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La nona giornata di campionato non ha prodotto grandi sconvolgimenti: come da pronostico l’attesissimo scontro al vertice tra Napoli ed Inter si è concluso con un salomonico pareggio mentre Juventus (goleada all’Udinese), Roma (vittoria striminzita sul Torino) e Lazio vincendo si portano vicinissime alla testa della classifica. Continua a stentare il Milan che non va oltre lo zero a zero contro il modesto Genoa, in coda a parte il Benevento che fa un campionato a parte (nove partite nove sconfitte, record per il nostro campionato) faticano l’altra neopromossa Spal, che ha perso il derby contro il Sassuolo assieme ad altre quattro formazioni, sarà un campionato avvincente anche in coda.

E’ stata una settimana europea agrodolce per le nostre rappresentative: in Champions League la Juventus vince ma soffrendo contro i portoghesi dello Sporting Lisbona, i bianconeri hanno confermato di possedere anche in Europa i limiti che evidenziano entro i confini patri. Pareggio scoppiettante per la Roma, non è bastato uno Džeko in formato extralusso per vincere, però i giallorossi possono comunque tornare a casa con un pareggio prestigioso (decisamente meno prestigioso il pareggio dell’Atletico sul campo del Qarabağ) che permette alla Lupa di sperare ancora nel passaggio del turno, probabile che si deciderà tutto a Madrid. Non è messo bene invece il Napoli che è uscito sconfitto dall’incontro di Manchester contro il City di Guardiola, nella sfida tra due delle squadre europee più spettacolari il Ciuccio ha subito una vera e propria lezione di calcio nella prima mezzora di partita. Il City, come tutte le squadre totali, è destinata ad avere cali di concentrazioni nel corso dei novanta minuti e così il Napoli ne ha profittato disputando una buona seconda parte di gara, con l’1-2 però adesso la squadra di De Laurentiis difficilmente andrà avanti. In Europa League il Milan continua a fare pena ed è finito a sbattere contro il catenaccio dei greci dell’AEK, la piccola Atalanta e la Lazio invece con due prestazioni maiuscole sono saldamente al comando dei loro raggruppamenti e pensare che qualcuno dava i rossoneri come una tra le favorite per la vittoria finale!

Sampdoria – Crotone 5-0

Roboante successo della Sampdoria sul Crotone, i doriani saldi in difesa come da tradizione giampaoliana adesso stanno palesando anche discreti numeri in attacco dove l’assenza di Schick è stata ben surrogata da Zapata mentre Quagliarella sembra vivere una sorta di seconda giovinezza, in mezzo al campo Torreira si sta palesando come uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato. Secondo me la Doria è destinata a calare nel ritorno, però con un Milan che sembra steccare l’annata l’Europa non è poi sto miraggio. Male invece il Crotone che credo punterà tutte le sue fiche sulle partite casalinghe.

Napoli – Inter 0-0

E’ finita con il più classico degli zero a zero il match clou della giornata: Inter e Napoli hanno giocato a scacchi per novanta minuti e alla fine non si sono fatti male, come direbbe Buffon in questi casi “meglio due feriti che un morto”. Il Napoli ha pagato senza dubbio la fatica infrasettimanale, la manovra dei giocatori azzurri infatti è stata più lenta e farraginosa del solito e i fantini Mertens, Insigne, Callejon negli ultimi metri sono finiti sempre a sbattere contro il muro erto da Handanovič (determinante in alcuni momenti con parate di puro istinto) e dagli statuari Miranda e Škrinjar, imbattibili nell’uno contro uno.

L’Inter si è dimostrata squadra vera: ha catenacciato quando doveva catenacciare, ha insidiato il Napoli nei momenti in cui gli uomini di Sarri lo permettevano. Questa Inter mi ricorda abbastanza quella del Triplete: coppia di centrali spilungoni adibita a custodire l’area, i due esterni alti a farsi un “sedere così” nei ripiegamenti difensivi. Credo che anche a centrocampo Spalletti abbia trovato la quadra: Gagliardini frangiflutti davanti alla difesa, Borja Valero regista avanzato alla Snejder e Vecino (centrocampista di statura mondiale) a fare la spola tra i due.

Se l’equilibrio e le alchimie reggeranno l’Inter è destinata a restare in corsa fino in fondo.

Chievoverona – Hellas Verona 3-2

Derby scoppiettante tra Verona e Chievo, alla fine tra vantaggi, sorpassi e controsorpassi ha vinto il Céo con il punteggio di 3-2 come nel famoso derby del novembre 2001 (quello in cui il buon Malesani sbroccò, solo che a vincere fu il Verona). Match winner l’eterno bomber Pellissier che alle soglie dei quarant’anni continua a stupire tutti. Il Verona lo trovo indecifrabile, la squadra ha messo in campo grinta e carattere come poche volte in questa stagione però continua a palesare limiti tecnici e tattici imbarazzanti (il cambio di Pazzini è da ritiro del patentino). Alla fine è lecito sostenere che il Chievo la prima squadra della città di Giulietta e l’Hellas solo una nobile decaduta.

