È durata una sola giornata l’illusione di una riapertura dei giochi in testa: la Juventus, vincendo pur con qualche patema ad Empoli con contorno di qualche polemica, è ritornata infatti a +6 profittando del pareggio nel big match tra Napoli e Roma. I partenopei sono stati agguantati dall’Inter che ha sbancato l’Olimpico con una prova autoritaria da grande squadra. Nelle posizioni di rincalzo la vittoria del Milan sulla Sampdoria ha ulteriormente ingarbugliato la classifica: ben nove infatti sono le compagini racchiuse tra i 15 ed i 13 punti. Fermento anche in coda dove la sorprendente vittoria del Frosinone sul campo della Spal ha staccato il Chievo in fondo alla classifica.

Champions ed Europa League

Altra settimana europea abbastanza positiva per i nostri colori nelle coppe europee: in Champions League solo l’Inter è stata sconfitta, in modo abbastanza pronosticabile, sul campo del Barcellona mentre Juventus e Roma hanno centrato due belle vittorie con il Napoli che ha sfiorato l’impresa sul campo del Paris Saint Germain. L’unica delusione è quindi arrivata dalla Beneamata che a Barcellona ha giocato con poca personalità, rispolverando solo una brutta copia del catenaccio ad oltranza fatto da Mourinho nel 2010, al Camp Nou, infatti i nerazzurri sono usciti meritatamente sconfitti venendo annichiliti sul punto forte dei catalani e cioé il possesso palla. Vittoria di grande personalità della Juventus sul campo del Manchester United: tra le due squadre c’erano due spanne di differenza almeno (a favore dei bianconeri): i bianconeri di Torino in questo momento sono probabilmente la squadra più forte al mondo, i Red Devils invece faticherebbero ad entrare tra le prime dieci d’Europa! Da vedere solo per il futuro se Allegri potrà permettersi il lusso di giocare con due ali in difesa come Cancelo e Alex Sandro. Bene anche la Roma che ha sofferto nei primi minuti la freschezza di un giovane CSKA ma che poi ha saputo dilagare grazie al solito Edin Džeko in versione europea (in campionato invece scende il suo gemello scarso!). Molto bene anche il Napoli che ha sfiorato l’impresa sul campo del PSG, una delle presunte favorite per la vittoria finale. Al parco dei Principi si è vista in modo netto la mano sapiente di un grande tecnico come Carlo Ancelotti: consapevole di avere terzini improponibili a livello europeo, contro frecce del calibro di Mbappé e Neymar, ha deciso di giocare con un difensore puro sulla fascia destra come Maksimović  per dare manforte ai due centrali ed evitare di dare campo agli avversari. Il risultato di questa mossa è che a pochi minuti dalla fine il Napoli era avanti 2 a 1 e se non fosse stata per la prodezza di Di Maria gli azzurri avrebbero sbancato Parigi. Europa League a due facce per le due italiane: bene la Lazio che finalmente gioca una partita di livello contro una squadra di livello come il Marsiglia dell’ex giallorosso Rudi Garcia, male anzi malissimo il Milan che è stato dominato a San Siro dal Betis di Siviglia. A parte un piccolo risveglio nel finale i rossoneri non l’hanno praticamente mai vista ed hanno perso con pieno merito anche se la qualificazione non è a rischio.

Atalanta – Parma 3-0

Sembra essere uscita dalla crisi l’Atalanta che contro il Parma, sotto il diluvio, è dilagata nella ripresa dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato rotto dalla clamorosa carambola Sepe-Gagliolo che ha permesso ai bergamaschi di dilagare. Con un Gomez e Barrow che sembrano essere impantanati (con le prime pioggie può capitare) ci pensano i difensori (Mancini e Palomino) a segnare reti pesanti. Nel Parma si è sentita la mancanza di Inglese anche perché Gervinho, che si è mangiato un gol incredibile, è sceso in campo in versione Mr. Hyde.

Empoli – Juventus 1-2

Può essere riassunta così la vittoria della Juventus sul campo dell’Empoli: le squadre si sono tutto sommato equivalse però una disponeva di Cristiano Ronaldo, l’altra no! Il portoghese, con la gentile collaborazione del fischietto Calvarese (assurdo il rigore assegnato ai campioni che ha spianato la strada per la rimonta) ha di fatto tolto le castagne dal fuoco (siamo del resto in autunno!) ad una Vecchia Signora piuttosto sbadata che non si aspettava di trovarsi di fronte un’Empoli sì scadente ma che con il suo gioco tramandato a memoria può mandare in crisi chiunque. Stia attenta la Juve però a snobbare in questo momento il campionato visto che da marzo, se si vuole raggiungere l’ambito traguardo, bisognerà per forza di cose staccare la testa dai fatti di casa nostra.

Torino – Fiorentina 1-1

Tra Torino e Fiorentina, due squadre per tradizione ferocemente antijuventine con forti ambizioni europee ma frenate da evidenti limiti nel reparto offensivo, non poteva che finire con un pareggio che nei fatti scontenta entrambe le squadre. Al vantaggio dell’ex Benassi il Toro ha replicato con un autogollonzolo di Lafont su tiro di Aina (che ha saputo profittare del lento Milenković, punto debole della retroguardia gigliata). Al netto delle stucchevoli polemiche di Mazzarri contro gli arbitri (anche stavolta il nostro eroe ha profuso lacrime a più non posso davanti alle telecamere) il Toro avrebbe meritato la vittoria contro una Fiorentina fin troppo rinunciataria.

