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Ventisettesima giornata decisiva per le sorti, ovviamente scontate del nostro campionato: il Napoli sbanca Roma nel big match di giornata e, di fatto, regala lo scudetto alla Juve che, colta stranamente da sintomi di benevolenza, ha deciso che a Udine bastava un pareggio (il primo in campionato) per non ammazzare definitivamente il campionato e così è stato. Grande bagarre in zona Europa League: vincono in carrozza Lazio, Milan ed Inter mentre l’Atalanta viene bloccata sul pareggio dalla mina vagante Fiorentina, in coda sconfitte as usual per Pescara e Palermo, pareggino insipido e inutile per il Crotone.

La notizia del giorno è però la rielezione ai vertici della FIGC del vecchio e ruspante Carlo Tavecchio che ha battuto l’azzimato Andrea Abodi ottenendo il 54% delle preferenze contro il 45% dello sfidante. Per capire il “livello” dei due personaggi che si sono sfidati per il vertice del mondo pallonaro ho deciso di riportare il loro programma affinché vi facciate qualche idea:

TAVECCHIO:

  • Serie A con 20 squadre con 2 retrocessioni (risparmio di 30 milioni da reinvestire in B e Lega Pro).
    • Serie B a 20 squadre con 2 promozioni e 3 retrocessioni.
    • Lega Pro con 40 squadre divise in due gironi
    • Apertura alle seconde squadre dei club di A in LegaPro, a patto che non abbiano diritto di voto e che le seconde squadre non siano coinvolte in promozioni/retrocessioni
    • Apertura di altri 180 centri federali territoriali nel prossimo quadriennio: saranno impiegati 1200 tecnici con un budget annuale di 10 milioni
    • Introdurre il regime di fair play finanziario dalla stagione 2018/2019

ABODI:

  • Riforma campionati sulla base della concertazione privilegiando parametri qualitativi a quelli quantitativi
    • Ammodernamento degli stadi sulla base dell’esperienza di B-Futura
    • Revisione della giustizia sportiva con uso della tecnologia per snellire le procedure
    • Modifica dei criteri per la responsabilità oggettiva qualora le società abbiano adottato modelli organizzativi idonei a prevenire illeciti
    • Valorizzazione del brand per incrementare i ricavi
    • Controlli più efficienti sul fair play finanziario collaborando con le Leghe

Possiamo riassumerla così: la riforma Stravecchio è un obbrobrio, quella di Abodi (una sorte di Abete 2.0) una sorta di enigma della sfinge che sembra scritta da un portaborse democristiano degli Anni Sessanta, del resto un personaggio che quest’anno ha iscritto il disastrato Pisa di Ringhio Gattuso in Serie B (con conseguente cascata di penalizzazioni) avrebbe dovuto avere la decenza di levare il disturbo dal mondo del calcio o dedicarsi ad altri passatempi.

Roma – Napoli 1-2

Come la scorsa giornata, anche questa si è aperta con la più classica delle sorprese: all’Olimpico ci si aspettava una Roma lanciatissima nella rincorsa alla Juve ed un Napoli stordito dalla figuraccia contro l’Atalanta. Invece, un Napoli che non ti aspetti, è riuscito a fare l’impresa espugnando la Capitale sfruttando le classiche “partite no” tipiche della Maggica. Il Napoli ha saputo colpire nei momenti topici del match e nel finale, con un po’ di fortuna, ha anche saputo catenacciare contro gli attacchi a testa bassa dei giallorossi. Lucianone Spelletti ha sbagliato ad impostare la partita, se l’è fatta in braghe e per paura di andare in uno contro uno contro i veloci ed imprevedibili attacchi partenopei ha deciso di tornare alla difesa a quattro con due terzini (pardon, esterni bassi) che più bloccati non si possono come Rüdiger e Juan Jesus, il risultato di questo pastrocchio è che alla fine del primo tempo il punteggio era di Roma 0 – Napoli 2. Nel secondo tempo la biglia lucida di Spalletti ha fatto la cosa più sensata: ritornare alla difesa a tre centrali e rischiare di più i duelli individuali, la scelta ha premiato i giallorossi che dopo la rete di Strootman poteva addirittura cogliere il pareggio, comunque immeritato, evitato solo da una prodezza di Reina. Un successo che comunque conferma l’annata ad altalena delle due squadre, collettivi che giocano anche bene al calcio (soprattutto il Napoli) ma che finiscono per incepparsi non appena qualche granello di polvere ottura i loro ingranaggi, e in queste situazioni, quando il meccanismo si inceppa, serve che i singoli inventino una giocata e non sempre ciò avviene perché Sarri e Spalletti non hanno i singoli della Juventus.

