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L’ultimo turno dell’anno 2017 sui nostri campi di Serie A ha confermato le tendenze delle ultime giornate: Napoli (ufficialmente campione d’inverno) e Juventus si giocheranno lo scudetto fino in fondo perché Inter e Roma (frenate ancora dal segno X contro Lazio e Sassuolo) continuano a non vincere, perdendo contatto con le due battistrada del campionato.

Sarà un campionato a due quindi quello 2017/18, con alta probabilità che il duello venga protratto fino alle ultime battute del torneo per tenere alti indici di ascolti alla TV e incassi al botteghino. Da notare come la nostra Serie A sia un po’ in controtendenza con i principali tornei europei, ormai completamente svuotati di pathos ed interesse: in Inghilterra il Manchester City sta polverizzando record su record (diciannove vittorie, un pareggio e zero sconfitte!), in Germania il dominio del solito Bayern Monaco è indiscutibile, come in Francia quello del Paris Saint Germain degli sceicchi.

Anche in Spagna, il torneo sulla carta più avvincente ed equilibrato, il declino di un Real Madrid sazio di vittorie ha permesso al Barcellona (trascinato da un grande Messi in cerca di riscatto) di dominare il campionato. Anche osservando le prime posizioni di ciascun campionato possiamo notare che le gerarchie sono sempre le stesse con poche intruse: Barcellona-Atletico Madrid-Real Madrid-Valencia in Spagna, Manchester City-Chelsea-Manchester United-Liverpool-Tottenham in Premier League, PSG-Monaco-Lione-Olympique Marsiglia in Francia, Bayern Monaco-Schalke 04-Borussia Dortmund-Bayer Leverkusen in Germania.

Il ritornello è sempre il solito e lo sentiamo ormai da anni: i campionati sempre più disequilibrati e scontati sono solo il prodromo della realizzazione di una Super Lega europea tra tutte le principali squadre dei “paperoni” che metterà definitivamente in secondo piano i campionati nazionali, declassati a tornei per le seconde squadre dei club ricchi e per i club che non dispongono dei requisiti economici (non storici ovviamente perché il PSG è stato fondato l’altro ieri mentre il Chelsea fino all’avvento di Abramovič non ha vinto un tubo o quasi) per giocare il “calcio dei ricchi”.

E’ tutto già deciso, bisognerà solo vedere quando e in che modalità verrà fatto questo “grande balzo in avanti”.

Crotone – Napoli 0-1

Nella partita d’apertura tra la squadra che ha la media più elevata di possesso palla (il Napoli) e quella che invece tiene meno il boccione tra i piedi (il Crotone) ha vinto la squadra di Sarri anche se in maniera meno perentoria di quello che ci si poteva aspettare. Merito dei calabresi di Zenga che si sono messi a specchio confondendo le idee al gioco di possesso dei partenopei che però hanno un Marekiaro Hamšík  in stato di grazia.

Il capitano crestato sulle soglie dei trent’anni sembra veramente aver compiuto quel salto di qualità da tanto tempo atteso. Il successo del Napoli è stato più che legittimo anche se nel finale c’era un calcio di rigore in favore degli squali (Sarri però da buon furbacchione ha detto di no), è proprio vero che per vincere un campionato devi portare a casa almeno tre quattro partite in modo sporco.

Fiorentina – Milan 1-1

Pareggio tutto sommato guadagnato del Milan sul campo della Fiorentina. I viola hanno fatto prevalentemente la partita ma la fase offensiva tutti lanci e cross dalle fasce ha fatto il gioco della sciagurata coppia di centrali dei rossoneri, alla fine nonostante né BonucciRomagnoli ne abbiano azzeccata una, i violacei hanno segnato solo un gol a Donnarumma (che si è riscattato dopo i mezzi disastri contro l’Atalanta) e alla fine hanno subito l’inaspettato pareggio firmato dall’erede di Rivaldo, il turco di Cermania Çalhanoğlu.

Roma – Sassuolo 1-1

Solo pareggio per la Roma contro un Sassuolo completamente trasformato dalla molle Armata Brancaleone sotto l’era Bucchi, i giallorossi hanno palesato la solita fase offensiva asfittica, con o senza Schick che si pesta i piedi con Džeko, e questa volta il solito golletto non è bastato. Non condivido le critiche fatte a Di Francesco sentite di recente: alla squadra manca terribilmente un giocatore abile a sfrecciare negli spazi come era Salah mentre Nainggolan sembra penalizzato proprio dalla mancanza di spazi là davanti dove troppi giocatori sono abituati a scattare da fermi senza creare movimento. Bene invece il Sassuolo completamente trasformato da Iachini che si sta affidando ai più classici cross dalle fasce per gli inserimenti da dietro delle mezzali, come accaduto nel gol de pareggio.

