Questo campionato non s’ha da aprire: il Napoli infatti s’incarta nel più facile testa coda contro la bestia nera Chievo e lascia campo libero alla Juventus che si è fatta un solo boccone della Spal. Terza è sempre l’Inter che ha vinto in modo netto contro il Frosinone. La Lazio agguanta in extremis il Milan (facendo arrabbiare Salvini) e resta quarta mentre la sorpresa del campionato è il Parma, clamorosamente sesto in graduatoria, che ha superato la deludente e altalenante Roma. In coda scatti importanti per Udinese ed Empoli (cambiare allenatore è servito a qualcosa almeno per ora) che stacca il duo gialloblù composto da Frosinone e Chievo.

Champions ed Europa League

Sarà una settimana europea decisiva per i nostri club: in Champions League la Juventus non può fallire ed ha un’ottima opportunità di chiudere i giochi contro il Valencia; dubito che i bianconeri caleranno la tensione contro gli iberici e in questo caso l’1 sembra abbastanza scontato. Vittoria che sembra abbastanza scontata anche per il Napoli che riceve in casa la Stella Rossa, dopo il passo falso dell’andata gli azzurri non abbasseranno la guardia contro i serbi che in teoria però possono ancora sperare in una clamorosa qualificazione agli ottavi. La Roma infine riceve in casa un’altra squadra in crisi, il Real Madrid, anche se ritengo probabile che le meringhe si riscattino centrando un successo all’Olimpico. Infine l’Inter non può sbagliare a Wembley contro il Tottenham anche se credo che gli inglesi abbiano più esperienza internazionale e alla fine la possano spuntare. In Europa League il Milan ha il successo in tasca contro i modesti lussemburghesi del Dudelange: per la squadra del cuore di Matteo Salvini una bella opportunità di battere in ambito sportivo la squadra dell’ odiato ”ubriacone” Jean Claude Juncker. La Lazio gioca in trasferta sul campo dei ciprioti dell’Apollon Limassol, una buona occasione per blindare il secondo posto definitivamente.

Juventus – Valencia: 1

Napoli  – Stella Rossa: 1

Roma – Real Madrid: 2

Tottenham – Inter: 1

Milan – Dudelange: 1

Apollon – Lazio: 2

Udinese – Roma 1-0

Esordio positivo per Nicola sulla panchina dell’Udinese: i friulani infatti sono riusciti a sconfiggere l’altalenante Roma di questa stagione tornando al caro vecchio primo non prenderle (38% di possesso palla) associato a  pochi ma mortiferi contropiedi (tre tiri nello specchio e un gol). La squadra di Di Francesco continua a non convincere: traballante in difesa dove si sente la mancanza di un pilastro come Manolas con due terzini che non sanno difendere (Kolarov almeno è bravissimo ad attaccare, Santon manco quello!), bolsa in mezzo dove l’unico a correre e Pellegrini e infine spuntata davanti dove tra Schick e Justin Bieber Kluivert c‘è da piangere.

Juventus – Spal 2-0

Un gol su calcio piazzato (Ronaldo) ed uno su contropiede, scaturito dal più classico dei lancioni lunghi dalle retrovie (Mandžukić): la Juventus per aver ragione della Spal utilizza le armi più tipiche delle squadre provinciali e blinda così un campionato che sembra senza concorrenti. Occhio solo che al ritorno la vecchia Signora avrà da affrontare i big match tutti in trasferta e ciò potrebbe rivelarsi un intralcio.

Inter – Frosinone 3-0

Tris dell’Inter contro un Frosinone tutto sommato dignitoso che sullo 0-1 ha avuto un paio di occasioni per pareggiare confermando così i progressi delle ultime uscite. In casa nerazzurra Spalletti ha ancora volta la conferma che Lautaro Martinez si trova molto a suo agio con Keita al suo fianco, Politano infine si sta dimostrando un elemento molto valido capace di giocare non solo in campo aperto. Insomma Marotta ha una bella base dalla quale partire: ci riuscirà in un ambiente lunatico come quello nerazzurro senza protezioni potenti alle sue spalle?

Parma – Sassuolo 2-1

Tra una squadra che gioca in verticale ed in ampiezza (il Parma) ed una che invece mena più il pallone orizzontalmente (il Sassuolo), su un campo bagnato fradicio, è normale che vincesse la prima. Bella squadra il Parma, italiana sia per composizione (solo 4 stranieri su 21 giocatori convocati) che per gioco proposto, i biancocrociati saranno una bella mina vagante per tutto il campionato. Il Sassuolo per il suo tiki taka avrebbe bisogno del Gervinho della situazione per rompere la monotonia del suo gioco e non dei piedi quadrati di Boateng.