Sampdoria – Pescara 3-1

Alle 18 successo comodo per la Sampdoria sul Pescara: il ruolino dei delfini nelle ultime partite mi fa pensare che l’esordio super pirotecnico di Zeman contro il Genoa sia stato solo un caso fortuito, nel complesso il simpatico boemo sta riuscendo a mandare in gol anche il paracarro Cerri, non avrà le stimmate il boemo ma a settant’anni suonati solo lui riesce a fare certe cose.

Milan – Chievo 3-1

Posticipo vittorioso per il Milan che batte agevolmente il Chievo nella sagra dei rigori (tre, due per il Milan di cui uno sbagliato ed uno per i veronesi) nella classica partita vinta dalla squadra con più motivazioni e birra in corpo. Il Milan ancora una volta ha mostrato di uscire alla distanza dopo inizi sempre troppo in formato diesel e ha centrato con merito i tre punti. Aspettando Godot e… la cessione della società, nell’ennesima “ultima partita di Silvio Berlusconi alla guida del Milan” i pezzi da novanta del Milan, Donnarumma in testa), hanno già le valigie pronte verso altri lidi (il pizzaiolo già si lecca i baffi): che sia tutto programmato? In che mani finirà il glorioso diavolo? Non è che a Fininvest interessa solamente monetizzare il più possibile fregandosene della probità degli acquirenti?

Atalanta – Fiorentina 0-0

Nel consueto match di apertura all’ora di pranzo, gran bella partita dal punto di vista tattico tra Atalanta e Fiorentina, terminata quasi per caso per 0 a 0 perché entrambe le squadre hanno giocato a viso aperto con i bergamaschi che avrebbero meritato la vittoria. Entrambe le squadre hanno giocato con reparti di gioco abbastanza lunghi con continui duelli individuali che hanno spezzettato e frastagliato il gioco, anche se di occasioni ce ne sono state sia da una parte che dall’altra. Mi ha impressionato la capacità dei nerazzurri di giocare in anticipo secco sugli avversari, caratteristica fondamentale delle squadre che rischiano spesso l’uno contro uno contro gli avversari, anche se la non elevata cifra tecnica dei loro centrocampisti non è riuscita a fornire palloni giocabili al Duo Fasano Gomez-Petagna, sono convinto però che con un attaccante alla Belotti (restando in tema di bergamaschi) al posto del comunque valido Pignatone, che si sobbarca un lavoro di sponda enorme, questa Atalanta avrebbe gli stessi punti di Napoli e Roma. Com’era la storia che Gasperini sapeva allenare solo all’ombra della Lanterna?

Udinese – Juventus 1-1

Primo pareggio stagionale per la Juventus che contro l’Udinese ha letteralmente giocato in ciabatte (con tre mesi di anticipo sulla stagione estiva) e con la pipa in bocca mentre le zebrette friulane hanno messo in campo l’animaccia anestetizzando con un pressing furibondo le poche idee (e ben confuse) dei torinesi che però appena finiti sotto di un gol, hanno imbroccato la solita palla inattiva (inzuccata di Bonny Bonucci) per rimettere in carreggiata la partita. Come detto, se Roma e Napoli avendo organici dove non ci sono individualità di spicco, hanno bisogno del gioco corale per vincere ma allo stesso tempo anche degli spunti dei singoli (che non ci sono) per superare gli imprevisti. Agli zebrati torinesi, che dispongono di una rosa di venti campioni, invece bastano e avanzano gli spunti dei singoli o gli episodi che puntualmente si materializzano sotto forma di punizioncine, rigorini, giacchette nere in modalità “sudditanza psicologica”, a cosa serve il bel gioco se al primo calcio d’angolo il Bonucci di turno ti incorna un pallone in gol?

