La ventiduesima giornata di campionato verrà ricordata probabilmente come una delle giornate più nere per la classe arbitrale e per il nuovo marchingegno della Var. Almeno quattro partite infatti (Chievo-Juventus, Napoli-Bologna, Milan-Lazio, Crotone-Cagliari) sono state infatti falsate da discutibili scelte dei direttori di gara che hanno dimostrato come la moviola in campo, per come è stata concepita, per il momento sia solo un colossale specchietto per le allodole. La diarchia Napoli-Juventus così continua a regnare indisturbata in un campionato in modalità che ricordano molto quella stagione 1989/90, caratterizzata da un lunga testa a testa tra il Napoli di Maradona e il Milan sacchiano e da continue polemiche arbitrali che è poi finita con la vittoria del secondo scudetto da parte degli azzurri. I tifosi partenopei, molto scaramantici come al solito, sperano ovviamente che finisca come ventotto anni fa con Napoli in festa e la potente squadra del Nord a piangere! Del resto era proprio il napoletano Giambattista Vico a parlare dei “corsi e ricorsi storici”.

Sassuolo – Atalanta 0-3

Quando è al meglio della condizione fisica l’Atalanta è una squadra capace di stritolare chiunque grazie agli alti ritmi imposti e alla fulminea capacità di muovere il pallone sul fronte d’attacco. Nonostante i bergamaschi si siano presentati sul campo amico di Reggio Emilia con una sorta di formazione due, il Sassuolo ci ha capito ben poco della partita e il tre a zero finale rispecchia fedelmente la magistrale prova dei nerazzurri. In estate probabilmente giocatori come Freuler e Cristante, che si esaltano nella tattica uomo contro uomo studiata dal Gasp, verranno ceduti per un pacco di milioni e andranno a fare da tappezzeria in qualche big (o presunta tale).

Chievo – Juventus 0-2

Con molta fatica e altrettante polemiche la Juventus si è imposta sul campo del Chievo. I veronesi a sorpresa si sono messi nella loro metà campo con l’inedita formula cinque dietro e tre in mezzo, la Juventus non ci ha capito niente perché non ha giocatori in grado di inventare (se si eccettua Douglas Costa e Bernardeschi che però non sono Messi) e così si è limitata a ruminare il pallone in orizzontale. Higuain, con la panza che tiene, ha perso tantissimo in scatto e la sua presenza negli ultimi sedici metri apporta notevole ingombro ai propri compagni. In questo quadro i giocatori del Chievo Bastien e Cacciatore ci hanno messo del loro facendosi cacciare come pollastri: Maran dovrebbe spiegare a loro che contro le big gli arbitri lasciano da parte il buon senso e tendono ad applicare alla lettera il regolamento, specie se un pareggio o un passo falso potrebbe togliere gusto al testa a testa in cima alla classifica.

Spal – Inter 1-1

Erano cinquant’anni che l’Inter non si presentava sul campo di Ferrara. I nerazzurri hanno disputato un match abbastanza sotto tono e guarda a caso la scarsa forma della squadra coincide con lo scarso rendimento del bomber Icardi e dei due esterni. La partita sembrava mettersi sulla pista giusta grazie all’autogollonzolo di Vicari che ha spianato la strada agli attacchi nerazzurri (strepitoso Meret, portiere che dal punto di vista tecnico mangia in testa a Dollarumma) nel finale però l’Inter è un po’ calata e la Spal con grinta e carattere hanno centrato il meritato pareggio finale grazie ad una bella combinazione guidata tra le due punte.

Napoli – Bologna 3-1

Dopo la Juve è toccato al Napoli finire nell’occhio del ciclone per le topiche arbitrali. La squadra di Sarri infatti è passata subito in svantaggio, come spesso le capita in casa. Questa volta male ha funzionato lo schieramento a zona integrale del Napoli dove in piena area di rigore i due centrali si sono fatti sorprendere da Palacio. Centrato il pareggio con un tiro cross sbagliato, il Napoli ha ricevuto il primo regalino dall’arbitro che ha sorvolato su un tocco di mani di Koulibaly su un pallone che poteva finire a rete e poi il secondo quando Callejon con una sceneggiata alla Mario Merola ha indotto il pessimo Mazzoleni a fischiare il rigore. Lì di fatto la partita si è chiusa, personalmente trovo gli errori pro Napoli in questa partita più gravi e pesanti di quelli pro Juve visti a Verona. Poi, lo ripeto, in questi casi non si deve fare la gara a chi ce l’ha più lungo e chi ha avuto più favori ma solamente constatare che per ragioni di forza maggiore Juventus e Napoli saranno sempre avvantaggiate nelle prossime giornate.

