Il 2017 calcistico si è aperto con il solito mercato delle pulci terrà banco per tutto questo mese per la gioia dei vari Di Marzio junior e Pedullà, i giornali di regime tipo Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Corrriere dello Sport ormai non accostano più questo o quell’altro fenomeno (vero o presunto tale) a Juve-Milan-Inter sparando cifre folli, di soldi ormai non ce ne sono più e l’asse del calciomercato si è spostato altrove (Premier League, Liga e soprattutto Cina, il nuovo El Dorado calcistico). Siccome ai nostri pennivendoli non è rimasto che raschiare il fondo del barile pragonando il Rincon di turno a Davids, adesso possono solo sparare a zero sui campionati e sui movimenti calcistici emergenti come quello cinese, magari gonfiando ad arte cifre d’ingaggio e di stipendio! I cinesi stanno semplicemente facendo quello che facevano venti anni fa i Moratti, Tanzi, Cragnotti, Sensi e Cecchi Gori (spesso con i soldi degli altri!): però se Cragnotti strapagava il bidone Mendieta con i soldi degli azionisti della Cirio era considerato alla stregua di un genio del calcio (così come un grande genio calcistico come Moratti!), se nazioni emergenti cercano di costruire un proprio movimento calcistico a suon di milioni sono immorali, porqué? Il primo turno del 2017 non ha comunque riservato sorprese: hanno vinto infatti tutte le prime sette squadre in classifica mentre in coda l’Empoli si è portato a +7 sul Palermo battendolo nello scontro diretto. Buon 2017 calcistico a tutti!

Partiamo proprio dall’orribile match del Castellani: come spesso accade negli scontri diretti Empoli e Palermo hano dato vita ad un match orripilante che è stato sbloccato da un rigore (piuttosto dubbio) del vecchio Big Mac Maccarone. Tra due squadre con attacchi asfittici (ma i toscani per l’ottava volta hanno chiuso con la rete invitta) e con una paura fottuta di perdere non poteva quindi che finire in questo modo perché l’Empoli è pur sempre una squadra di calcio, seppur scarsissima, il Palermo no. L’ha sfangata all’ultimo secondo il Napoli contro la Sampdoria grazie ad una rete siglata all’ultimo tornante dal redivivo Tonelli, un giocatore che a Sarri, maniaco nel preparare la fase difensiva, serviva come il pane. A proposito del Cinghialone, il nostro eroe ha tirato fuori un’altra delle sue scuse, dimostrandosi degno rivale dell’altro piagnone toscano Mazzarri: “Il campo ha penalizzato il nostro palleggio”. Ma se il campo era brutto, lo era sia per una squadra che per l’altra, elementare no!? Tra due allenatori che hanno allenato l’Empoli non poteva che uscire fuori un incontro molto tattico e spezzettato: la Samp, giocando con la linea difensiva molto alta e con pressing a centrocampo ha imbrigliato la manovra lenta e prevedibile del Napoli che, sarà stato anche colpa del campo, ha comunque dimostrato di non essere in palla dal punto di vista fisico anche perché Sarri ama un tipo di preparazione abbastanza tradizionale. Partita in fac simile quella tra Udinese e Inter che ha confermato il momento positivo, ma anche piuttosto fortunato, della banda Pioli che ha centrato così la sua quarta vittoria consecutiva. Che sia un momento buono per la Benamata lo si intuisce anche da alcuni dettagli: Karnezīs, portiere solitamente impeccabile e premiato prima della partita come la migliore zebretta del 2015/16, spapera incredibilmente sul tiraccio di Perišić rimettendo sul binario giusto una partita che stava per deragliare. Bisogna adesso capire se la remuntada che il prode Federico Buffa sta per costruire ricorda quella illustre di Schopenhauer Bagnoli nel 1992/93 oppure quella, più sfortunata del “vincente” Ranieri nel 2011/12. Credo che una volta esaurito il periodo di culo, dove tutto ti gira bene, l’Inter tornerà con i soliti alti e bassi, anche se come qualità dei singoli (anche se mal distribuiti) i nerazzurri non sono assolutamente secondi a Roma e Napoli e sono certamente superiori al Milan. Tra