Sipario già chiuso alla seconda giornata del 2019: il Napoli non va oltre lo zero a zero contro il Milan e la Juventus, sconfiggendo in rimonta la Lazio balza così a +11 chiudendo virtualmente i giochi. Se è già chiusa la questione scudetto al vertice, per nostra fortuna nelle altre posizioni della graduatoria i giochi sono aperti più che mai: l’avvento del nuovo anno sta portando decisamente male all’Inter che contro il Torino ha perso la seconda volta consecutiva: Milan, Roma (pareggio clamoroso in rimonta contro l’Atalanta) e la sempre più sorprendente Sampdoria ora sono più vicine rispettivamente a -5, -6 e -7. In coda il fragoroso poker del Frosinone sul Bologna ha di fatto riaperto i giochi: i ciociari ora sono ad un punto dai bolognesi, terzultimi, e a cinque dall’Empoli quintultimo. E’ stata una ventunesima giornata complessivamente gradevole e ricca di gol (ben trentasette!) ed emozioni, contraddistinta da numerose rimonte rocambolesche: clamorose soprattutto quelle dell’Atalanta (che ha recuperato tre gol alla Roma) e della Spal che fino al 70’ perdeva due a zero a Parma e che al novantesimo è uscita dal Tardini con i tre punti in saccoccia. Questi sono segnali da un lato che il calcio italiano ha smarrito forse definitivamente la sua storica anima difensivista e tatticista, dall’altro però che le nostre squadre hanno una maggiore attitudine a giocarsela a viso aperto e a non rassegnarsi una volta passate in svantaggio. Merito degli attacchi o demerito delle difese quindi? A mio avviso, osservando la classifica dei cannonieri, dominata da un arzillo trentaseienne (Quagliarella) e da quello che fino a pochi mesi fa era un autentico oggetto misterioso (Zapata) qualche piccola accusa alle difese le farei. Anche in questa giornata, sulle quasi quaranta reti segnate, molte con un’attenta fase difensiva avrebbero potuto essere evitate.

Sassuolo – Cagliari 3-0

Dominio assoluto del Sassuolo che ha letteralmente preso a pallate un Cagliari frastornato: i piastrellisti sono così tornati l successo dopo quattro mesi di digiuno tra le mure amiche. A mio avviso però più che merito della banda di De Zerbi è stato demerito degli inesistenti sardi che hanno subito addirittura nove tiri nello specchio della porta, insomma i tre gol subiti sono quasi pochi per quello che è stato l’andamento della partita.

Sampdoria – Udinese 4-0

Partita dall’andamento simile tra Sampdoria ed Udinese con una squadra (i padroni di casa) che hanno dominato in lungo ed in largo con l’altra (i friulani) che si è limitata a subire passivamente: statistiche impietose per la squadra di Davide Nicola (o Nicola Davide!) che a Marassi non ha mai calciato verso lo specchio di porta avversario. Complimenti a Ferrero per aver regalato Giampaolo un bel duo (Saponara e Gabbiadini) che si sposa alla perfezione con Quagliarella (che con il bis su rigore ha raggiunto un certo Batistuta): il primo rifinisce e s’inserisce, il secondo assicura più peso specifico in area e nelle progressioni. A mio avviso il Doria ha sulla carta uno dei migliori attacchi del campionato, i tifosi devono solo sperare che la fase difensiva (marchio di fabbrica di Giampaolo) continui ad essere impermeabile come le ultime uscite: se davanti si segna e dietro si subisce poco è lecito sognare.

Milan – Napoli 4-0

E’ finita zero a zero (l’unico di questa giornata ricca di gol), poteva finire tranquillamente uno a uno o due a due, poco cambiava: Milan e Napoli si sono assolutamente equivalse sul campo ed il pareggio finale è cosa giusta. Il grande ex Ancelotti però, a mio avviso, poteva venire a San Siro con una formazione un filino più logica: Callejon, Insigne, Mertens e Milik tutti insieme appassionatamente hanno di fatto scoperto la zona di centrocampo dove il duo d’ebano Bakayoko e Kessie è ha potuto fare legna quasi indisturbato. Al Diavolo manca decisamente un uomo d’area di rigore, su cui Gattuso potrebbe giocare i palloni lunghi tanto cari a lui, e mi chiedo se Piątek possa avere questi requisiti visto che mi sembra in tutto e per tutto un doppione di Cutrone come caratteristiche.