Sassuolo – Bologna 2-2

Derby scoppiettante tra Sassuolo e Bologna: la pioggia copiosa non ha frenato le due squadre che anzi si sono sfidate colpo su colpo a viso aperto. I neroverdi di De Zerbi continuano a subire troppo in difesa in difesa e sono riusciti ad agguantare i più prestigiosi corregionali solo grazie ad un calcio di rigore. Incredibile in questa partita un gol mangiato dalla squadra di casa che in una situazione di due contro zero a partite da metà campo non è riuscita a bucare la porta rossoblu.

Spal – Frosinone 0-3

Tra le tre partite, melense, delle tre spicca il sorprendente successo del Frosinone sul campo di una Spal che dopo aver raggiunto la Luna sbancando l’Olimpico è scesa bruscamente per terra. I ferraresi hanno approcciato male la partita con, in un modo che le provinciali non dovrebbero mai fare, con un attacco troppo legnoso ed impacciato (P&P, le due ex promesse rossonere Petagna e Paloschi) e i ciociari sono passati all’incasso per ben tre volte. Ha pagato la scelta di Longo di giocare con coraggio (due punte ed un trequartista) anche se la porta gialloblu è rimasta invitta solo per caso siccome la Spal ha colto ben due volte i montanti.

Cagliari – Chievo 2-1

L’ex Maran infila un chiodo bello grosso nella bara del Chievo, adesso ultimo staccatissimo fermo ancora ad un  -1 che sa di condanna quasi definitiva. Il Cagliari con questa vittoria fa un bel balzo in classifica portandosi a quota tredici nel vagone di metà classifica. L’ex cagliaritano Ventura cerca di prenderla con filosofia: “sono arrivato da pochi giorni e sto ancora cercando di capire diverse cose.”. La Svezia deve averlo davvero rimbambito!

Genoa – Udinese 2-2

Pareggio che non serve a nessuna delle due squadre tra Genoa e Udinese, i friulani sono una delle mie papabili per la terzultima piazza dovranno sperare che De Paul, l’unico giocatore di livello dei friulani, s’inventi altri gol come quello (splendido) segnato a Marassi. Il Genoa invece continua a fare acqua in difesa nonostante Jurić abbia inspessito il centrocampo.

Milan – Sampdoria 3-2

Gattuso salva la sua traballante panchina, questo è l’esito dello scoppiettante incontro tra Milan e Sampdoria che ha visto i rossoneri imporsi in rimonta sugli ostici blucerchiati che fino alla partita di San Siro non avevano mai subito una rete in trasferta. Gattuso ha giocato la carta del 4-4-2 con la coppia offensiva Cutrone-Higuain che ha ben funzionato (perché non provarla prima?) anche se la coppia centrale Musacchio-Romagnoli mette i brividi solo a sentirla nominare. Il Diavolo si è salvato grazie ad una giocata di un singolo (Suso fa sempre la stessa cosa ma la fa sempre benissimo un po’ come Insigne) piuttosto che con il gioco corale, però ora la classifica con una partita in meno inizia a sorridere abbastanza.

Napoli – Roma 1-1

Un 1 a 1 che sa di occasione persa per il Napoli e di occasione guadagnata per una Roma che può dirsi soddisfatta per come è andata a finire al San Paolo di Fuorigrotta. La squadra di Ancelotti ha dominato in lungo ed in largo ma per una volta ha palesato i difetti strutturali della gestione Sarri: tanto dominio territoriale e possesso palla ma poca concretezza negli ultimi sedici metri dove gli avanti azzurri hanno giocato troppo di fioretto. Insigne, dopo essere sempre andato in gol nelle ultime uscite, contro la Roma sembra soffrire la sindrome da grande match mentre Fabian Ruiz si conferma giocatore indispensabile per il 4-4-2 ancelottiano (l’iberico svolge un po’ lo stesso ruolo di Colombo od Evani nel 4-4-2 dei tempi di Sacchi che il paffuto reggiano ha rispolverato). Per La Roma un punto che fa morale ma ancora tanti problemi per Di Francesco che a Napoli più che figlioccio di Zeman è sembrato il figlioccio di Fascetti!

Lazio – Inter 0-3

Prestazione autoritaria, da grande squadra dell’Inter che ha sbancato con pieno merito l’Olimpico confezionando tre pappine ad una Lazio che continua a fare acqua da tutte le parti contro squadre di una certa cifra tecnica. Grande merito ai nerazzurri comunque che hanno sciorinato una prova di grandissimo spessore come non la si vedeva da anni: squadra corta, triangolazioni palla a terra che hanno mandato in tilt il macchinoso 3-5-2 degli avversari. A mio avviso Spalletti deve puntare su João Mario nel ruolo di trequartista magari spostando il suo pupillo Nainggolan qualche metro dietro (o magari in panchina) giacché ai nerazzurri, già tosti e fisici dalla metà campo all’ingiù, in mezzo serve qualcuno che sappia giocare la palla al fianco di Brozović, giocatore che sa esaltarsi al fianco di chi sa giocare a calcio.

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