Milan – Genoa 0-0

Pareggio tra gli sbadigli per il Milan che, pur zavorrato dall’espulsione di Bonucci, non è riuscito a perforare la porta di un Genoa che si è presentato a San Siro con un atteggiamento a dir poco rinunciatario. I rossoneri hanno palesato la solita manovra sterile e paludata che alla fine è risultata prevedibilissima ed innocua anche alla retroguardia mediocre dei liguri. Già l’attacco è un bel problema per il Diavolo perché Kalinić, che per inciso non è una prima punta pura, ama essere stimolato e servito dai compagni mentre Suso tende ad essere fantasioso sì ma troppo innamorato della sfera. Alla fine se non s’inventa qualcosa lo spagnolo o Cutrone sono cavoli amari. Capitolo Bonucci: Bonnybauer è sicuramente uno dei giocatori più odiosi degli ultimi anni, arrogante, spocchioso, forte solo se protetto e coccolato da allenatore e compagni, credo che il suo arrivo al Milan abbia spaccato uno spogliatoio difficile da governare mettendo in un angolo il dead man walking Montella che, vedrete, alla fine pagherà per tutti!

Torino – Roma 0-1

Vittoria tirata, simile a quella ottenuta alla prima giornata a Bergamo, per la Roma sul campo del Torino. Questa non ho nulla da dire Mihajlović: Sinisa l’ha preparata e gestita bene e alla fine ha perso solo per un gran colpo estratto dal cilindro del suo connazionale Kolarov che, zitto zitto (altro che Bonucci!) si sta rivelando un gran bel colpo. Credo che la differenza l’ha fatta l’assenza di Belotti che è stato sostituito al cnetro dell’attacco dall’ex Saddiq, che equivale sostituire la Arcuri con Rosy Bindi!

Benevento – Fiorentina 0-3

E’ ufficiale, il Benevento è la squadra più scarsa ad aver calcato un campo di Serie A. Dopo aver preso tre pappine da una Fiorentina tutt’altro che irresistibile i campani hanno battuto il primato del Venezia di sessantotto anni fa (1949/50) che dopo otto giornate di solo sconfitte conobbe almeno il brodino di un pareggino. Il povero Baroni, appena esonerato, si porta con sé la poco rosea statistica di zero punti in nove partite (altro record assoluto!), al suo successore De Zerbi, che per inciso non è Guardiola e nemmeno Mourinho, il compito di evitare ulteriori umiliazioni. Alla fine aveva ragione il buon Lotirchio: “troppe squadrette in Serie A”

Atalanta – Bologna 1-0

Ritorna a vincere l’Atalanta che, dopo la brillante figura in Europa league, ha battuto con il minimo scarto un Bologna apparso timido e rinunciatario. Donadoni nella sua Bergamo non è stato fortunato: ha presentato un undici troppo rinunciatario con il solo Palacio (alto un metro e spiccioli) solo in attacco. Determinante l’ingresso di Cornelius che, a differenza di Petagna, sembra più incisivo negli ultimi metri.

Spal – Sassuolo 0-1

Nell’inedito derby emiliano tra Spal e Sassuolo si è deciso tutti nei primissimi secondi: erroraccio marchiano dei difensori spallini (certe stupidaggini in A si pagano sempre a carissimo prezzo) e golletto di Politano che ha salvato così la panchina traballate di Bucchi. Dopo le egregie prove della prima giornata i ferraresi sembrano diventati davvero tutt’altra cosa anche a causa di un attacco asfittico dove Borriello sta facendo molta più fatica del previsto ad ambientarsi e, si sa, se in Serie A non segni gol sei destinato a fare poca strada.

Udinese – Juventus 2-6

Nonostante la Juventus abbia giocato in dieci per tre quarti della partita, la Vecchia Signora è riuscita a confezionare un bel cappotto all’Udinese, questa è un’ulteriore prova che quando si mettono a giocare le individualità della Madama non ce n’è davvero per nessuno, Dybala è parso ancora in ombra (così come Higuain ma non è una novità) ma alla fine è riapparsa la stella di Khedira (incredibile tripletta per lui!). Peccato che, a differenza degli anni scorsi, la difesa imbarchi acqua spesso e volentieri, per fortuna che davanti c’era una difesa ancora più imbarazzante di quella juventina con un portiere (il pensionato Bizzarri, lui e Buffon ottanta anni in due!) impresentabile che ad ogni tiro da fuori piglia gol. Adesso Delneri, che in tutta questa situazione ha poche colpe, deve fare almeno quattro punti in due gare per salvare la panchina altrimenti “ciao, ciao!”.

Lazio – Cagliari 3-0

Continua a volare la Lazio che ha battuto con un secco 3-0 un Cagliari che è parso la classica vittima sacrificale. Contro una difesa molle come il burro come quella sarda il solito Cirone ha fatto il diavolo a quattro segnando una doppietta che lo proietta sempre più in vetta al trono dei bomber. Immobile mi ricorda un po’ Chinaglia: leone con la maglia laziale, pasticcione con quella azzurra, la storia si ripete due volte no?

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