Genoa batte la Juventus al Galileo Ferraris

La batosta della Juventus rimediata in quel di Marassi per mano del Genoa riapre temporaneamente un campionato che sembrava davvero senza storia, a parer mio però le inseguitrici non sono ancora pronte per rubare lo scettro alla Vecchia Signora: il Milan è in forma e ha ottimi solisti in attacco ma alla lunga pagherà un organico troppo leggero ed inesperto, la Roma in attacco è una girandola di luci e gol ma dovrà fare presto a risolvere i suoi problemi difensivi che sembrano senza fine mentre il Napoli senza un grande centravanti imprescindibile per il gioco del suo tecnico difficilmente risalirà la china, specie se Sarri continuerà a far giocare sempre gli stessi infischiandosene bellamente del doppio turno.

L’Atalanta, alla sesta vittoria consecutiva (ma il prossimo turno andrà a far visita alla Juve) si conferma la più bella sorpresa di questo campionato mentre Torino e Lazio si dimostrano degne dell’Europa. In coda Crotone, Palermo e Pescara tutte assieme fanno diciannove punti (anzi sedici visto che contro il Sassuolo, sul campo, il Pescara ha perso): mai nella storia del calcio italiano le ultime tre classificate hanno totalizzato così pochi punti nelle prime quattordici giornate di campionato, un dato preoccupante che fa riflettere sull’imbarazzante stato della nostra Serie B e di tutto il nostro calcio minore; solo la Lega Pro sembra essere salita di livello mentre dalla D in giù è un vero e proprio pianto greco.

È stata una settimana europea decisiva per la Juventus che, pur giocando schifosamente nel partidazo in terra andalusa, è riuscita a logorare i nervi al Siviglia dell’esagitato Sampaoli e ad aggiudicarsi ormai il primo posto. Il Napoli invece, con lo scialbo pareggio contro la Dinamo Kiev, si è complicato decisamente la vita e si giocherà tutto contro il Benfica: il Ciuccio infatti può arrivare primo ma allo stesso tempo anche terzo e dovrà stare molto attento alla trasferta in Portogallo.

Siamo già ai verdetti invece in Europa League: Inter e Sassuolo già fuori, Fiorentina e Roma avanti. Finisce nel disonore più totale l’avventura europea della Beneamata che in terra d’Israele, avanti di due gol si è fatta raggiungere e superare dal modestissimo Hapoel Beer Sheva in una partita che puzza molto per regolarità in quanto nel secondo tempo i nerazzurri sono letteralmente spariti dal campo, materiale per l’ufficio inchieste? Sconfitta a sorpresa, contro ogni pronostico, per la Fiorentina che è stata battuta in casa dal Paok Salonicco, nonostante la debacle il primo posto non sembra in discussione. Avanti tutta la Roma che consegna un poker al Viktoria Plzeň sfruttando la vena del suo bomber Džeko, sconfitta con onore infine per il Sassuolo che come da pronostico non riesce a fare l’impresa nel catino angusto di Bilbao, il 2-3 finale però rende onore agli emiliani che comunque hanno onorato la manifestazione continentale alla loro prima, storica, apparizione.

Tornando alla Champions, quest’edizione si preannuncia ad essere tra le più ambigue della sua recente storia: risultati pazzeschi (l’8-4 d’altri tempi del Dortmund) che sembrano fare le fortune dei vari punti Snai, squadre che si fanno battere apposta per arrivare al secondo posto (vedi il Bayern in Russia). Credo che questi risultati particolari non siano casuali e che servano in qualche modo a ridicolizzare la farsesca “riforma Platini” in modo da aprire la strada ad un’eventuale prossima Superlega che potrebbe profilarsi per il 2021, campa cavallo…

La quattordicesima giornata di campionato si è aperta con il successo del Torino sul Chievo, due squadre che casualmente sono abituate a giocare al sabato. I granata hanno confermato di essere degli autentici schiacciasassi, anche se continuano a subire qualche golletto di troppo dimostrandosi sempre tentennanti nel gestire le situazioni. Il Chievo è stato comunque abbastanza derubato dall’arbitro (mancano due rigori ed un’espulsione a favore), anche se in riva all’Adige in pochi alzeranno la voce. Dopo un primo tempo in impasse, il Milan si sblocca nella ripresa e rifila una quaterna meritata all’Empoli. Ancora una volta il Diavolo è uscito nel secondo tempo legittimando appieno la vittoria grazie ad una superiore forma fisica, inoltre la squadra di Montella dalla cintola all’insù può vantare una serie di solisti che poche squadre del nostro campionato possono vantare (Lapadula è forte e non è una novità, Suso invece è un’autentica sorpresa). Per i toscani di Panariello sempre il solito discorso: nonostante la mediocre cifra tecnica dell’undici la squadra collettivamente gioca discreti primi quarantacinque minuti (senza però inquadrare la porta) per poi schiantarsi nei secondi tempi. Inoltre la fase difensiva delll’Empoli, rimasta pressoché la stessa dai tempi di Sarri, comincia davvero a mostrare preoccupanti cedimenti, specie quando si tratta di marcare in area di rigore. Almeno due gol dei quattro subiti sono stati causati dal fatto che i quattro difensori abbiano continuato a seguire i crismi della zona negli ultimi sedici metri non marcando gli avversari.

