“Ma che anti-Juve!? quale anti-Juve, cosa vuol dire anti-Juve!?”. Parafrasando il grande Alberto Malesani possiamo così riassumere la tredicesima giornata di Serie A che ha visto la capolista pentascudettata portarsi addirittura a +7 sulla coppia Roma-Milan.

I giallorossi hanno perso malamente a Bergamo contro la sempre più sorprendente Atalanta, terza a pari punti con la Lazio, mentre il Milan ha pareggiato contro l’Inter nel derby della Madonnina. In coda invece Crotone, Pescara, Palermo ed Empoli continuano a fare il loro campionato a parte a suon di sconfitte. In questo momento retrocederebbero le due neopromosse (Crotone e Pescara) esattamente come l’anno scorso quando Carpi e Frosinone tornarono in cadetteria dopo un solo anno di Paradiso: questo fatto testimonia il livello imbarazzante in cui è precipitata la Serie B, un tempo uno dei campionati più duri e competitivi d’Europa e che adesso è diventato una sorta di torneo interaziendale.

Sarà una settimana decisiva in Europa, dove Juventus e Napoli si giocheranno molte carte del loro futuro in Champions. La banda Allegri è attesa dalla prova verità a Siviglia, l’imperativo è vincere, anche se in caso contrario i bianconeri possono sperare nel colpaccio del Lione sugli andalusi nell’ultimo decisivo turno, la Vecchia Signora infatti riceverà una Dinamo Zagabria ferma a quota zero punti e la vittoria è già data per scontata. Se la Juve giocherà in Andalusia come l’anno scorso però difficile prevedere una vittoria. Anche il Napoli ha una grossa occasione per chiudere i conti in ottica qualificazione contro l’altra Dinamo-materasso, quella di Kiev: in caso di mancata vittoria per la squadra di Sarri le cose potrebbero complicarsi, ma gli ucraini ormai sono tagliata completamente fuori dai giochi (anche in ottica terzo posto) e una manina sicuramente gliela daranno.

In Europa League invece la Roma potrebbe chiudere i giochi qualificazione ricevendo il Viktoria Plzeň, fanalino di coda del gruppo E. Stesso discorso per la Fiorentina che battendo il Paok Salonicco tra le mura amiche potrebbe staccare il biglietto per i trentaduesimi, ormai fuori dai giochi l’Inter probabilmente andrà in Israele a farsi una bella scampagnata a Beer Sheva perché ormai l’obbiettivo della squadra del neotecnico Pioli è quello di conquistare l’Europa risalendo la china in campionato. Turno cruciale infine per il Sassuolo che nella suggestiva cornice del San Mamés di Bilbao cercherà di emulare l’impresa che fece il Torino di Ventura due stagioni or sono: l’impresa è difficile, molto difficile per una squadra inesperta come quella nero verde, però tentare non nuoce.

Torniamo agli affari di casa nostra. La tredicesima giornata di campionato si è aperta già alle tre di sabato con il successo striminzito del Chievo (un colpo… Gobbi!) sul Cagliari: i veronesi continuano, facendo sbadigliare i pochi presenti allo stadio a fare il loro campionato in tutta tranquillità mentre i sardi sono ormai in crisi nera (anche se per fortuna del Rastello c’è chi sta molto peggio).

Alle ore 18 importante successo del Napoli sull’Udinese: dopo un primo tempo giocato a scacchi, mossa su mossa, nella ripresa le maglie difensive friulane si sono allentate e il gioco d’attacco del Ciuccio è venuto fuori di prepotenza. Il tamarrissimo Insigne rompe l’incantesimo segnando una doppietta importante per il suo rilancio dopo mesi molto difficili.

Facile come bere un bicchier d’acqua: così si può commentare l’allegra scampagnata della Juventus sul Pescara, il divario imbarazzante tra le due squadre ha permesso ad Allegri (ex molto amato in Abruzzo) di fare un po’ di turn-over e qualche esperimento arzigogolato come Evra terzo centrale di difesa. In casa bianconera esordisce il primo millennial della storia del calcio italiano: Moise Kean, ivoriano di Vercelli classe 2000. Il fatto che sia soprannominato “il nuovo Balotelli” e che sia già finito nel mirino della scuderia Raiola non depone molto a favore del ragazzone! Con i coloured però io ci andrei sempre molto piano: la loro maturazione precoce e la loro esuberanza fisica spesso mascherano un talento che al primo assaggio sembra assoluto ma che alla seconda, terza, quarta degustazione in realtà non pare così cristallino, ogni riferimento a “mister 120 milioni” Pogba è puramente casuale!

La domenica calcistica si è aperta con la pazzesca rimonta della Sampdoria sul Sassuolo: sotto di due reti, i doriani sono riusciti a segnare ben tre reti in sette minuti! I neroverdi di Di Francesco, specialisti ormai nel prendere gol a secchiate negli ultimi fatidici minuti di gioco, hanno preso i primi due gol su azioni di contropiede e la cosa è incredibile se si pensa che gli emiliani erano tranquillamente (e meritatamente) avanti 2-0! Prendere gol in contropiede in queste situazioni è un po’ come vedere la propria fidanzata farsi rimorchiare da Nichi Vendola!

