Campionato aperto, apertissimo: la Juventus perde per la seconda volta a San Siro, questa volta contro il sorprendente Milan che così si porta a -2 dalla cima assieme ad una Roma che ha piallato secondo da pronostico il Palermo. Riparte la corsa del Napoli che sul campo dell’altra derelitta, il Crotone (la peggiore esordiente di sempre in Serie A), centra tre punti fondamentali per mettere alle spalle un periodo nero come la lava vesuviana.

Continua invece il momentaccio dell’Inter che dopo la sconfitta di Bergamo langue al quattordicesimo posto: per trovare la Beneamata in una posizione così bassa bisogna risalire allo sciagurato anno di Gasperini (2011/12, otto punti in nove giornate), che da ex di diverte spesso a schiaffeggiare l’Inter. Tanto equilibrio per il resto con Torino e Lazio che si accreditano sempre di più per un posto in Europa mentre in coda tante squadre (Crotone, Empoli, Palermo, Pescara) sono già in forte difficoltà.

In settimana si è giocato un’interessante terzo turno di Champions League: la Juventus come previsto ha sofferto il maggiore brio del Lione, soprattutto a centrocampo dove ha troppi giocatori imbolsiti più qualche impresentabile (“le petit Pogba” Lemina), per fortuna di Allegri Buffon però ha fatto i miracoli e il “mocino” Cuadrado si è inventato un gol incredibile, “alla Mortensen” per indicare una terminologia desueta. La Juve vince e non convince, ma l’incredibile profondità della sua panchina potrebbe giovare in una Champions che sembra davvero equilibrata: l’unica squadra veramente ufologica è il Barcellona, ma solo nell’undici titolare e forse il Bayern Monaco.

Il Napoli invece ha confermato il suo momento no gettando alle ortiche la qualificazione rimediando una sconfitta che grida vendetta contro il modesto Beşiktaş, ormai è evidente che il pur bravo Sarri non sappia fare le giuste turnazioni (Diawara ad esempio doveva giocare da un pezzo, Giaccherini dov’è?) e che il suo oliato complesso tattico stia iniziando a scricchiolare.

In Europa League invece turno abbastanza favorevole, nessuna sconfitta ma qualche pareggio di troppo: l’Inter ha scacciato per qualche giorno i nuvoloni neri che sono appollaiati da qualche tempo sopra la testa del povero de Boer riuscendo a spuntarla su un Southampton che però aveva evidentemente la testa al match di campionato contro il City. La Fiorentina si risolleva dalla crisi battendo perentoriamente lo Slovan Liberec mentre Roma e Sassuolo impattano contro le due viennesi (Austria e Rapid), peccato davvero per la lunatica squadra giallorossa che fino a venti minuti dalla fine del match era avanti 3-1: Spalletti deve ancora registrare una squadra che sembra davvero senza equilibrio.

La nona giornata di campionato si è aperta con il bellissimo derby di Genova tra Sampdoria e Genoa, a mio parere il derby della Lanterna è da sempre la stracittadina più affascinante d’Italia, forse per l’atmosfera e gli spalti attaccati al terreno di gioco in stile molto British. Il match è stato tra le partite più spettacolari e avvincenti di questo scorcio iniziale di stagione: azioni sa una parte e dall’altra, ritmo frenetico, continui ribaltamenti di fronte in stile Premier League.

Alla fine, con squadre lunghe e sfilacciate, era normale che la spuntasse la Samp, la squadra peggio messa in campo dal punto di vista tattico (soprattutto per l’oscena fase difensiva di marca Giampaolo) ma che ha un due d’attacco leggero e ficcante che in campo aperto sa essere pericolosissimo. Se il Genoa avesse, al contrario, adottato una tattica più rinunciataria sono sicuro che l’esito del derby sarebbe stato diverso.

Lo spettacolare derby della Lanterna è stato un degno antipasto della partitissima delle 20.45 tra Milan e Juventus: sul campo lo spettacolo non è stato granché ma dal punto di vista squisitamente tattico è stata una partita interessantissima. Montella ha messo da parte il 4-3-3 sfilacciato di inizio stagione e ha varato un assetto tattico più fluido e di difficile lettura: in fase di non possesso infatti la difesa resta a tre centrali con De Sciglio che resta inchiodato in difesa, Abate che scala sulla linea di centrocampo e Bonaventura che cala tra le linee avversarie (ne esce così una sorta di diagonale alla sudamericana che parte da Bart Simpson, passa per Locatelli e finisce con il figlio illegittimo di Allegri!).

E’ stata la classica partita da 0-0 sbloccata da un episodio: annullato (ingiustamente, chi di ingiustizia ferisce di ingiustizia perisce!) il gol a Pjanić, a rompere gli equilibri ci ha pensato un missile terra aria di Sbarbatelli che ha confermato quanto di buono si è detto di lui nella partita contro il Sassuolo, per me però renderebbe al meglio da cursore box to box perché ha una gran botta da fuori e non da metodista dove perde sempre molte palle.

