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Caressa e la distorsione mediatica del calcio italiano

“Sai che te dico Beppe? Non saremo andati ai mondiali ma c’avemo un campionato bellissimo: il calcio italiano è vivo!. Apro il riassunto della quattordicesima giornata con le ciarlatanesche parole di Fabio Caressa, il giullare del calcio italiano (o almeno di quello che resta!) che al fischio finale di Napoli-Juventus di venerdì sera, un golletto in contropiede e ottanta minuti di catenaccio da parte juventina con quattro italiani in campo su ventidue titolari, si è sciolto in questo elogio sperticato del nostro rutilante mondo pallonaro.

Caressa è principe degli oratores del calcio italiano, che devono giustificare il loro lauto stipendio cercando di spacciare pezzi di vetro portati dai vari mezzani alla Raiola per diamanti. Ecco perché una sana riforma del nostro calcio sarà sempre destinata a fallire se non si incominceranno a toccare anche gli interessi di coloro che gestiscono il prodotto calcio dal punto di vista mediatico.

Tornata ricca di spunti: Napoli perde primato e imbattibilità

È stata una quindicesima giornata molto densa e ricca di spunti: venerdì la Juventus ha espugnato il San Paolo riaprendo completamente il campionato. Il Napoli perdendo per la prima volta domenica sera si è così ritrovato al secondo posto perché l’Inter, nuova capolista del campionato, si è sbarazzata con una sonora cinquina del Chievo.

La Roma, vincendo senza patemi contro la Spal si è portata così a tre lunghezze dalla terza piazza con una partita da recuperare che potrebbe portare i giallorossi in coppia con la Juventus. Da non sottovalutare la vittoria della Lazio sul campo della Samp anche se attualmente i biancocelesti sono comunque a sette punti dall’Inter capolista.

Le prime cinque classificate fanno così un campionato a parte mentre è lotta serrata per la settima piazza con sei squadre (Fiorentina, Milan, Bologna, Atalanta, Torino, Chievo) che sono racchiuse in due miseri punticini.

In coda giornata storica per il Benevento che ha bagnato il suo primo punticino stagionale con un gol (e che gol!) del portiere Brignoli, che ha così rinverdito i fasti di altri portieri goleador come Taibi e Rampulla (per non parlare dei portieri rigoristi Sentimenti IV e Rigamonti).

Roma – Spal 3-1

Vittoria facile facile per la Roma sulla Spal: la partita in realtà è durata neanche dieci minuti perché l’espulsione (cervellotica) di Felipe ha indirizzato l’incontro  sui binari giallorossi.

Di Francesco può gioire perché è ritornato al gol il suo bomber Džeko, rimasto un po’ in ombra nelle ultime uscite. La faccenda della Var continua però a non convincermi, nonostante l’ausilio a bordo campo durante il match sono state fischiate almeno tre decisioni a smaccato favore della Roma: l’espulsione di Felipe, la seconda rete di Stroootman con El Shaarawi in offside, il rigore fatto ripetere a Viviani.

Come si vede l’abuso della tecnologia tende a rendere le partite sempre più contorte e difficili da gestire.

Napoli – Juventus 0-1

Nel big match della quindicesima giornata la Juventus sbanca il San Paolo di Napoli con una prova d’autorità: un golletto dell’ex core ingrato Higuain e poi tutti in trincea a difendere l’esiguo vantaggio contro un Napoli che ha palesato un giro palla troppo lento e prevedibile per perforare l’attenta difesa bianconera.

La partita l’ha vinta lui, lo sputtanatissimo Acciughino Allegri che ha dato una vera e proprio lezione di calcio al sempre osannatissimo Sarri. Il bischero ha capito che il Napoli va innanzitutto disinnescato sulle fasce dove i due (mediocri) terzini spingono sempre con troppa solerzia. Ecco quindi il 4-4-1-1 che diventava 4-3-2-1 grazie al movimento di Douglas Costa che ha finito per scardinare completamente la manovra dei partenopei che si è vista bloccata sulle fasce e impossibilitata a perforare per vie centrali perché tra i vari Mertens, Insigne e i vari Kedhira e Chiellini c’erano almeno trenta centimetri di differenza.

Caro Sarri, se vuoi vincere lo scudo, non puoi pigliare un gol in contropiede dopo soli dieci minuti a casa tua, in questo caso niente scusanti, l’errore (d’inesperienza e non d’insipienza tecnica) è solamente tuo che non sei riuscito a fornire le giuste direttive ai tuoi uomini. Nel calcio non si può sempre giocare alla stessa maniera, specie se la tua rosa vale la metà di quella degli avversari!

Torino – Atalanta 1-1

Dal sesto posto in giù molte squadre giocano a “ciapa no”, specialista in questo gioco è il Torino che contro l’Atalanta non è andata oltre il pareggio. I bergamaschi hanno comunque confermato di avere un gioco, il Toro no anche perché con Belotti e Ljajić  fuori fase si riesce solo a segnare su calcio piazzato.

