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Il Punto sulla terza giornata

La terza giornata della Serie A conferma quelle che erano state le indicazioni della vigilia: in questo momento Napoli e Juventus sono le squadre nettamente più forti del campionato, bianconeri ed azzurri sono infatti primi con nove punti su nove disponibili.

In compagnia del duo di testa c’è la ritrovata Inter di Luciano Spalletti che però in questa stagione dovrà fare un’autentico miracolo per insidiare il duo di testa stante anche la scarsa disponibilità della società di investire nel mercato. Ha fatto sensazione il botto del Milan “milionario” in casa della Lazio, un 4 a 1 pesantissimo che sembra aver minato molte certezze in casa rossonera. Ferme Roma e Sampdoria causa maltempo, va registrata la prima vittoria stagionale dell’Udinese mentre in coda per Genoa, Benevento, Crotone e Verona si preannuncia un campionato molto difficile.

Capitolo Nazionale

È stata una settimana brutta per la nostra Nazionale. Uscita a pezzi dalla sfida di Madrid contro la Spagna, gli azzurri hanno faticato anche contro il modestissimo Israele, ottenendo una vittoria soffertissima che serve solo per le statistiche e per blindare un secondo posto comunque molto insidioso. Abbiamo assistito ad una vera e propria Italsventura: schierati in campo a capocchia, con un 4-2-4 che non si vede ormai in nessun lido calcistico (per giunta con un centrocampo che più statico di così non si può), l’Italia è sembrata una squadra indietro nella preparazione e con poche idee di gioco.

Se il Ct ha l’attenuante della scarsa qualità della rosa a disposizione (un solo fuoriclasse epocale in età da pensione, Buffon, un ottimo difensore come Bonucci, un mezzo incompiuto come Verratti e due potenziali grandi giocatori come Belotti e Insigne) c’è da dire che Mister Libidine non sta aggiungendo nulla di suo per rendere almeno presentabile la pietanza.

Conte aveva cavato il sangue dai muri con il 3-5-2 (modulo per altro arcitaliano e fatto a pennello per le caratteristiche dei nostri giocatori), non si capisce perché Ventura sia passato ad un sistema di gioco diametralmente agli antipodi rispetto a quello adottato dal predecessore pur non disponendo di gente del calibro di Pelé, Didi o Garrincha del resto Ventura è un tecnico stagionato e forse rimpiange quel Brasile!

Juventus – Chievo 3-0

Ormai non serve nemmeno commentare le partite della Juventus. Nonostante la Vecchia Signora non sembri in palla dal punto di vista della condizione, il divario tecnico e fisico tra le due squadre è talmente evidente che alla fine è finito con tre gol di scarto.

Contro il Chievo la Juve ha giocato con un mediano in più (Sturaro) ed un offendente in meno, sulla carta una prova generale in vista del Barcellona (che bello Sturaro contro Messi!) anche se sono sicuro che il bischero metterà in soffitta a breve il  famigerato “modulo penta stellato”.

Per me al Camp Nou non ci sarà partita: il Barcellona è in piena forma ed ha un Messi motivato a mille, la Juve invece non la vedo messa benissimo, quindi il mio pronostico è uno fisso.

Inter – Spal 2-0

Non è ancora l’Inter che vuole Spalletti, contro la volitiva Spal i nerazzurri sono parsi ancora alla ricerca della quadra e con i soliti atavici problemi (due buchi sulle fasce in difesa, trequartista non idoneo al gioco verticale di Spalletti), però alla fine è giunta la terza vittoria in tre partite e non può essere un caso.

Si vede già la mano del pelato di Certaldo e l’azione che ha procurato il rigore del vantaggio è tipica del credo calcistico spallettiano. Una nota di merito va fatta anche a Perišić, giocatore che il toscano ha trasformato in una seconda punta letale negli ultimi metri perché sempre nel vivo del gioco, del resto lo slavo con Mancini faceva il guardalinee…

Verona – Fiorentina 0-5

Tra le partite delle 15 è spiccato il rotondo successo della Fiorentina sul campo di un Hellas Verona parso oltre i limiti della decenza.

Se una squadra becca cinque pezzi a domicilio contro un cantiere aperto come la Fiorentina significa che l’elettroencefalogramma è piatto o quasi!

Dell’attuale Verona non salverei proprio nulla: portiere comico, difesa inesistente, centrocampo trasparente e attacco asfittico con Pazzini che sembra non c’entrare nulla con la squadra.

E la cosa triste, per l’Hellas, è che alla società non sembra fregare nulla di quello che succede in campo: tutti lo sfottono, ma per me Cassano ci ha visto lungo quest’estate!

Cagliari – Crotone 1-0

Prima vittoria per il Cagliari che ha battuto il Crotone inaugurando il nuovo Sardegna Arena, uno stadio provvisorio realizzato nell’ex parcheggio del vecchio e orribile Sant’Elia.

