo fianco gli immondi Kessié e Çalhanoğlu! Montella ormai è al capolinea, difficile che la squadra rossonera possa conoscere una vera riscossa perché il napoletano sembra essersi infilato in un vero e proprio cul de sac tattico (leggi difesa a tre) e tecnico (leggi preparazione atletica deficitaria).

Roma – Bologna 1-0

Terza vittoria consecutiva striminzita per la Roma che deve ringraziare il rinsavito El Sharaawy che con un gol “alla Totti” ha piegato l’accesa resistenza del Bologna. Di Francesco smentisce la nomea di “discepolo di Zeman” continuando a vincere con punteggi degni del Capello dei tempi dorati. In effetti la Roma difrancescana è un bel rebus calcisticamente parlando, i giallorossi infatti sono sulla carta una squadra a trazione posteriore, con il baricentro più alto rispetto a quello dei tempi di Garcia e Spalletti, però se si va a guardare le statistiche la squadra ha incassato meno gol di tutti grazie ad un’ottima fase difensiva. Manolas e soci difendono sempre a trenta/quaranta metri dalla porta rischiando spesso la tattica del fuorigioco, per ora i sottili equilibri difensivi stanno funzionando e, aggiungo, senza difensori centrali adatti a giocare con la linea difensiva alta.

Benevento – Lazio 1-5

Abbuffata per la Lazio che sul campo del Benevento si è allenata contro quella che verrà ricordata come la squadra più scarsa ad aver calcato i campi della massima serie, tutta colpa di un assurdo meccanismo play-off che ha finito per premiare una squadra simpatica e volonterosa quanto volete ma che si capiva fin dall’inizio che in massima serie avrebbe fatto la comparsa (ricordo bene la finale play-off e già lì si vedeva la mediocrità di una squadra che era salita in A semplicemente azzeccando un paio di partite). Dispiace che un tecnico serio e preparato come il buon Baroni abbia pagato per tutti, non capisco sinceramente cosa serve cambiare un tecnico sostituendolo con un tipo come De Zerbi che ha all’attivo in A solo un’esonero a Palermo, tanto vale tenersi il vecchio allenatore a queste condizioni no? Questa Lazio invece se arriva quarta in classifica è un delitto per come gioca e per come è pilotata da Inzaghino.

Napoli – Sassuolo 3-1

Inutile ripeterlo, ci sono annate in cui tutto ti gira per il verso giusto. Il Napoli ha vinto ancora una volta ma ha dovuto sudare le classiche sette camicie contro un Sassuolo pimpante che ha forse voluto dimostrare di non remare contro l’allenatore Bucchi. La traversa colpita dal Sassuolo su punizione, il marchiano errore della retroguardia nero verde sul gol di Allan e il rocambolesco autogol di Consigli, il rigore annullato dall’intervento Var sono piccoli segnali che il vento della fortuna sta soffiando dalla parte di Sarri. L’anno scorso il Napoli avrebbe pagato a caro prezzo episodi del genere!

Sampdoria – Chievo 4-1

Continua a volare la Sampdoria che ha macinato con una secca quaterna il vecchio Chievo. Gran bel collettivo la Doria, registrata l’anno scorso la retroguardia, adesso l’ombroso Giampaolo ha molte più frecce da scagliare dal proprio arco. Il centrale di centrocampo Torreira, classe 1996, svezzato da Zeman lo scorso anno sta crescendo di giornata in giornata e potrebbe diventare un piccolo campioncino. In attacco la coppia Zapata/Quagliarella è meglio assortita rispetto a quella formata con Muriel (che si esaltava quasi solamente nelle praterie), adesso i doriani potranno essere competitivi anche con i campi più duri e pesanti con un attacco del genere.

Udinese – Atalanta 2-1

Vittoria importante dell’Udinese che batte in rimonta un’Atalanta che per l’ennesima volta ha pagato il classico calo di energie che l’attanaglia nel secondo tempo. I bergamaschi per un tempo hanno fatto vedere il loro solito gioco poi nel secondo tempo hanno sofferto il ritorno della “legione straniera” friulana, forse la formazione più fisica di tutto il nostro campionato. Il patriarca di Aquileia Delneri, con due successi in tre giorni, ha così blindato la propria panchina: fino ad ora il buon Gigi ha fatto fare dodici punti ad una squadra che per valori tecnici ne vale probabilmente la metà.

Crotone – Fiorentina 2-1

Il Crotone è destinato a costruirsi la propria salvezza tra le mura amiche dello Scida, la vittoria meritata sulla Fiorentina ha confermato questa constatazione: la coppia d’attacco pesante funziona negli angusti spazi dello stadio calabrese. La Fiorentina, da squadra giovane qual è, invece si sta confermando troppo lunatica e altalenante.

Spal – Genoa 1-0

Successo fondamentale e tutto sommato sorprendente della Spal sul Genoa nella classica partita in cui i punti valgono doppio. I ferraresi si sono confermati più incisivi in attacco dove, stante il declino precoce di Borriellone, Paloschino (ex eterno Under 21) e il sottostimato Antenucci formano una buona coppia che riesce a sopperire le magagne di un centrocampo di soli mediocri podisti. In casa Genoa invece notte fondissima con il prossimo derby che sarà decisivo per le sorti del’annata e forse dell’era Preziosi.

Torino – Cagliari 2-1

Mihajlović salva la panchina con il successo del suo Torino sul Cagliari. L’ex sputacchione serbo è ritornato al tridente largo di punta per sopportare meglio il rientrante Belotti e al centrocampo a tre sconfessando così tutto il lavoro che aveva fatto quest’estate in ritiro. I suoi prodi comunque l’hanno ripagato con una prestazione tutta grinta e orgoglio che ha per ora salvato una sorte che pareva segnata.

Verona – Inter 1-2

Una supponente Inter inanella un’altra preziosissima vittoria per restare attaccata al carro delle prime contro il miglior Verona della stagione. Non mi aspettavo sinceramente un Hellas così assatanato e con la bava alla bocca, con un nuovo 4-4-2 che sembra fatto su misura per esaltare Winston Cerci che proprio nel ruolo di mezzapunta ha fatto la migliore annata della sua carriera. La Benaeamata, oltre che sculata (fa anche rima) si è confermato squadra vera, con dei singoli capaci di far svoltare la partita da un momento all’altro. E’ sempre stato così in casa Inter: l’allenatore forte e carismatico porta con sé sempre stimoli e anche un bel stellone che non guasta mai!

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