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Turno di Pasqua numero trentadue che non ha portato con sé chissà che novità se non una copiosa pioggia di pareggi (ben cinque): si è registrato solo un piccolo ricompattamento sul vagone Europa a causa dei pareggi delle due romane, dell’Atalanta e delle due milanesi (al termine di uno scoppiettante derby), la Juventus tanto per cambiare, dopo aver annichilito il Barcellona in settimana, ha passeggiato sul Pescara iniziando il cont down verso lo scudetto, il traguardo minimo delle ambizioni bianconere. In coda da registrare l’importante successo dell’Empoli nel derby toscano contro la Fiorentina che permette alla squadra di Martusciello di riportarsi a +5 sul Crotone. Per il resto non mi resta che augurare Buona Pasqua a chi segue quotidianamente i miei resoconti!

Inter – Milan 2-2

Il piatto forte della giornata è stato il derby della Madonnina che passerà alla storia come la prima stracittadina con proprietà (di ambo le squadre) non italiane (per giunta entrambe cinesi). Gli spettatori di San Siro e i nuovi proprietari ad occhi a mandorla si sono decisamente divertiti: in campo non c’erano più Gullit e Van Basten da una parte e Matthäus e Brehme dall’altra ma lo spettacolo è stato sicuramente più godibile degli ultimi, indecenti derby milanesi. L’Inter ha che recriminare: passata due volte in vantaggio si è fatta rimontare da una tiratina di nervi del Diavolo nel finale (entrambi i gol sono stati subiti su calcio piazzato). Buffa/Pioli, insolitamente nervoso (forse è già al capolinea nonostante l’egregio lavoro svolto…), ha sbagliato a togliere il contropiedista Perišić per inserire poi un difensore, pasticcione per giunta, come Murillo/Birillo al posto di João Mario. Il risultato di questi stravolgimenti tattici è che il Milan ha segnato due gol in dieci minut: il gioco dei rossoneri non sarà granché ma che i baldi giovani di Montella buttano sempre il cuore oltre l’ostacolo. Nonostante il salomonico verdetto mi sento di dire che il derby ha sorriso di più al Milan, dove Vincenzello Montella si è ulteriormente rafforzato, che all’Inter dove questo pareggio ma messo un po’ in discussione la conduzione tecnica.

Roma – Atalanta 1-1

Solo pareggio per la Roma che contro l’Atalanta (continuiamo a considerarla una sorpresa dai!) non è andata oltre il pareggio. Gli orobici, nonostante la pesantissima assenza del corifeo Papu Gomez, hanno palesato ancora una volta la loro grande organizzazione di collettivo. Nonostante Gasperini abbia rinunciato ad un attaccante nel suo consueto schema per far giocare un centrocampista in più (Cristante) l’organizzazione e la qualità di gioco non ne ha assolutamente risentito. Nella Roma tira un’aria non buona: squadra un po’ giù dal punto di vista fisico che non pratica da mo’ il gioco arioso e spumeggiante tanto caro al suo tecnico che, al 90%, il prossimo anno sarà su altre panchina (di Serie A ma anche di qualche giardinetto!).

Pescara – Juventus 0-2

Altro allenamento ed altro 2-0 per la Juventus contro il Pescara dell’odiato nipotino di Čestmir Vycpalek, Gonzalone Higuain che contro il Barcellona si è presentato fuori tempo massimo (Carnevale è distante ormai) travestito da Pacione, ha ancora una volta dimostrato di essere forte coi deboli e debole con i forti. La Juventus vive soprattutto del terzetto che gioca alle spalle dell’argentino: Cuadrado, Dybala (per me un fuoriclasse o potenziale tale) e Mandzukić, Higuain è semplicemente la ciliegina sulla torta di un attacco che se continua a veleggiare su questi rendimenti rischia di portare a casa tutto. Aggiughino Allegri ovviamente dovrà sperare, toccando ferro, che nessun offendente si faccia male: mettersi in “dieci dietro la linea del pallone” sono buoni tutti a farlo, ma se davanti non hai freccie da sparare non puoi battere i “giganti” in Europa.