Crotone – Cagliari 1-1

L’errore arbitrale più clamoroso e pesante è stato registrato nella partita tra Crotone e Cagliari. I calabresi hanno dominato in lungo ed in largo il match passando in vantaggio meritatamente per poi subire il pareggio su una delle rare iniziative del Cagliari. Nel finale di gara il difensore Ceccherini stacca di testa in area di rigore in posizione regolare senza commettere nessuna infrazione mandando il pallone in gol. Gol assolutamente pulito e regolare che però l’arbitro Tagliavento, dopo aver visto l’azione sullo schermo, decide incredibilmente di annullare. Partite del genere dovrebbero essere rigiocate per errore tecnico.

Genoa – Udinese 0-1

Un golletto di Behrami basta e avanza all’Udinese che poi si trincea in un catenaccio Anni Sessanta riuscendo a imbrigliare l’asfittico attacco del Genoa. Da profeta del tiki taka a profeta della barricata, così si può commentare l’evoluzione calcistica di Massimone Oddo che sta portando una banda di scarpari a due lunghezze dal settimo posto. In casa Genoa non dormirei sonni troppi tranquilli perché con un attacco così malconcio sarà dura salvarsi se la dietro incominciano a correre.

Torino – Benevento 3-0

Vittoria secca per il Torino contro il derelitto Benevento, i campani sono ormai senza speranza dopo il folle mercato invernale che ha ulteriormente scombussolato una squadra gi di per sé scarsa. Mazzarri sa dimostrando di essere tutt’altro che cotto: un solo gol subito in tre gare, Niang che l’asinone serbo faceva spremere su è giù sulla fascia, e che Mazzarrone sta trasformando in attaccante. Della serie quando si vede la mano dell’allenatore. Adesso Mazzarri avrà a disposizione il Gallo Belotti, buon per lui che in carriera dai tempi del Livorno ha sempre reso al massimo i propri attaccanti.

Fiorentina – Verona 1-4

Lo schizofrenico Verona, nel momento che sembrava con un piede e mezzo nella fossa, ha colto una vittoria clamorosa al Franchi contro una Fiorentina che ha sbattuto il becco contro la difesa gialloblu per poi beccarsi quattro pappine in contropiede. Questa è nettamente la Fiorentina più scarsa dal 2005 e l’ambiente ostile potrebbe facilitare la smobilitazione del clan Della Valle.

Milan – Lazio 2-1

Successo importante per il Milan che spezza la lunga striscia di partite positive della Lazio. I rossoneri hanno disputato un buon primo tempo giocando di fisico e di aggressività secondo i nuovi dettami apportati da Gattuso. Il gol di mano di Cutrone ha ovviamente sparigliato le carte del match: va detto che a velocità normale era davvero difficile decifrare il tocco galeotto con il braccio e se anche dall’instant replay l’arbitro non ha avvisato l’infrazione significa che era davvero questo caso era molto molto difficoltoso. Casi del genere testimoniano comunque come l’utilizzo del Var non sia un’automatica soluzione a tutte le casistiche da bar sport perché certe infrazioni possono essere avvisate solo da una determinata prospettiva, o si imbastisce una sorta di Grande Fratello in campo oppure sarebbe il caso di lasciar perdere certe corbellerie per episodi come questi. Alla fine il Var potrebbe essere una buona soluzione solo per i gol non gol ed i fuorigioco, per tutto il resto no! Tornando alla partita nel secondo tempo la Lazio ha giocato meglio del Milan dimostrando di non essere terza per caso ma con le unghie e con i denti i rossoneri hanno conquistato tre punti meritati, nella Lazio si è sentita molto l’assenza di Immobile.

Roma – Sampdoria 0-1

E’ crisi nera per la Roma che all’Olimpico ha subito una mortificante lezione di calcio dalla Sampdoria di Giampaolo. I capitolini sembrano veramente una compagine allo sbando, mi ha colpito in particolare vedere Di Francesco urlare dalla panchina ai suoi prodi di caricare avanti a testa bassa mentre Nainggolan e soci palleggiavano il pallone verso il povero Allisson (strepitoso in almeno tre occasioni). Va detto che anche il tecnico occhialuto sembra in confusione completa cannando completamente i cambi (Pellegrini, unico giocatore in forma del centrocampo non andava tolto). Tira decisamente una brutta aria a Roma, adesso il Re Mida Monchi dovrà dimostrare di che pasta è fatto altrimenti saranno dolori.

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