Passiamo a domenica, a mezzogiorno scontato successo della Lazio contro il Palermo: impressionante il ruolino di marcia dei rosanero, sette partite casalinghe, sette sconfitte e zero punti, record assoluto nella storia della nostra Serie A. Lotito, oltre che antipatico è anche decisamente fortunato: il mancato arrivo del taumaturgo Bielsa avrebbe ammazzato, sportivamente parlando, anche un toro, invece la promozione del novellino Simone Inzaghi ha gavanizzato l’intero ambiente, merito anche di un allenatore che non sarà la reincarnazione di Happel ma sa fare le cose semplici; non è un caso che questo con Inzaghi junior sia il miglior avvio di campionato di sempre dell’era Lotito e vedrete che le aquile nel girone di ritorno non voleranno a bassa quota!

Il primo pomeriggio domenicale porta in dote l’inaspettato crollo della Juventus in quel di Marassi contro il Genoa. Personalmente avevo pronosticato alla vigilia una difficile trasferta genovese per la Vecchia Signora: il Genoa è infatti in casa sua gioca sempre su ritmi altissimi e forsennati, cosa sconveniente per una squadra pachidermica come quella bianconera. Il bischero Allegri comunque, infortuni o meno, ci ha messo davvero del suo con una formazione a dir poco cervellotica con una difesa a tre con un solo centrale e due terzini e un centrocampo troppo molle dove gli abatini Pjanić (nel senso che gioca piano, come un certo Marino Magrin…) ed Hernanes sono stati letteralmente travolti dall’inedito rombo schierato da Jurić (quattro centrocampisti contro tre, è matematica!). Continua a volare invece l’Atalanta gasperiniana che batte 2-0 il Bologna al Dall’Ara con pienissimo merito, senza dare mai l’impressione di essere in sofferenza: poche storie, Gasperini sta compiendo un autentico prodigio se si pensa che il centravanti titolare (Paloschi) non solo è fermo a zero gol ma ha anche, addirittura perso il posto da titolare in favore del più fresco Petagna. Vittoria del Cagliari sull’Udinese (2-1) che scaccia la crisi in casa sarda, se il gol di Sau si candida ad essere il più bello della giornata, va detto che l’Udinese è una squadra appena più decente delle ultime quattro, tolta la sorpresa Fofana e Thereau infatti l’organico delle zebrette è sui livelli di quello del Palermo, i Pozzo stanno avendo sempre fortuna a trovare sempre almeno tre squadre che sono più culose della sua.

Pareggio che non serve a nessuna delle due squadre tra Crotone e Sampdoria: i blucerchiati soffrono i campi stretti ed angusti perché la loro coppia leggera di attaccanti sa esprimersi soprattutto in terreni spaziosi ed ampi, i calabresi però sembrano davvero troppa poca cosa per sperare nell’impresa. Vince la Roma nel posticipo serale, ma quanta sofferenza contro il derelitto Pescara! Nel primo tempo la Maggica ha approfittato della disposizione tattica senza senso degli uomini di Oddo (difesa a tre con un solo centrale e due terzini come la Juve) con il solito Džeko. Nella ripresa invece gli abbruzzesi si sono aggiustati sul piano tattico tornando alll’antico modulo e la squadra di Spalletti in difesa è andata in difficoltà perché sulle fasce la Roma ha due ali più che dei terzini (Peres e Palmieri, due brasiliani inetti nel difendere) e questo può essere utile per scodellare cross sul capoccione di Eddinggieco ma può essere un danno per proteggere una coppia di centrali statica e lenta.

Passiamo alle due partite del lunedì, il Napoli non va oltre l’1 a 1 contro il Sassuolo in un match dove la tattica (4-3-3 più o meno spurio da una parte e dall’altra) l’ha fatta da padrona, il Napoli ha segnato grazie ad una prodezza individuale segno che l’attacco, con Gabbiadibra, gira letteralmente a vuoto e che il Cinghialone Sarri non sa proprio fare una variante al suo gioco. Il toscanaccio poi si è impuntato a lasciare in muffa tutti gli acquisti estivi fatti dal suo presidente, testardaggine o scelta premeditata in vista di un possibile addio a fine stagione? Chiudiamo con l’Inter che ha centrato la prima vittoria dell’era Pioli contro la Fiorentina, al termine di un match a dir poco altalenante. L’Inter deve assolutamente registrare la difesa che con due buchi sulle fasce e un centrocampo privo d’incontristi fa acqua da tutte le parti, per ora il nostro Buffa si è limitato a far giocare la squadra alla de Boer ma sono dell’opinione che questa squadra, per poter trovare la squadra debba per forza giocare con le due punte e le fasce ben coperte.

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