Genoa – Lazio 2-2

Non va oltre un rocambolesco pari la Lazio sul campo di un Genoa che è stato rivitalizzato dallo “Jurić bis” (ormai gli allenatori sono diventati come i politici nostrani!), si capisce: siamo alle ultime battute del campionato e molti giocatori in rosa vogliono mostrarsi di che pasta sono fatti agli occhi del nuovo tecnico così da meritarsi una conferma l’anno prossimo o una più probante collocazione. La Lazio, parsa con il fiato corto nelle ultime settimane e con qualche confusione dal punto di vista tattico (la vittoria nel derby ha dato alla testa ad Inzaghino?) ha sprecato una grande occasione per consolidare la quarta piazza.

Fiorentina – Empoli 1-2

Sorprendente vittoria dell’Empoli sul campo della Fiorentina, nel momento più inaspettato è arrivato il tanto agognato successo della squadra di Martusciello/Panariello che ha mostrato finalmente anche qualche trama offensiva dei bei tempi: il primo gol firmato Pucciarelli ad esempio è una tipica azione da 4-3-1-2. La Fiorentina invece continua la sua annata infausta, lungo l’Arno sembra davvero tirare aria di smobilitazione: non è che nel silenzio generale i ciabattini marchigiani stanno levando le tende dalla superba Fiorenza?

Cagliari – Chievo 4-0

Rotondo 4-0 del Cagliari su un Chievo in formato vacanza anticipata (in Sardegna ci sono pur sempre belle spiagge e ad aprile fa già caldo). I Sardi ormai si sono specializzati in esordi ad effetto: dopo l’esordio con gol del coreano Han Kwang Song è giunto il classico contentino per il terzo (o quarto?) portiere Roberto Colombo che alla veneranda età di 42 anni (due in meno del grande vecchio della Serie A Marco “Nonno” Ballotta) ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato con una piccola passerella nel finale di partita.

Sassuolo – Sampdoria 2-1

Torna al successo il Sassuolo (per giunta in rimonta) sulla Sampdoria nel classico match che non interessa a nessuno, perché commentarlo? Di Francesco intanto è molto appetito sul mercato: potrebbe essere il “nuovo Zeman” nella Capitale oppure spostarsi sotto l’Appennino a Firenze, il prossimo mercato allenatori dipenderà soprattutto da dove andrà a sedersi l’occhialuto tecnico abruzzese.

Palermo – Bologna 0-0

Il Palermo non va oltre il pareggio contro il Bologna, una delle squadre più scabrose di questo campionato, e di fatto si autocondanna alla Serie B. Se una squadra non vince mai in casa non può salvarsi per nessuna ragione al mondo neanche nel campionato lappone!

Torino – Crotone 1-1

Buon pareggio per il Crotone sul campo di un Torino ormai tranquillo e senza ambizioni: tra i granata gioca con il pugnale tra i denti ormai il solo Belotti che vuole vincere a tutti i costri il testa a testa con Džeko mentre Hart continua ad uscire con il retino ad acchiappare farfalle venendo pure ridicolizzato da Cordaz (all’esordio in A all’età di Cristo e che a dispetto dell’apparenza del cognome è italianissimo), il migliore in campo della sfida dell’Olimpico.

Napoli – Udinese 0-2

Questo Napoli continua a fare davvero sul serio rullando nella ripresa un’Udinese comunque ostica e rognosa con tutti i suoi muscoli e centimetri. Se si eccettua per la piccola vacanza nel secondo tempo di Empoli ciò che colpisce della squadra di Sarri è il netto miglioramento della fase difensiva. Davanti gli uomini del Cinghialone segnano a raffica e dietro subiscono sempre di meno: il prossimo anno però servirà davvero la stagione perfetta in stile “Inter dei record” edizione 1988/89 per cercare di arrivare ad un tricolore che sarebbe storico. La storia del calcio insegna che i grandi successi arrivano dal centrocampo: nel 1988 Trapattoni ebbe il genio di “inventare” Matteoli regista arretrato davanti alla difesa, il prossimo anno Sarri dovrà a tutti i costi ingegnarsi a trovare un grande metodista che copra la coppia di difensori centrali…

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