Supercoppa Italiana TIM 2016 Doha (Qatar) - 23.12.2016 Juventus-Milan Nella Foto:Esultanza di Giacomo Bonaventura /Ag. Aldo Liverani

L’ultimo turno calcistico del 2016 è un infrasettimanale monco per via della finale di Supercoppa disputata a Doha, per la gioia di un Galliani che vorrebbe anche le partite di campionato disputate in Arabia (poi però non lamentiamoci se l’Isis fa attentati a destra e a manca!). E’ stata una giornata di campionato quindi incompleta e che ha riservato poche sorprese: la Roma riprende la corsa (come da pronostico), il Napoli pareggia all’ultimo tuffo in quel di Firenze mentre l’Inter rinsavisce con tre sberle alla Lazio rilanciandosi nei quartieri nobili, in coda pareggio inutile tra Palermo e Pescara che, di fatto, sega le gambe ad entrambe le squadre. La Supercoppa ha sorriso al Milan che si è imposto ai rigori sulla Juventus con merito al termine di un match gradevole, giocato senza troppi tatticismi da entrambe le compagini: la Juve dimostra così di essere vulnerabile nelle partite contro avversari di una certa caratura, la sconfitta è pur giunta ai rigori ma dovrebbe far riflettere l’ambiente bianconero che ha notorie ambizioni europee. La Juve è una squadra panzer, abituata a cucinare gli avversari a fuoco lento, che si trova a mal partito giocare partite a viso aperto e in Europa ci saranno tante partite sulla falsariga della finale di Supercoppa. Per il Milan una bella soddisfazione per chiudere in bellezza la gloriosa epoca Berlusconi ed iniziare un nuovo ciclo con il sorriso sulle labbra.

Turno infrasettimanale spalmato in tre giornate (martedì, mercoledì, giovedì): tre giorni per sole otto partite! Ha aperto i giochi l’Atalanta che tra le mura amiche ha faticato non poco a buttare giù a testate il catenaccio d’altri tempi dell’Empoli: dieci tiri in porta ad uno per uno striminzito 2-1 finale siglato dal subentrante D’Alessandro all’ultimo secondo, l’Atalanta gasperiniana macina gioco che è un piacere però davanti continua a concretizzare davvero troppo poco. Mercoledì invece è andato in onda il match tra Inter e Lazio che ha vito la larga (e bugiarda) affermazione della Beneamata sulla squadra capitolina. Nel primo tempo infatti la Lazio ha letteralmente dominato la scena divorandosi almeno due clamorose occasioni gol con Immobile e Felipe Anderson, nel secondo tempo però i biancocelesti sono calati d’intensità a centrocampo e causa una palla persa banalmente a centrocampo Banega (che mi ricorda per assonanza il mitologico Ortega) ha colto il jolly che ha poi spianato la strada alla doppietta del bimbominkia Icardi. Per l’Inter di Federico Buffa, più fisica in mezzo al campo e cinica come previsto, terza vittoria di fila, per la Lazio di Inzaghino invece quinta sconfitta nei big match e l’impressione di non poter ambire ad una posizione più alta della quinta piazza. Il Napoli sarriano, avrebbe ficcato subito due pappine all’Inter (come successo qualche alla partita d’esordio di Pioli) e poi si sarebbe limitato a gestire la partita, invece la Lazio non solo si è divorata l’impossibile nel primo tempo ma poi è stata letteralmente stuprata al primo errore. Quindi possiamo metterci il cuore in pace: Juventus, Roma e Napoli hanno già ben che prenotato i primi tre posti. Giovedì ci si attendeva la risposta della Roma che contro un Chievo tutt’altro che arrendevole è presto arrivata: protagonista della giornata è stato il redivivo faraone El Sharaawy che probabilmente si sarà ripreso dai bagordi nella Capitale con una bella doppietta. Tanta scelta per Spalletti in avanti ma dietro sono bastati i misconosciuti Inglese e Meggiorini per insidiare in velocità la difesa. Scoppiettante 3-3 tra Fiorentina e Napoli, con il Ciuccio che ha pareggiato all’ultimo istante con un rigore firmato dal faccione sempre triste di Gabbiadini. In questo match si sono messi in mostra sia Insigne che Bernardeschi: il tamarro napoletano ha trovato da tempo la sua collocazione ideale come seconda punta che svaria da destra verso sinistra (il suo gol mi ha ricordato tanto alcune perle firmate Pinturicchio Del Piero), Mister Ciardi invece a mio avviso deve ancora trovare la sua giusta collocazione in campo per poter esplodere definitivamente: l’esperienza da esterno destro a tuttafascia lo ha sicuramente temprato, però io ritengo che per esplodere definitivamente non possa giocare da seconda punta (come di fatto fa adesso) ma qualche metro più indietro, da trequartista o da mezzala sinistra. In casa Napoli il Cinghialone non può essere soddisfatto: la coppia centrale Albiol-Chiriches non va bene per i canoni sarriani perché troppo lenta e macchinosa, nessuno dei due difensori è infatti abituato ad aggredire l’avversario come fa Koulibaly, il Ducione Reina invece continua a confermare di aver perso reattività e affidabilità e se fossi in DeLa invece che al classico rito del cinepanettone incomincerei a pensare di cercare sul mercato un portiere affidabile. Dopo a Firenze, anche in Sardegna si sono sparati fuochi pirotecnici con una decina di giorni d’anticipo: il 4-3 del Cagliari in rimonta sul Sassuolo ha ricordato molto il maleodorante (usiamo un eufemismo) Genoa-Palermo di domenica sera. C’ da dire che per scacciare qualsiasi sospetto complottista il Sassuolo è abituato a montar su piastrelle per dopo disfarle e questa partita è stata l’ulteriore conferma che l’Europa ha davvero giocato un brutto scherzo agli Squinzi boys. In casa Cagliari, con questo risultato, Rastelli ha così salvato la sua traballante panchina ma se un allenatore viene mandato a… rastrellare da capitano (Dessena) e vice-capitano (Sau) non è in una bella situazione. Striminzito successo per il Torino sul Genoa: il Toro sembra davvero scarico dal punto di vista fisico e la pausa natalizia da questo punto di vista potrebbe essere la classica manna dal cielo, contro il liguri però è bastata una zampata del solito Belotti per regalare tre punti vitali per la rincorsa all’Europa dopo novanta minuti di sofferenza. In casa Genoa il discorso è sempre quello: la squadra corre e gioca bene ma raccoglie sempre troppo poco, c’è da consolarsi solo con i due minuti storici di Pietro Pellegri, che a quindici anni e nove mesi è diventato il più giovane esordiente della storia della Serie A eguagliando il record del mitico “fornaretto di Frascati” Amedeo Amadei che durava dal lontano 1937. Scialbo 0-0 tra Sampdoria ed Udinese: i friulani sono una squadra di muscoli e centimetri che sa vendere cara la pelle su tutti i campi, la Samp invece non può pensare di combinare molto con un attacco così leggere all’arrivo del Generale Inverno. Pareggio che non serve a nessuno tra Palermo e Pescara che di fatto, lottando assieme corpo a corpo, si sono buttate entrambe nel burrone della Serie B. Dal punto di vista del gioco gli abruzzesi si sono fatti preferire e alla fine il pareggio è stato un risultato decisamente giusto. Rinviate, per ovvi motivi a data da destinarsi Crotone – Juventus e Bologna – Milan.

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