La sorpresa del pomeriggio però è stata la sconfitta della Roma contro una grandissima Atalanta, la squadra che attualmente ha il miglior gioco di tutto il campionato. Per la Maggica partita a dir poco schizofrenica: incontenibili nel primo tempo, nel quale Sallà si è mangiato due incredibili gol, nella ripresa i giallorossi sono stati letteralmente travolti dalla freschezza dei giovani in casacca nerazzurra che hanno prima pareggiato e poi trovato il gol del successo (grazie ad un’incredibile ingenuità di Paredes, roba da gulag!) in maniera assolutamente meritata.

Passano gli anni, gli allenatori, i giocatori, ma i problemi della Roma sembrano proprio non finire mai: una sconfitta del genere in altre piazze verrebbe diluita con una scrollata di spalle, invece nella Città Eterna, in occasioni del genere, i processi ed i controprocessi durano tutta la settimana, non vorremmo essere nei piani del povero Paredes (che dall’aspetto tra l’altro sembra veramente un bimbominkia con il q.i. di una cavia)!

Sorride invece la Lazio di Simone Inzaghi che vince 3-1 una partita importantissimo contro un avversario ostico come il Genoa, Inzaghino zitto zitto continua a stupire tutti: dal punto di vista del gioco non ha toccato nulla rispetto all’era Pioli (cioè correre, menare e lanciare il pallone verso avanti) ma ha saputo rigenerare dal punto di vista psicologico un giocatore che sembrava finito come Felipino Anderson.

Importante successo del Torino sul campo del Crotone: in trasferta i granata non sono un rullo compressore come tra le mura casalinghe, ma con un Belotti così sognare in grande e lecito. Il Gallo personalmente mi ricorda una sorta di mix tra Vialli (per l’agilità) e Bobone Vieri (per la potenza) e sotto la gestione Mihajlović è cresciuto in maniera esponenziale migliorando tantissimo anche con il piede debole tanto che i due gol che hanno permesso al Toro di vincere sono stati scoccati con il sinistro.

Rotondo successo della Fiorentina che seppellisce l’Empoli sotto un poker di gol che non ammette repliche: Paulo Sousa quando si decide a fare le cose semplici fa girare davvero bene la sua squadra, ad esempio Bernardeschi spostato più vicino alla porta sta tornando sui livelli dell’anno scorso. Successo in rimonta infine per il Bologna sul Palermo: nonostante Nesterovski continui a segnare in tutte le maniere i siciliani sembrano davvero troppo scarsi per giocarsi chances di salvezza, io se fossi in Zamparini però caccerei il novellino De Zerbi e prenderei un allenatore di esperienza che ha “tanta voglia di incidere e di far bene” come Malesani, why not?

E chiudiamo in bellezza (o in bruttezza…) con il derby Inter-Milan, chiusosi con un salomonico pareggio che scontenta entrambe le contendenti, soprattutto il Milan che fino allo scadere stava per assaporare il secondo posto in solitario. La stracittadina milanese a mio avviso la analizzerei sotto due aspetti, uno agonistico ed uno più squisitamente tecnico.

Dal punto di vista dello spettacolo agonistico è stato un derby tutto sommato divertente, con due squadre che hanno giocato su ritmi e standard di gioco anglosassoni: tanta corsa, parecchia confusione tattica, lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, occasioni da una parte e dall’altra, sotto questo aspetto, il tifoso medio ignorante di pallone (e non solo…) si è sicuramente divertito. Dal punto di vista tecnico però è stato un derby osceno, in linea con le scadentissime stracittadine milanesi degli ultimi anni: tralasciando i soliti macroscopici errori individuali, vorrei far notare che quando due squadre di calcio, invece che giocare a uno/due tocchi, toccano quattro o cinque volte il pallone prima di passarlo al compagno, significa che hanno poche idee e ben confuse.

Pioli, il sosia pallonaro di Federico Buffa, ha impostato la sua prima Inter come la sua ultima Lazio: squadra aggressiva, che corre e mena a centrocampo (anche se l’assenza di puri incontristi a centrocampo non lo faciliterà sicuramente ad attuare il suo credo calcistico) e che in fase offensiva si basa sul movimento perpetuo di Candreva, il migliore in campo dei nerazzurri e giocatore sottovalutato per cifra tecnica, che ha il compito di innescare lo statico Icardi e un giocatore come Perišić che ama essere servito palla al piede. Per più di mezzora il Milan ci ha capito poco o nulla anche perché le squadre di Montella, quando sono in brutta giornata, peccano sempre di intensità. Il Diavolo però si è saputo aggrappare egregiamente ai singoli, dopo Bacca e Niang questa volta è stato Suso a salire in cattedra con due reti d’autore che hanno punito la Beneamata proprio nel momento di massimo sforzo offensivo. Nel finale però il maggior carattere dell’Inter ha fissato il risultato finale su un segno X che alla fine si può considerare come il punteggio più equo e giusto che conferma la tradizione che vuole il nuovo tecnico mai sconfitto al suo esordio su di una panchina.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.