Cagliari – Inter 1-5

L’avevamo anticipato la scorsa settimana: Rastelli, dopo aver battuto il Crotone, ha affermato che la sua squadra “vivrà giornata per giornata” e infatti il suo Cagliari si è squagliato come neve al sole (va bene che siamo a marzo!) sotto gli attacchi, per altro neanche troppo insistiti e convinti, dell’Inter che è tornato in Continente con un roboante 5-1 che profuma tanto d’Europa. Il Buffa è tornato alla difesa a quattro e contro un avversario senza stimoli i suoi prodi si sono scatenati con tanto di ritorno a gol per i bomber Wandito Icardi. C’è da dire che il Cagliari quest’anno ha schierato portieri niente male, tutti rigorosamente in orbita rossonera: prima il pensionato Storari, ora il “Mago” Gabriel (perché trasforma un innocuo tiro da lontano in gol!), il risultato è che i sardi hanno la peggior difesa del campionato!

Torino – Palermo 3-1

Continua a dominare la schizofrenia in casa Torino: contro il Palermo per un tempo i granata fanno scena muta e vanno sotto con merito mentre e solo a mezz’ora dalla fine si scatena il Gallo Belotti con una sontuosa tripletta ha capovolto completamente la partita grazie anche alla solita, immonda, difesa dei siciliani che almeno fanno vedere tutto il carattere tipicamente uruguagio del loro allenatore.  L’altalenante Toro ha così confermato l’inversione di tendenza fatta vedere lunedì scorso a Firenze: primi tempi in sordina e seconde frazioni a tutta birra, almeno il pubblico così si diverte anche se a qualcuno in questa stagione saranno saltate le coronarie!

Empoli – Genoa 0-2

Quattro punti in due partite, Genoa lontano definitivamente dal pericolo retrocessione (se mai lo è stato): l’effetto normalizzazione, tanto caro all’Inter, contagia un altro tipo sempre lunatico come Preziosi merito del sano pragmatismo di Mascio Mandorlini (ex interista per altro) che ha battuto l’Empoli con due bombe da lontano. I toscani non vincono da quattro partite, non segnano manco con un plotone d’esecuzione piazzato sulle tribune del Castellani, però hanno sempre a +7 sul Palermo. Se i toscani dovessero salvarsi, sarebbero di gran lunga la squadra più scarsa e povera di cifra tecnica ad aver raggiunto la salvezza in massima serie. Se l’Empoli per ipotesi dovesse spareggiare con la quarta di Serie B non sono sicuro che porterebbe a casa la salvezza…

Crotone – Sassuolo 0-0

Zero a zero inutile tra Crotone e Sassuolo, tanti sbadigli e poche occasioni: i primi sanno di essere ormai retrocessi, i secondi sanno già di essere salvi, perché farsi del male?

Bologna – Lazio 0-2

Nel posticipo delle 20.45 la Lazio di Simone Inzaghi coglie una vittoria importantissima in casa di un sempre più frastornato Bologna, sonoramente contestato dai propri tifosi nonostante i Donadoni boys siano già salvi con la banda. La Lazio ha fatto vedere tutte le sue qualità quando deve giocare in verticale dove Cirone Immobile, contropiedista insigne (no, non è un gioco di parole!), sa sempre esaltarsi, anche se personalmente reputo Milinković-Savić l’elemento più importante di questa squadra, un giocatore un po’ anarcoide dal punto di vista tattico ma sempre bravissimo a dettare l’ultimo passaggio, la differenza tra la Lazio di Pioli e quella di Inzaghino sta tutta nel serbo.

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