I sardi sono molto migliorati come collettivo rispetto allo scorso anno e potrebbero togliersi più di qualche soddisfazione, il Crotone invece senza Falcinelli ha perso molto, troppo (Budimir è più attaccante sistemico e non fa reparto da solo), e i miracoli spesso capitano una volta sola.

Udinese – Genoa 1-0

Prima volta anche per l’Udinese che ha piegato a fatica il Genoa.

Credo che i tre punti siano solo l’unica cosa che può consolare i friulani che, specie nel secondo tempo, sono stati messi alla frusta da un Genoa più che mediocre.

Delneri, ex talebano del 4-4-2 (o almeno così dicono) è già passato ad un coperto 4-5-1 con il “cornutone” Maxi Lopez solo là davanti e Lasagna a fare il segnalinee sulla fascia, un segnale non certo buono anche se il Patriarca di Aquileia ci è abituato a fare miracoli.

Atalanta – Sassuolo 2-1

Primo hurrà anche per l’Atalanta che nella sfida tra “matricole europee” ha battuto con pieno merito un Sassuolo che sembra non essersi ripigliato dall’addio di Di Francesco.

I bergamaschi hanno imbastito un discreto turnover in vista della storica sfida con l’Everton di Europa League e hanno comunque portato a casa l’intera posta in palio.

se sulle fasce Gasperson sembra avere ancora qualche grattacapo, il tecnico piemontese ha trovato in Corneliusson un buon alter ego di Petagna, ancora a secco il Papu Gomez, giocatore fondamentale per l’economia atalantina.

Lazio – Milan 4-1

La sorpresa della giornata arriva nell’inedita partita delle sedici (causa Giove Pluvio), dove la Lazio con un super Cirone Immobile si è scatenata schiantando un Milan troppo brutto e fragile per essere vero.

A dir il vero per i primi dieci-venti minuti i rossoneri hanno schiacciato nella sua metà campo la squadra di Inzaghino come il Barcellona,  poi però sono emersi tutti i limiti strutturali della Fassone band, soprattutto a centrocampo dove il solo Biglia conosce cosa sia la fase difensiva.

Bonucci alla Juventus giganteggiava perché protetto dal centrocampo e dai suoi compagni di difesa, al Milan in questo momento non è così e infatti i risultati si sono visti. Vincenzella poi si sta cercando abbastanza: ha già bocciato André Silva e Hakan (mi rifiuto di scrivere il cognome!) ma non ha ancora cambiato modulo con un 4-3-3 puro che spezza la squadra in due tronconi. Sono sicuro che quel simpaticone di Bonucci, uno che in spogliatoio ha un certo peso, avrà già intimato a Montella di passare alla sua amata difesa a tre!

La Lazio invece mi sembra più squadra dell’anno scorso: Inzaghino ha trovato i giusti equilibri alla squadra con la difesa a tre e i risultati si sono visti, la scorsa stagione la squadra era più propositiva ma peccava di mordente con le grandi, che quest’anno la squadra di Lotito stia imboccando la strada opposta?

Benevento – Torino 0-1

Altra beffa per il Benevento che contro il Torino ha giocato con dignità per novanta minuti, prima di essere bucato allo scadere da un guizzo di Iago Falque.

I campani mi hanno fatto ancora una volta una bella impressione, ma davanti veramente non riescono a segnare nemmeno con le mani! Il Torino dell’anno scorso sono sicuro che non avrebbe vinto questa partita: Mihajlović sembra aver tirato decisamente il freno a mano alla sua squadra ma i suoi sembrano più compatti e concentrati e hanno un Ljajić che sta facendo finalmente la differenza. Se Belotti non segnava l’anno scorso era una tragedia mentre quest’anno il Gallo sembra aver trovato la spalla giusta.

Bologna – Napoli 0-3

Vittoria di capitale importanza per il Napoli che a Bologna ha centrato tre punti importantissimi quanto faticosi.

Il tre a zero finale è infatti un risultato che non rispecchia un match dove gli azzurri hanno sofferto tantissimo un Bologna messo in campo in maniera magistrale da Donadoni. Contro una squadra come il Napoli che è abituata ad attaccare sempre e comunque e contro tutti e tutto, il bergamasco ha schierato ben quattro giocatori che andavano spesso a insediare in uno contro uno con i difensori avversari. Se alcuni episodi fossero girati per il verso giusto il Bologna avrebbe potuto anche fare il colpaccio, ma poi una volta tanto il Napoli ha saputo fare la Juve e cioè sfruttare cinicamente gli episodi giusti e i tre punti sono arrivati. Con questo successo secondo me il Napoli ha lanciato definitivamente il guanto di sfida alla Juventus, è forse troppo presto per dirlo?

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