Nell’ultimo turno prima di Natale Juventus e Napoli vincono ancora con il classico uno a zero (su Roma e Spal) mentre le sorprese negative arrivano dalle due milanesi: l’Inter viene raggiunta allo scadere dal Chievo mentre il Milan perde addirittura in casa contro la Fiorentina facendosi scavalcare al quarto posto dalla Lazio, vittoriosa contro il Cagliari. In ottica sesto posto da rimarcare il momento magico della Sampdoria (vittoria spettacolare ad Empoli) mentre Sassuolo e Torino si feriscono a vicenda perdendo entrambe una ghiotta occasione per avvicinarsi all’Europa dei poveri. In coda pareggi pericolosi per Udinese e Bologna mentre il Genoa vincendo sull’Atalanta si toglie momentaneamente dai guai.

Lazio – Cagliari 3-1

Dopo sette partite senza successi ritorna a vincere la Lazio e lo fa in modo netto, inequivocabile, convincente contro un Cagliari troppo incerottato (Srna, Barella, Pavoletti cioè lo scheletro della squadra) per poter creare insidie ai biancocelesti che sono stati abili a sbloccare subito la contesa per poi esaltarsi negli spazi lasciati incustoditi dagli avversari. Buona vittoria, ma l’impressione è che la squadra abbia ancora certi deficit strutturali (rosa corta, mancanza di qualità in mezzo e di una spalla di Immobile) che le impediscono di fare il salto di qualità, a meno che da gennaio non si svegli definitivamente Milinković-Savić (ritorno al gol piangente per lui!).

Napoli – Spal 1-0

Altra vittoria, di misura, sofferta per il Napoli ancelottiano che ha avuto il torto di segnare un solo gol (di testa su calcio d’angolo) ad una Spal che si è difesa in maniera impeccabile per poi sfiorare addirittura il pareggio nel finale, malino nel Napoli l’attacco dove i due pesi piuma si sono trovati in difficoltà contro l’arcigna difesa spallina la difesa giganteggiano Koulibaly, unico giocatore che Ancelotti non toglie mai (e chissà perché) e il ritrovato Meret, portiere che vale tutti gli Ospina ed i Karnezis di questa Terra, solo fosse meno fragile…

Milan – Fiorentina 0-1

Sconfitta che fa male e che ufficializza la crisi per il Milan di Gattuso che pure ha approcciato bene la gara mettendo la Fiorentina a difendersi nella sua metà campo, palesando però i soliti limiti nel gioco (va detto che con questi giocatori miracoli non li fa nessuno) dove se Suso e Chalanoglu (schierato mezzala come ai tempi di Montella) non fanno la solita giocata nessuno combina nulla. Poi Gattuso, sempre abbastanza limitato nel leggere la partita, ha cambiato modulo e la sua squadra ha perso lucidità anche se probabilmente, senza la giocata di Chiesa, la partita sarebbe finita con un altro zero a zero. Adesso la società ha due piste da percorrere: o caccia il calabrese limitandosi a qualche ritocco a gennaio oppure difende a spada tratta il tecnico apportando però notevoli correttivi in sede di mercato.

Genoa – Atalanta 3-1

Prima vittoria per Don Cesare Prandelli sulla panchina del Genoa che batte la solita altalenante Atalanta, squadra che alterna grandi prestazioni a momenti di black out totali. Anche questa volta, come ad Empoli, i bergamaschi sono passati avanti salvo poi dimostrarsi totalmente incapaci di gestire il match, ancora sugli scudi tra i genovesi il solito Piątek, autore di un gol e… mezzo (sul primo il tocco decisivo è di Toloi), con un attaccante così se Preziosi si trattiene dal vizietto di cederlo a gennaio la salvezza è in cassaforte.

Empoli – Sampdoria 2-4

Partita divertente ad Empoli dove la Sampdoria si è imposta ancora una volta grazie al momento d’oro del suo attacco (Ramirez, Quagliarella, il subentrato Caprari tutti in gol) che ha profittato di un paio di disattenzioni di Provedel, parso incerto su almeno la metà dei gol doriani. L’Empoli perde così una ghiottissima opportunità per allungare sulla terzultima piazza dimostrandosi squadra che gioca troppo bene per gli standard iachiniani.

Sassuolo – Torino 1-1

Altra occasione buttata alle ortiche per il Torino che non riesce a capitalizzare il gran gol di Belotti contro una diretta concorrente per l’Europa. Il Sassuolo ha però giocato meglio dei granata, dove Zaza e Belotti non sono ancora in sincronia, quindi l’ottavo pareggio stagionale per il Torino alla fine è giusto per quello che si è visto in campo.

Udinese – Frosinone 1-1

Pareggio pericoloso per l’Udinese contro un avversario (il Frosinone) contro il quale bisognava vincere a tutti i costi, il pareggio finale sta abbastanza stretto ai ciociari che hanno calciato nello specchio della porta di Musso ben sei volte contro il solo tiro in porta (one shot one kil) dei friulani che possono stare poco contenti questo Natale.

Parma – Bologna 0-0

Nulla di fatto nel derby emiliano, lo zero a zero finale ovviamente fa più felice il Parma che il Bologna che continua a pagare un attacco troppo scadente e spuntato. Se a Natale non arriverà un rinforzo decente per il settore offensivo non è che rivedremo Super Pippo Inzaghi con gli scarponcini addosso?

Chievo – Inter 1-1

Beffa atroce per l’Inter che si è fatta raggiungere allo scadere dall’intramontabile Sergione Pellissier che ha regalato a Chievo il sesto pareggio consecutivo (tutti con Mister X Di Carlo allenatore). I nerazzurri a Verona non sono affatto dispiaciuti, hanno giocato bene e creato occasioni su occasioni trovandosi di fronte il solito grande Sorrentino. Però se questa squadra non riesce ancora una volta a fare il fatidico salto di qualità non può essere un caso: giocatori come Nainggolan (parso in forma pietosa a Verona) ad esempio in un ambiente irrequieto come quello interista non possono convivere e non aveva nessun senso acquistarlo, un allenatore scafato avrebbe dovuto capire questo semplice constatazione e invece Spalletti si è comportato da allenatore provincialotto obbligando la società a farsi portare in dote il proprio cocco.

Juventus – Roma 1-0

Incomincia a farsi impressionante il dominio della Juventus: contro la Roma è finita uno a zero ma solo perché Olsen si è presentato (stranamente) in super forma all’Allianz Arena, ancora una volta quindi dominio totale dei bianconeri contro i quali la Rometta di quest’anno ha potuto solo fare la figura della provincia. Allegri l’ha vinta con il suo classico schema: cross da destra per l’inzuccata di Mandžukić sul secondo palo, arma semplice che però gli avversari non hanno ancora trovato un’arma per anestetizzarla. L’unica piccola nota negativa è Ronaldo, parso a corto di condizione (avrebbe bisogno di riposarsi il portoghese) la cui assenza per riposo dall’undici titolare potrebbe portare Dybala più vicino alla porta dato che adesso l’argentino è stato di fatto trasformato in un trequartista puro.

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