Napoli – Chievo 0-0

Il Chievo si conferma bestia nerissima del Napoli e strappa unghie ed i denti un pareggio che fa tantissimo morale anche se la classifica resta sempre disperata. Chissà, affidarsi ad un tecnico pelato come Mimmo Di Carlo come vuole la tradizione clivense (i capelluti D’Anna e Ventura avevano sfregiato la consuetudine) potrebbe essere la medicina giusta. Il pari finale è risultato abbastanza equo per quel (poco) che si è visto in campo: il Napoli nel primo tempo ha letteralmente ruminato calcio e si è svegliato solo nella ripresa quando i clivensi erano ormai sintonizzati in clima battaglia. Grave errore che un allenatore incredibilmente bravo come Ancelotti ha spesso compiuto nel corso della sua carriera: sottovalutare le partite contro le piccole.

Empoli – Atalanta 3-2

Due su due per Cappellino Iachini che ha letteralmente rivitalizzato l’Empoli, l’Atalanta dopo i troppi complimenti della scorsa settimana è capitolata sorprendentemente al Castellani perdendo una grossa opportunità per salire al sesto posto. E pensare che per la Dea sembrava una passeggiata di salute: avanti di due gol con gli empolesi che avevano sbagliato un rigore con Caputo i nerazzurri bergamaschi si sono appisolati sul più bello sottovalutando la cazzimia infusa da Iachini ai suoi. Questi’ultimo ha cambiato i connotati alla squadra toscana con i suoi soliti cliché: difesona a tre dietro e tandem agile d’attacco davanti dove La Gumina e Caputo sembrano intendersi a meraviglia.

Bologna – Fiorentina 0-0

Nel classico derby dell’appennino, tra due squadre con gravi problemi in attacco non poteva finire che in questo modo, con un insipido pareggio ad occhiali che non serve né ad una né all’altra squadra. In casa Bologna Super Pippo si è schierato a specchio contro i gigliati abbandonando la difesa a tre ed i miglioramenti non sono risultati tangibili. Nella Fiorentina invece è ufficiale la crisi di pareggite, ben cinque nelle ultime uscite.

Lazio – Milan 1-1

Solo all’ultimo secondo la Lazio è riuscita ad acciuffare un Milan super incerottato che all’Olimpico è sceso nella più classica modalità del “primo non prenderle”. Parliamoci chiaro, il Milan in queste condizioni con una difesa totalmente inventata e senza Higuain in attacco ha fatto quello che ha potuto, la Lazio ha  avuto una netta superiorità territoriale ma è una squadra che si esalta negli spazi e che contro avversari chiusi fa una fatica tremenda. Poi, pacifico, Gattuso non è stato ancora una volta impeccabile neei cambi, però il Capitano Salvini ha cercato di imitare l’amico/nemico Silvio nel momento più inopportuno della stagione rossonera. Poi tra l’altro Ringhio qualche anno fa aveva dichiarato la sua simpatia per la Lega dimostrandosi così un meridionale piuttosto atipico…

Genoa – Sampdoria 1-1

Giusto pareggio nel derby della Lanterna, nel catino infuocato di Marassi Genoa e Sampdoria hanno dato vita al classico match “all’inglese” che caratterizza le stracittadine genovesi: grande ritmo, intensità, occasioni da una parte e dall’altra. La Samp ha giocato bene fino al ventesimo poi però si è sgonfiata soffrendo il ritorno dei rossoblù che hanno trovato l’ennesimo gol di Piatek (anche se su calcio di rigore). L’X finale sta piuttosto stretto alla squadra di Preziosi mentre la Samp può dirsi soddisfatta per questo pareggino.

Cagliari – Torino 0-0

Quando in una partita il primo tiro in porta arriva alla fine del primo tempo e chiaro che al novantesimo il risultato sarà di zero a zero. Per il Torino l’ennesima occasione persa per raggiungere il sesto posto, i granata non hanno saputo approfittare delle assenze di Pavoletti e Castro, cioè due dei migliori giocatoi in rosa del Cagliari. In trasferta non perdono da nove partite, però con un gioco così monocorde sono destinati a restare sempre nella mediocrità.

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