Sampdoria – Spal 2-0

Torna al successo dopo quattro turni di astinenza la Sampdoria che alla lunga è riuscita a piegare l’accanita resistenza della Spal che ha badato solo ed esclusivamente a giocare nella sua metà campo sciupando pure un paio di contropiedi che una squadra che deve salvarsi non deve assolutamente sbagliare. Nel finale di gara così gli spallini hanno pagato dazio con un rigore e un gol in contropiede firmato da Quagliarella: se non gira lui non gira l’intero attacco della Doria.

Bologna – Udinese 1-2

Quinta vittoria consecutiva per l’Udinese che ha vinto anche sul campo di un Bologna sbadato. I felsinei infatti hanno controllato il gioco per gran parte della gara, sono passati in vantaggio, ma poi si sono fatti sorprendere dal micidiale contropiede dei friulani. Oddo ha capito che il possesso palla in Serie A non paga e che una squadra di falegnami e corridori deve giocare come ai tempi di Guidolin, questo significa avere buon senso ed il buon senso nel calcio è spesso fondamentale.

Torino – Genoa 0-0

Zero a zero noioso tra Torino e Genoa, risultato scontato perché il Toro senza Belotti perde quasi tutto là davanti perché le idee di gioco della squadra sono prossime allo zero, stesso discorso vale anche per il Genoa che però con Ballardini ha imparato a difendersi, chissà se Preziosi anche quest’anno utilizzerà il mercato di gennaio per scombussolare la rosa?

Atalanta – Cagliari 1-2

Colpo gobbo del Cagliari sul campo dell’Atalanta: i sardi hanno badato soprattutto a difendersi ma hanno colpito alle prime occasioni una retroguardia nerazzurra abbastanza distratta. Probabilmente la Dea pensava di farsi un sol boccone della compagine sarda e invece è stata punita dal grande pragmatismo dei sardi che così si sono tolti momentaneamente dalla palude.

Benevento – Chievo 1-0

Primo successo storico per il Benevento che hanno assolutamente meritato i tre punti contro un Chievo sceso in Campania con le pile abbastanza scariche e forse con il classico atteggiamento di chi sotto natale si sentono in dovere di fare qualche regalino. I campani hanno comunque giocato un match di tutto rispetto per volontà e determinazione (la qualità della squadra la consociamo) e hanno così trovato il primo successo in massima serie.

Inter – Lazio 0-0

Non si sono fatte del male Inter e Lazio, i nerazzurri hanno confermato di essere in riserva però questa volta sono riusciti a contenere i danni cosa fondamentale per squadre con il fiato corto. La cosa che pochi evidenziano è il fatto che con gente come Icardi l’Inter gioca sempre in dieci uomini costringendo gli esterni (“piedi di marmo” Candreva e “tutto fumo e niente arrosto” Perišić) a spolmonarsi su è giù per il campo. La Lazio con un po’ più di coraggio avrebbe potuto anche vincerla, concordo questa volta sulla non assegnazione del rigore attraverso la Var, assegnare un rigore per un rimbalzo fortuito dal corpo al braccio del pallone sarebbe stato davvero assurdo.

Verona – Juventus 0-1

Si è svegliato Dybala e la Juventus ha colto tre punti importantissimi su un campo di un Verona comunque combattivo e vivace che non è sceso in campo con le mani in alto. La Juve ha sbagliato a gestire l’uno a zero pensando di aver chiuso anzitempo la pratica, invece il gran gol dell’ex Caceres (che infatti essendo troppo bravo finirà alla Lazio) ha rimesso tutto in discussione. Poi Baby Face Dybala, da spettatore non pagante si trasforma d’incanto in protagonista con una doppietta di destro (fatto insolito per un mancino puro come lui), non è un caso che il primo gol sia arrivato con un inserimento in corsa da dietro ed il secondo con una sgroppata palla al piede da tre quarti di campo, un giocatore con caratteristiche del genere deve sempre aver spazi liberi davanti a sé e non due energumeni che gli toglie libertà movimenti fissi in area di rigore.

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