La ventunesima giornata di campionato non ha portato con sé grosse novità: la Juventus si è sbarazzata della Lazio mentre la Roma, pur sudando sette camicie, ha superato un Cagliari insolitamente ostico. Al terzo posto sale così il Napoli che ha battuto il Milan a San Siro portandosi così a + 4 sulla Lazio sconfitta e a -3 dai giallorossi di Spalletti. L’Inter continua la sua rincorsa a perdifiato ed ora è quinta, anche se per vincere a Palermo non ci voleva sta grandissima impresa. In coda ormai tutto è già deciso: Crotone, Pescara e Palermo sono già ben che andate e nelle prossime diciassette giornate ci penseranno a regalare punti a destra e a manca per mantenere vivo e intatto (nonché regolarissimo) il nostro campionato, W l’Itaglia!

Il turno numero ventuno si è aperto alla sera di sabato con il comodo successo della Fiorentina sul Chievo (3-0): i viola gigliati sono in un momento di gran vena e hanno nettamente battuto un avversario che nel 2017 non ha fino ad ora mai conquistato nemmeno un punto. Maran ha fatto bene a mettere fieno abbondante in cascina nel girone d’andata: il suo ospizio infatti non ha fiato per reggere trentotto lunghissime partite e dopo aver disputato un ottimo girone d’andata adesso i suoi possono permettersi di rifiatare al ritorno. La Fiorentina, dopo Brunelleschi, ha scoperto un altro giovane interessante: Federico Chiesa, figlio dell’indimenticabile bomber Enrico (uno che sarebbe tra i primi bomber del nostro campionato fisso nel calcio di oggi), esterno di centrocampo che però potrà benissimo fare la seconda punto a mio avviso. Al sabato sera importante successo del Napoli nel big match contro il Milan: il ciuccio sarriano ha disputato un primo tempo su altissimi livelli, profittando del solito formato Mr. Hyde del Diavolo nelle prime battute di gioco. Montella non può prendere sotto gamba gli inizi di partita stentati dei propri uomini: i due gol come quelli presi come quelli contro il Napoli sono giunti perché i suoi sono scesi in campo con il solito atteggiamento superficiale. Un attacco leggero come quello del Napoli non può avere trenta/quaranta metri di campo libero come successo in occasione del primo gol: prendere una segnatura del genere non è sfortuna, è presunzione, insipienza tattica. Dopo una prima mezzora inesistente il Milan, come al solito, è salito di tono e ha disputato un grande seconda parte di gara anche se il Napoli si è, stranamente, ben difeso mostrando per la prima volta che Sarri sa anche catenacciare quando serve, un buon segnale senza dubbio perché una squadra non può giocare solo in una sola maniera (se non si chiama Barcellona). Donnarumma non è stato impeccabile sui due gol: deve ancora migliorare la tecnica di uscita bassa, mentre è mostruoso per esplosività e reattività, spero solo che con lo sviluppo non perda queste doti, sarebbe un peccato. Pranzo da leccarsi i baffi per la Juventus che ha steso la Lazio con un uno due mortifero firmato dai gauchos Dybala e Higuain. E’ stata una vittoria firmata però anche dalla scaltrezza di Allegri che contro la Lazio ha inventato uno schieramento folle che ha letteralmente sorpreso i romani e anche i presenti allo stadio: centrocampo a due con un regista (Pjanić) ed un intenditore classico (Khedira) e davanti una batteria di attaccanti che più munita non si può. A destra un’ala d’appoggio come Cuadrado, abbastanza anarcoide tra l’altro, a sinistra un attaccante puro come Mandžukić che in fase difensiva si è sacrificato tantissimo e al centro un attaccante di movimento (Higuain) che apre gli spazi per la classica seconda punta (Dybala): sulla carta è un 4-2-4 purissimo (altro che quello di Conte!) anche se in realtà in fase difensiva il croato ed il mocino colombiano hanno fatto praticamente i terzini. Uno schema di gioco particolare, che il bischero livornese non ha buttato lì per caso: secondo me ha capito che il centrocampo a tre è una zavorra per questa squadra e che il segreto di una grande squadra che vice sulle giocate dei