Per la seconda volta consecutiva alle nostre latitudini (fatto piuttosto inusuale) si è giocato a Santo Stefano, sarà stato il freddo o i troppi panettoni ingurgitati sta di fatto che la Juventus ha pareggiato nell’insidioso campo di Bergamo mentre il Napoli ha perso allo scadere il big match contro l’Inter. I nerazzurri possono quindi sorridere perché anche cugini rossoneri hanno pareggiato (altro zero a zero questa volta contro il Frosinone) avendo ora ben sette punti di margine dalla sorprendente Sampdoria del sempre più incredibile Quagliarella che ha scavalcato la squadra di Gattuso al quinto posto. Si è risollevata la Roma grazie al giovane asso Zaniolo (ora settima) mentre anche il Torino ha piazzato una bella zampata in ottica Europa League piegando nettamente l’Empoli. In coda si complica la situazione del Bologna, sconfitta in casa dalla Lazio mentre Udinese e Spal si annullano sullo zero a zero. Un due parole sui due casi della giornata e cioè la morte dell’ultras nerazzurro Daniele Belardinelli e gli ululati razzisti indirizzati al difensore del Napoli Koulibaly.  A mio avviso in Italia si ha un brutto vizio quando accadono episodi di questo tipo: prima si enfatizza la vicenda con tanto di gran cassa mediatica per poi non porvi alcun rimedio o correttivo facendo calare tutto nel dimenticatoio qualche settimana dopo. Episodi del genere vanno semplicemente eliminati alla radice sospendendo il match, individuando i responsabili di questi atti per poi esiliarli per sempre da un campo da calcio. Perché è solo che con le azioni che si riescono a risolvere i problemi combinati da un branco di poveri ignoranti (perché tali sono): vittimismi, grancasse mediatiche, processi e controprocessi servono solo ad alimentare tali fenomeni e non a scoraggiarli come invece si dovrebbe. Finché le società non avranno il coraggio di mettersi di traverso a certi personaggi sarà sempre la stessa storia.

Frosinone – Milan 0-0

Ancora un pareggio ad occhiali in trasferta per il Milan che non è riuscito a segnare nemmeno alla “corazzata” Frosinone. Nonostante la batteria di punte e mezze punte messe in campo da Gattuso il Diavolo è stato ancora una volta sterile ed inconcludente sciorinando il solito possesso palla (che è costato il gol poi annullato del Frosinone causa la classica palla persa in uscita) che va a sempre a spegnersi negli ultimi sedici metri. Alla fine dei conti i rossoneri, che vantano una potenziale bocca da fuoco da trenta gol a stagione, non segnano da 623 minuti con il migliore in campo che è stato ancora una volta Donnarumma (il che è tutto un dire!). La cosa che preoccupa di più è la fatica con la quale la squadra riesce a sbloccare le partite, sono addirittura due i mesi nei quali i rossoneri non sono mai riusciti a segnare nel primo tempo! La squadra sarà quel che sarà, gli infortuni pesano, però la conduzione tecnica è stata fino ad ora fallimentare, Gattuso lo sa bene e se ama davvero il Milan dovrebbe passare la mano oppure battere i pugni in società e chiedere rinforzi. Invece probabilmente andrà via Higuain, attaccante da doppia cifra che ha bisogno che la squadra giochi per lui (cosa che Gattuso non ha saputo fare fino ad ora), per un attaccante meno prolifico come Morata che però sa sbattersi ed è più consono al non gioco rossonero.

Frosinone – Milan 0-0

Se l’è vista brutta la Juventus a Bergamo contro una squadra, l’Atalanta gasperiniana, che è letteralmente agli antipodi a quella bianconera essendo una squadra veloce, molto fisica e che gioca di collettivo contro il gioco lento, compassato ed individualistico degli uomini in maglia zebrata. E’ successo così che la Juve è passata avanti con un punto dei suoi, un autogollonzo più che un gol, ma che poi sia stata come pronosticabile travolta dal gioco veloce e travolgente dei nerazzurri, Betancur che non è proprio velocissimo è andato in difficoltà e ha cavato un’espulsione. Sul 2 a 1, con un uomo in meno, solo gente come Ronaldo abituata a sgomitare in area poteva acciuffare un pareggio comunque d’oro. La Juve è in calo atletico, probabilmente studiato per arrivare in forma fino alla fine, quindi il pari di Bergamo può essere ben accolto: non si può sempre vincere!

