A Natale non si giocava sui nostri campi di Serie A dal lontano 1980/81, che fu la prima stagione in cui fu consentito alle nostre società di Serie A di tesserare un calciatore straniero.

Ventisette anni dopo Natale ha consacrato il dominio indiscusso di Juventus e Napoli, bocciando temporaneamente (ma forse definitivamente) i sogni di gloria di Roma ed Inter: i giallorossi hanno perduto il big match contro la Vecchia Signora mentre la squadra di Spalletti è giunta al secondo ko di fila contro il Sassuolo. Non fa più notizia il Milan che è sprofondato in casa contro l’Atalanta mentre in coda il Genoa allunga grazie alla vittoria all’ultimo respiro contro il fanalino di coda Benevento, mentre anche il Cagliari è sprofondato nella palude.

Chievo – Bologna 2-3

Gradevole match di apertura tra Chievo e Bologna con i felsinei che hanno evidenziato le solite pecche (difesa imbarazzante) e i soliti pregi (attacco sulla carta devastante), alla fine dopo essersi complicati la vita da soli schiacciandosi troppo in difesa il Bologna è risucito a vincerla grazie ad un’incredibile errore di Cacciatore che prima ha pareggiato i conti e poi ha regalato il gol finale al Bologna con uno scivolone che qualche decennio fa avrebbe fatto le fortune della Gialappa’s.

Cagliari – Fiorentina 0-1

Brutto invece il secondo match del venerdì tra Cagliari e Fiorentina, due squadre scese in campo con due schieramenti speculari (5-3-2 e non 3-5-2 cribbio!) e che come spesso accade in questi casi si sono annullate a vicenda. I sardi ancora una volta se la sono presa in quel posto proprio nei minuti finali, esattamente come sette giorni prima a Roma, però se in attacco non fai gol nemmeno con le mani poi rischi sempre di perdere e l’uruguayo Lopez da quando è tornato in Sardegna ha completamente castrato la fase offensiva dei sardi. P.S.:  non sapevo nemmeno che fosse ancora vivo Cossu!

Lazio – Crotone 4-0

Dura solo un’ora la resistenza del Crotone sul campo della Lazio, la squadra di Inzaghino fatica sempre a trovare la via del gol contro avversari che si chiudono ermeticamente dietro. Ci è voluto uno scivolone di tale Ajeti per permettere alla Lazio di segnare il primo gol che ha poi dato il là alla goleada finale. Il Crotone dovrà sperare nel fattore casalingo perché fuori casa la squadra sembra decisamente debole ed indifesa. Zitta zitta la Lazio è sempre lì e ricordiamoci che i biancocelesti (come la Roma) hanno da recuperare una partita.

Sassuolo – Inter 1-0

Seconda sconfitta consecutiva per l’Inter che è tornata dal campo del Sassuolo con un bel sacco di carbone da mettere sotto l’albero di natale. Lucianone Spalletti da quando hanno iniziato a paragonarlo al profeta Mourinho non ne sta imbroccando più una: c’è da dire che con una rosa di tredici giocatori ridotta all’osso è difficile fare i miracoli anche per Gesù Cristo. Contro il Sassuolo, per arginare la tigre di cartapesta Berardi Spalletti ha infatti preferito adattare D’Ambrosio sulla fascia sinistra e mettere Cancelo sulla fascia destrorsa che per come difende dovrebbe essere soprannominato “Cancelo aperto” dagli avversari, stranamente il gol di Falcinelli è giunto proprio dalle parti del brasiliano, chissà perché… Con riserve palesemente non all’altezza e titolari che sono in riserva (Icardi, Borja Valero ed i due slavi tutti insufficienti) non sarà un buon finale di 2017 per Spalletti. Peccato davvero perché con qualche sforzo in più sul mercato questa squadra potrebbe avere ambizioni di primato.

Napoli – Sampdoria 3-2

Fuochi d’artificio, tutti sparati nel primo tempo, tra Napoli e Sampdoria. Sarri mi comincia ad essere stucchevolissimo nelle dichiarazioni, questa volta ha detto che la Doria di Giampaolo è “l’unica squadra che è venuta a giocarsela a viso aperto al San Paolo” come se giocare in maniera accorta al San Paolo fosse un peccato e tutti dovrebbero venire con un bel tappetino rosso da stendere davanti alla propria porta!