A mio avviso lo sputacchione serbo ha fatto il suo tempo a Torino, certo non è colpa sua se Belotti è fuori forma e se in difesa i suoi prodi commettono spesso errori marchiani, però Mihajlović  non ha altri alibi. Vedrei benissimo Mazzarri sulla panchina granata.

Benevento – Milan 2-2

“Con il Benevento una finale di Champions!” questo il biglietto da visita di Rino Gattuso alla sua prima da head coach del glorioso Milan che è sceso in Campania per regalare il primo storico punto nella storia del club giallorosso in Serie A.

In casa rossonera chi pensava a chissà che cambiamento è rimasto deluso: stesso modulo montelliano con le solite figurine messe alla rinfusa in campo per far giocare Bonucci con il “suo modulo”, stesso gioco inesistente fatto di passaggi laterali e caotici spunti individuali.

Il Benevento è una squadra talmente sconcia che è riuscita addirittura a farsi segnare due gol (uno dal croato addirittura) però questa volta gli astri si sono tutti schierati con le streghe. Il gol, storico ed epico, segnato all’ultimo minuto da Brignoli è meno casuale di quello che sembra, il portiere infatti è partito da dietro con il pallone che non è stato sparato a caso nel mucchio ma è stato indirizzato proprio per cercare il tuffo in terzo tempo del portiere, uno schema su palla inattiva che potrebbe essere riproposto anche più avanti.

Inter – Chievo 5-0

Cinque a zero comodo comodo per la neocapolista Inter che ha surclassato un Chievo incerottato con una prova quasi perfetta.

“L’Inter non vince contro il Chievo” ha affermato Caressa alla vigilia del match, a Natale dovremmo regalargli pendolino e pentolone per farlo diventare come Maurizio Mosca! Il Chievo ha retto la baracca fino al primo gol dopodiché la maggiore fisicità unita al tasso tecnico superiore dei nerazzurri si sono visti tutti.

Spalletti è riuscito a creare una squadra ed un gruppo laddove molti suoi colleghi avevano fatto flop: manca Miranda, entra il resuscitato Ranocchia e gioca una partita da sette in pagella, Borja Valero gioca indifferentemente bene sia da trequartista che qualche metro più dietro. E questo è un altro merito indiscutibile del manico.

Bologna – Cagliari 1-1

Pareggio che serve più al Cagliari che al Bologna che contro i sardi ha buttato una buona occasione per issarsi al settimo posto solitario. I sardi hanno giocato indubbiamente meglio dei Donadoni boys e alla fine devono ringraziare una sfarfallata di Rafael se hanno agguantato un punticino. Zitto zitto Destro è andato per la terza volta consecutiva in gol.

Fiorentina – Sassuolo 3-0

Ha fatto bene la cura Iachini al Sassuolo! Tre pere contro la Fiorentina e squadra che è parsa discretamente allo sbando, nulla in attacco e in formato groviera in difesa. L

a Fiorentina, zitta zitta a fari spenti è a quota ventuno anche se difficilmente il giovane organico viola, tra troppi alti e bassi, potrà ambire a un qualcosa di più della metà classifica. In casa Sassuolo invece Iachini ha tanto da lavorare: il Sassuolo sa giocare solo con il 4-3-3 e non capisco perché il tecnico col cappellino non sia partito da questo sistema di gioco.

Sampdoria – Lazio 1-2

Vittoria importantissima per la Lazio sul campo della Sampdoria perché giunta in un momento di leggera flessione della squadra della Capitale e su un campo dove anche la magna Juventus ha dovuto uscire gobba.

La Sampdoria ha cercato di imporre il proprio gioco, la Lazio ha agito di rimessa ma senza barricarsi dietro, alla fine è uscito un match molto godibile che è stato vinto dalla squadra che ha messo più grinta in campo. Non è un caso che la partita della Lazio sia svoltata con la crescita di Milinković-Savić, giocatore a tratti devastante, Immobile invece continua a fare scena muta.

Crotone – Udinese 0-3

Primo successo per la nuova Udinese di Oddo, l’ex pescarese ha capito la lezione dell’anno scorso e ha subito proposto un undici più compatto e coperto che è capace di sfruttare le ripartenze del cornutone Maxi Lopez, il campione del mondo del 2006  ha così conquistato il suo primo autentico successo in massima serie (l’unica vittoria che aveva ottenuto lo scorso anno il suo Pescara era a tavolino contro il Sassuolo).

Male il Crotone che forse ha disputato la peggior prova stagionale, semplice calo fisico oppure gioco che incomincia ad essere troppo prevedibile per le avversarie?

Verona – Genoa 0-1

Sette punti in tre gare e Genoa che momentaneamente è fuori dalle sabbie mobili, la cura di Ballardini, un onesto infermiere accorso al capezzale del moribondo grifone, basta e avanza in un campionato mediocre e livellato come questo.

Il Verona ha confermato che senza attaccanti di ruolo non può vincere in casa e c’entrare l’intera posta in palio è un requisito fondamentale per una squadra che ha ambizioni di salvezza.

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