singoli e non sul collettivo, è quello di far giocare tutte le proprie bocche da fuoco. Copiando l’Inter di Mourinho, anche la Juve spera che questa formula si rivelerà vincente in Europa… Successo con il minimo sforzo per l’Inter a Palermo, oddio, su un campo dove tutte le squadre sono uscite a bottino pieno (tranne il Pescara) non è stata chissà che impresa tornare con i tre punti dalla Trinacria però la Beneamata si è confermata un’altra squadra rispetto alla banda del buco vista a inizio stagione, il pragmatismo è iscritto a chiare lettere nel DNA della squadra nerazzurra e i proprietari del Circo Suning dovrebbero appurare ciò invece di farsi consigliare da procuratori e affaristi. Stefano “Buffa” Pioli è per me il degno erede di Gigi Simoni, vedrete che porterà l’Inter in Europa e che poi in estate, la società gli smonterà amabilmente il suo giocattolo, in casa Inter è successo sempre così! Bel Bologna finalmente e meritata vittoria (2-0) sul Torino che senza Belotti ha dimostrato di perdere almeno il 50% del suo potenziale. Ancora una volta la gestione della partita di Mihajlović non mi ha convinto: che senso ha, sotto di un gol, buttare sempre dentro tutti i tuoi attaccanti? In questo modo rischi sempre di scoprirti e di prenderti il solito golletto in contropiede, dato che al Toro formato trasferta questo accade spesso, credo che non abbia senso insistere con questa tattica suicida. Seconda vittoria consecutiva per il Sassuolo sul Pescara che sembra essersi messo alle spalle il periodo nero e gli infortuni causati dalla poca abitudine a giocare ogni tre giorni, Di Francesco ha avuto anche la fortuna che Mitra Matri, desaparecido per tutta l’andata, sia andato a segno già con una tripletta in questo scorcio iniziale di 2017. Vittoria importantissima per l’Empoli su un’Udinese sempre sconfitta in questo nuovo anno: ancora una volta le zebrette friulane hanno raccolto molto meno di quanto abbiano seminato in campo mentre l’Empoli con questi importantissimi tre punti si è già salvato, le ultime tre squadre oggi sono lontane ad undici lunghezze, credo che sia la prima volta nella storia del calcio che una squadra con un attacco così asfittico (dodici reti segnate!) riesca a salvarsi, il tanto bistrattato Panariello ha fatto comunque un ottimo lavoro. Strano pareggio tra Genoa e Crotone (2-2): i liguri ci stanno abituando da un bel po’ di tempo a risultati strani (su tutto l’incredibile ko interno contro il Palermo) e anche questa volta contro i calabresi hanno subito due gol in fotocopia su palla inattiva che lasciano più di qualche sospetto… Il Crotone comunque, sospetti o meno, non ha assolutamente demeritato e i suoi dieci punti in classifica sono comunque più meritati di quelli del Palermo o del Pescara, il Genoa invece una volta giunto a metà classifica ha svenduto i suoi pezzi da novanta Pavoletti e Rincon, non rimpiazzandoli: tu chiamali se vuoi Giochi Preziosi!. Continua la sua corsa l’Atalanta: contro la solita grigia ed insipida Sampdoria è bastato un rigorino per centrare i tre punti, vincere con il fiato corto e comunque un merito come lanciare titolare l’ennesimo giovane (Bastoni), quanto è bella questa Dea! Chiude la ventunesima giornata il successo della Roma sul Cagliari: ci si attendeva una scorpacciata di gol contro la peggior difesa del campionato invece la Maggica ha ottenuto un altro 1-0 sporco, merito di una squadra che si è chiusa a riccio in difesa con ordine e disciplina. Sul gol di Džeko (fondamentale quando le squadre si serrano in area) non sono d’accordo che fosse da annullare: il spilungone slavo ha giocato di mestiere, come fanno i centravanti di razza, il pollo è stato il difensore del Cagliari (sta Ceppitelli) che non ha opposto al suo avversario altrettanta energia nell’ostacolarlo. Sono stufo di vedere ste fighette tatuate e ingellate che fanno i difensori senza conoscere i principi della marcatura: il calcio non è un gioco per signorine suvvia!

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