Le maglie larghe della difesa doriana hanno permesso al Napoli di poter sfogare la propia vena offensiva grazie anche al ritorno di Insigne, giocatore fondamentale per la fase offensiva sarriana che dopotutto dipende moltissimo dai singoli nonostante le trame di gioco corali e ficcanti. Buona partita per la Sampdoria che però continua a darmi l’impressione di squadra con le polveri bagnate in attacco: i due gol fatti dai doriani sono infatti scaturiti da calci piazzati, uno grazie alla complicità di Reina, portiere ormai da pensionare.

Udinese – Verona 4-0

Non si ferma più l’Udinese che sotto la gestione Oddo ha raccolto quattro vittorie in altrettante gare, un bottino invidiabile per un tecnico che l’anno scorso  non aveva mai vinto nemmeno una partita in massima serie! Il campione del mondo del 2006 ha messo i suoi uomini in maniera più razionale in campo con un centrocampo di puri podisti e due punte molto veloci come Lasagna e Lopez, per il resto la preparazione atletica pesante di Delneri sta dando i suoi frutti e l’abruzzese la sta sfruttando a piene mani. Verona decisamente schizofrenico invece che dopo la grande partita contro il Milan si è letteralmente liquefatto.

Spal – Torino 2-2

C’avrei scommesso che il Torino, avanti due a zero dopo quaranta minuti di gioco, si sarebbe fatto rimontare sul campo della Spal… Infatti la partita è finita due a due con il Toro che ha recitato il solito copione firmato Mihajlović cioè quello di una squadra tutto istinto che palesa clamorose incapacità a gestire partite e risultati. Alla fine un punto d’oro per gli emiliani, ennesima occasione persa per i granata che potrebbero almeno festeggiare il Natale sbolognando quell’inutile pachiderma di Niang.

Genoa – Benevento 1-0

Sfata il tabù Marassi il Genoa che piega la resistenza del Benevento grazie ad un rigorino di Lapadula allo scadere. I campani non hanno affatto sfigurato nel complesso ma hanno collezionato la loro quarta sconfitta all’ultimo minuto dopo quelle conto il Torino, il Cagliari, il Sassuolo e l’Atalanta che sono state compensate da quell’incredibile gol di Brignoli contro il Milan. Per Nosferatu Ballardini tre punti fondamentali ma come si dice non è sempre domenica e non c’è sempre il Benevento sulla strada della salvezza!

Milan – Atalanta 0-2

Ennesimo scempio firmato Milan che si è fatto infilzare come un pollo allo spiedo dalla sempre più grande Atalanta di Gasperini. Dopo aver affibbiato in estate il bidonazzo Kessié alla concorrenza (per l’Europa league of course!) rossonera i bergamaschi si sono ora tolti lo sfizio di sbancare la Scala del calcio con una prestazione insolitamente accorta. C’è da dire comunque che per battere questo Milan però, schierato con due polentoni in mezzo alla difesa, due buchi sulle fasce ed una mediana senza gente che sappia randellare, bastava davvero il minimo sindacale. Il Milan di Gattuso ha ancora meno idee calcistiche di quello di Montella che almeno riusciva ad imbroccare qualche retropassaggio sui piedi sbilenchi di Dollarumma (o Dinarumma) che adesso sembra avere anche le mani bucate con tanto di retino per farfalle! Tanto quel genio di Raiola troverà sempre qualche sceicco fesso cui riciclare il buon Gigione.

Juventus – Roma 1-0

Vittoria meritata per la Juventus, pur con qualche piccolo brivido nel finale, sulla Roma. Il match ha confermato un fatto che ho più spesso evidenziato all’inizio di questa stagione: Juventus e Napoli hanno qualcosa in più rispetto a tutte le altre squadre. La Juve ha letteralmente dominato più di quanto non dica il punteggio: la squadra bianconera ha infatti schiacciato come un panzer la Roma, compagine che non è abituata a difendersi nella propria area di rigore. Buttandola sulla fisicità, sull’uno contro uno in mezzo al campo, sulle classiche palle inattive capitalizzate dall’ex Benatia con una rosa che è infinita (ieri ad esempio l’impronunciabile Szczęsny non ha fatto rimpiangere Buffon, parliamo comunque del portiere della Polonia e non del Lussemburgo!) la Juventus ha gioco facile contro squadre che non presentano le sue individualità. La Roma può mangiarsi le mani per come ha interpretato la partita nel primo tempo dove i gialorissi sono sembrati lenti e con poche idee con gente come De Rossi e la lavatrice Strootmann che zavorrano parecchio la manovra della squadra, non è un caso che la squadra abbia iniziato a prendere campo con l’ingresso di un cursore come Pellegrini. Poi se Schick si mangia gol del genere a tu per tu con il protiere, significa allora che semplicemente non puoi ambire a vincere qualcosa con zenzapalle del genere.

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