Da evidenziare sull’azione del gol milanista l’errore da matita blu di Alex Sandro (ma che razza di nome è!?) che tarda ad affrontare nell’uno contro uno il giovane centrocampista rossonero restando troppo schiacciato sulla linea dei difensori: infatti quando il brasiliano decide di affrontare Locatelli, questi ha già tutta la visuale della porta libera per calciare il siluro e la frittata è già servita in piatto, errori del genere sarebbero stati impensabili nel calcio di vent’anni fa!

La Juventus ha riconfermato a San Siro i difetti già emersi nella gara contro l’Inter: i bianconeri sono una squadra ormai specializzata nella gestione della partita che fa una fatica enorme a rimontare un gol incassato, anche perché la fase difensiva, tolto di mezzo i movimenti tra le linee di Dybala, è di fatto inesistente.

Il Milan ha vinto l’incontro a centrocampo dove ha giocato con un pressing feroce ed un dinamismo tipico delle squadre giovani e con entusiasmo, bravo davvero Montella ad aver abiurato (almeno per ora) il suo tanto decantato possesso palla: questo Milan in formato operaio per ora funziona.

La domenica si è aperta con il successo dell’Udinese sul Pescara nel classico scontro salvezza: la cura Delneri sembra davvero funzionare perché ora i friulani sembrano davvero più propositivi, sfruttano al meglio le fasce grazie al nuovo 4-5-1 di marca del… patriarca e davanti, in un modo o nell’altro (magari su rigore) il gol arriva. Il Pescara invece continua a fare una fatica incredibile a segnare ed è davvero un peccato perché fino alla trequarti gli uomini di Oddo fanno intravedere buone trame, ma nel calcio purtroppo o per fortuna c’ha sempre ragione chi fa gol e nel Pescara pochi sono i calciatori in grado di buttare il pallone in fondo al sacco.

Le partite delle 15 non portano bene all’Inter che viene nuovamente sconfitta (sempre con il punteggio di 2-1) dall’Atalanta dell’ex dal dente avvelenato Gasperini. Anche questa volta la Beneamata è stata semplicemente imbarazzante: si può perdonare ad un tecnico venuto dalla lontana Olanda di perdere una partita 2-1 prendendo due gol in contropiede dopo aver dominato a suon di possesso palla la partita, ma ciò che colpisce del cocco di Kia Joorabchian (uno dei procuratori più loschi e intrallazzoni del mondo calcistico) è l’altissimo grado di confusione nelle scelte dei giocatori. Ad esempio perché lasciare fuori Ansaldi e Banega, cioè il miglior difensore ed il miglior centrocampista che hai in rosa? Sicuro che con un bollito come Capello o un tecnico pane e salame come Mandorlini questa squadra sarebbe quattordicesima in classifica? Dubito!

3-5 d’altri tempi tra un Cagliari che probabilmente ha preso sotto gamba la partita e una Fiorentina in formato fertility day che si è scoperta all’improvviso prolifica e feconda: contro squadre allegre e distratte in difesa il continuo tourbillon degli uomini di Sousa può talvolta regalare sorprese. Pareggio salomonico, che non accontenta nessuna delle due contendenti, tra Torino e Lazio con i granata possono solo essere contenti di aver salvato l’imbattibilità casalinga (anche se il rigore fischiato all’ultimo minuto  è stato davvero un regalo generoso) e scontenti per come non sanno gestire la partita, nella Lazio invece continua a far bene Immobile, ormai diventato centravanti abbastanza completo, in grado di far reparto da solo.

Il Napoli invece interrompe la crisi vincendo comodamente sul Crotone, cui non è servito nemmeno tornare tra le mura amiche (finalmente!) per svoltare da una caduta verso il basso che sembra inevitabile. Il Napoli infatti è riuscito a dominare l’avversario anche in dieci contro undici perché quel pollo di Gabbiadini ha deciso di mettere una bella pietra tombale sulla sua avventura partenopea facendosi cacciare come un allocco. Adesso il Cinghialone dovrà giocoforza giocare senza un centravanti vero, che nel suo rigido 4-3-3 serve come il pane, staremo a vedere cosa estrarrà dal suo magico cilindro.

Zero a zero e tanti sbadigli tra le piccole Empoli e Chievo, se ai veneti il pari va tutto sommato bene, i toscani non possono gioire perché non riescono proprio a trovare la via del gol. Pareggio che non serve a nessuno nel derby tra Bologna e Sassuolo, con i felsinei che si dimostrano ancora una volta troppo sciuponi e poco concentrati nei momenti finali. Nel posticipo delle 20.45 pronosticabile vendemmiata della Roma su un Palermo in disarmo, il tanto perculato Edin Geco, zitto zitto è capocannoniere! Chi l’avrebbe mai detto un mese fa? Il mondo è bello perché è vario, il calcio è bello perché è imprevedibile!

Francesco Scabar

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