le partite delle quindici, importante successo della Roma che è risucito a battere a domicilio il Genoa con una prestazione di grande pragmatismo. Dopo il Palermo (quanto puzza quella partita!) la Maggica è così la seconda squadra che è riuscita a maramaldeggiare l’ostico campo di Marassi, Spalletti ha fatto bene a rischiare i classici uno contro uno come spesso succede contro squadre schierate con il 3-4-3 e alla fine i suoi lo hanno ripagato con una prestazione “cazzutissima” (sempre più showman davanti ai microfoni il compaesano di Boccaccio), anche se la vittoria finale è passata soprattutto per le mani del criptico ed impronunciabile Szczȩszny, portiere che quando è in giornata para anche le msoche di transito allo stadio. Se la Roma ha vinto, il Milan ha risposto con un’altra vittoria sofferta, giunta all’ultimo tuffo come quelle di Napoli e dei cugini Bauscia. Il catenaccio Anni Cinquanta del Cagliari ha costretto i rossoneri a girare spesso al largo dell’area di rigore perché il rientrante Bacca sa agire principalmente in progressione, Suso è una mezza tacca (metrosessuale per giunta) che si trova a mal partito contro difese arcigne e Niang un mononeurone (o qualcos’altro che finisce sempre per –one, sempre calcisticamente parlando ovviamente). Non è un caso che il risultato si sia sbloccato una volta entrato il secondo attaccante, il razzente e fantasioso Lapadula, è probabile che se non fosse entrato l’ex Pescara il Milan non avrebbe mai e poi mai sbloccato la partita, peccato solo che una coppia Bacca-Lapadula sia proponibile quanto la famosa coppia Serena-Klinsmann nell’Inter del Trap: due giocatori con caratteristiche simili finiscono sempre per pestarsi poco amorevolmente i piedi come nel caso di quelle coppie che stanno assieme solo per interessi. Se Inter-Udinese è stata la quasi fotocopia di Napoli-Sampdoria, Lazio-Crotone è stata invece la copia in carta e carbone di Milan-Cagliari. Anche in questo caso una squadra catenacciara e remissiva da una parte ed una con l’attacco spuntato (e con schemi offensivi rivedibili), alla fine Cirone Immobile è risucito a sfruttare uno dei pochi spazi avuti in partita e ha purgato gli squali, Simone Inzaghi, che ama il gioco in profondità sin dai tempi degli sketch di Crozza/Sacchi, e detesta quindi le squadre chiuse in difesa a verrou, tira un sospiro di sollievo e si conferma una delle più belle e fortunate intuizioni lotitiane. Se qualcuno si aspettava un’Atalanta in calo nel 2017 e con mezza rosa sul piede di partenza si è sbagliato: i nerazzurri orobici hanno letteralmente stracciato un Chievo che probabilmente ha fatto indigestione di pandori (rigorosamente Paluani!), la pausa non ha proprio scalfito il perfetto ingranaggio gasperiniano che si è addirittura esibito in una delle sue migliori prestazioni di questa straordinaria stagione. Scialbo 0-0 tra Torino e Sassuolo: i granata in trasferta sono sempre in formato rosa pallido (come la pancia delle suore), anche se il punto colto a Reggio Emilia allontana il Toro dalle prime sei posizioni. Rinviata Pescara Fiorentina a causa maltempo chiudiamo la nostra rassegna con la vittoria, facile e scontata, della Juventus che ha rifilato un bel tris al Bologna. La Juve ha giocato la solita partita contro le medie-piccole: ha aspettato che l’avversario si scopra in difesa e alle prime opportunità ha castigato sfruttando le doti dei singoli, facile fare la voce grossa così contro i più deboli! Per i prossimi mesi penso che Allegri sia indeciso tra riproporre il solito 3-5-2 (con Bonucci) e ridisegnare il suo amato rombo dei tempi della finale contro il Barcellona: Dybala a fare il Tevez, Pjanić a fare il Pirlo (anche se il bosniaco potrebbe fare solamente il Magrin!) con Bonucci affiancato da uno tra Barzagli e Chiellini. Ciò che manca però è un centrocampista che sappia attaccare la profondità in velocità come piace al livornese.

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