Bologna – Lazio 0-2

Nel derby tra gli Inzaghi tra Pippo e Simone sorride il secondo che sembra aver tolto i suoi da un momento che sembrava di crisi profonda anche se il Bologna affrontato sembra davvero una squadraccia improponibile, senza capo né coda. La Lazio ha avuto ancora il merito di sbloccarla subito (su palla inattiva) per poi chiuderla comodamente nella ripresa, contro un avversario che di fatto non ha mai calciato nello specchio di porta biancoceleste.

Sampdoria – Chievo 2-0

E’ in un momento d’oro la Sampdoria, in un periodo della stagione dove di solito una squadra con l’attacco leggero potrebbe incontrare delle difficoltà la Doria sta invece letteralmente volando, poi se Quagliarella si inventa gol del genere diventa tutto più facile. Se nel 2019 continuerà così ipotizzo che il giocatore di Castellamare potrebbe essere capocannoniere alla fine della stagione un po’ come Toni, re dei bomber a 38 anni nel 2014/15. S’interrompe dopo sei pareggi consecutivi la lunga striscia di X del Chievo dell’ex (poco amato) Di Carlo.

Fiorentina – Parma 0-1

Il Parma è sceso sotto gli Appennini per fare barricate, come spesso gli capita, ed è tornato in Emilia con un bel regalone natalizio fuori tempo massimo! La Fiorentina infatti ha attaccato, attaccato ed ancora attaccato ma non ha cavato un ragno dal buco perché davanti non possiede giocatori in grado di perforare difese schierate. Giornataccia per Victor Hugo (pronunciato non so perché alla francese): erroraccio sul primo gol ed espulsione.

Torino – Empoli 3-0

Successo netto e squillante per il Torino che contro l’Empoli ha rischiato per la prima volta in questo campionato le tre punte (Iago trequartista Belotti e Zaza centrali) con successo perché i toscani sono tornati con tre gol sul groppone. Giornata da dimenticare per la banda Iachini che hanno dato l’impressione di essere andati in Piemonte in gita post natalizia, numeri impietosi per i toscani fuori dal Castellani: 9 partite 0 vittorie e 22 gol incassati.  

Roma – Sassuolo 3-0

Finalmente una prova davvero convincente per la Roma: il Sassuolo, la squadra che ha lanciato Di Francesco nel grande calcio, ha facilitato molto il compito dei giallorossi, però questo successo non è da sottovalutare. Sugli scudi Schick (che molto probabilmente partirà!) e soprattutto Zaniolo, il figlio di Igor sembra un Totti mancino, meno potente dal punto di vista fisico e un po’ più compassato. Il gol segnato con il più classici dei cucchiai è un bel viatico per mettersi sulle orme del Pupone.

Spal – Udinese 0-0

Non si fanno male Udinese e Spal, due squadre che a mio avviso rischiano grosso perché davanti segnano davvero con il contagocce. Partita abbastanza equilibrata e bloccata quella del Mazza con leggera prevalenza spallina ed un’Udinese che ha badato quasi esclusivamente a non prenderle come spesso le accade dopo il cambio di tecnico. Ci si può anche salvare in questo modo anche se è molto rischioso.

Cagliari – Genoa 1-0

Il Cagliari ritorna in formazione tipo (con gli azzurri Pavoletti e Barella) e trova un meritato successo contro un Genoa che invece si è presentato in Sardegna forse più rilassato dopo il successo sull’Atalanta, con questi tre punti i sardi sorpassano proprio i genovesi al tredicesimo posto.

Inter – Napoli 1-0

Veniamo ora all’incontro clou della serata, contraddistinto dai fatti incresciosi riportati in apertura. Sul campo il successo dell’Inter è stato meritato: i nerazzurri hanno infatti giocato in velocità muovendo bene il pallone mandando in tilt le linee avversarie. Spalletti, che non sarà un mostro di umiltà e di simpatia, come tecnico però ci sa indubbiamente fare e sta trasformando il divo Icardi da semplice uomo d’area a regista del settore offensivo (cosa che serve come il pane dato che è stato tagliato il trequartista). Male invece il Napoli: schierato con il solito 4-4-2 ha letteralmente offerto il settore di centrocampo agli avversari, in perenne superiorità numerica, poco felice anche la scelta di Carletto Ancelotti che ha puntato su Callejon esterno basso (scelta a mio avviso cervellotica). Nel secondo tempo come spesso accade l’Inter è calata e il Napoli, più quadrato e tosto con Maksimović terzino, è cresciuta di tono. L’espulsione di Koulibaly non ha più di tanto cambiato l’inerzia della gara, il Napoli ha avuto infatti l’occasione più grossa per passare ma sul ribaltamento di fronte Lautaro Martinez, giocatore che Spalletti dovrebbe prendere più in considerazione, ha firmato il gol del (meritato a mio avviso) successo nerazzurro.

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