Chievo – Fiorentina 3-4

E’ successo di tutto tra Chievo e Fiorentina: doppio vantaggio viola, rimonta gialloblu, traverse e rigore parato e allungo finale della squadra viola griffato da un grande Chiesa. Come la scorsa gara il vantaggio iniziale dei viola griffato Muriel (che da solo ha cambiato da così a così l’attacco gigliato) ha fatto impazzire la partita con i toscani che si sono confermati micidiali in attacco ma allo stesso tempo imbarazzanti in difesa. Credo che sul due a due, se il Chievo non avesse cercato il tutto per tutto per vincere la partita, i viola non sarebbero riusciti a vincerla!

Atalanta – Roma 3-3

Spettacolo puro a Bergamo, tra due squadre che sono scese in campo con una mediana di soli due uomini e che di fatto hanno giocato uomo contro uomo in mezzo al campo per tutti i novanta minuti non poteva che venire fuori fuochi d’artificio infatti. La Roma è partita meglio sovrastando la difesa avversaria, poi però qualcosa si è spento in casa giallorossa e l’Atalanta, vincendo gran parte dei duelli in mezzo, è dilagata cogliendo una rimonta che avrebbe potuta essere ancora più clamorosa se Zapata non avesse ciabattato in tribuna un rigore. Va detto che due dei tre gol atalantini sono sulla coscienza di Olsen, armadio dell’Ikea chiamato da Re Mida Monchi a rimpiazzare uno dei migliori portieri del mondo, mah!

Parma – Spal 2-3

Sembrava tutto finito al minuto numero settanta: Parma comodamente in vantaggio di due gol e in apparente controllo del match. I crociati però non hanno fatto i conti con il grande cuore della Spal che ha incominciato a metterla sul fisico buttando palle alte in area che sono valse il pareggio. Nel finale di gara, quando tutti pensavano all’X finale un bolide di Fares ha regalato tre punti inaspettati agli estensi; in un campionato dove in coda si tende spesso a vincere poche volte tre punti di questa portata, ottenuti in questo modo, possono valere mezza salvezza o qualcosa in più.

Bologna – Frosinone 0-4

Uno dei punti più bassi della gloriosa storia del Bologna (in Serie A): farsi umiliare da una squadraccia come il Frosinone è una cosa inaccettabile che ha spinto Pippo Inzaghi ad un esonero forse tardivo. Va bene che i rossoblu sono rimasti presto in inferiorità numerica, però i ciociari hanno letteralmente dominato dopo l’espulsione di Mattiello facendo letteralmente quello che volevano sulle fasce. E poi Inzaghi sarà scarso come allenatore, ma certi erroracci clamorosi con tanto di attaccanti avversari che segnano indisturbati in area di rigore a difesa schierata, sono colpa di quelle pippe di giocatori che allenava. Lo Sputacchione Mihajlović però potrebbe essere un buon sostituto: il serbo è infatti un tecnico che sa esaltarsi con giocatori scarsi.

Torino – Inter 1-0

Non è ancora tornata in campo in questo 2019 l’Inter: a Torino è giunta una sconfitta abbastanza inopinata con l’attacco nerazzurro che ancora una volta è andata in bianco. Questo nonostante Mastro Spalletti  abbia rivoluzionato l’undici di partenza con la difesa a tre e le due punte davanti (Lautaro-Icardi, scelta che andava fatta prima). Il Toro dell’ex dal dente avvelenato Mazzarri però ha preparato bene la partita infoltendo la mediana e buttandola sul fisico, scelta che ha pagato perché i granata sono riusciti a vincere proprio sfruttando una pala inattiva. Entrambe le squadre, se vogliono migliorare la propria condizione, dovranno però per forza migliorare qual cosina là davanti, il materiale a disposizione fa pensare che non è un’impresa impossibile.

Lazio – Juventus 1-2

Per settanta minuti la Juventus è stata letteralmente presa a pallate da una Lazio arrembante, che ha interpretato molto bene il match non dando fiato ai campioni in mezzo al campo con un pressing continuo. Purtroppo i biancocelesti soffrono ancora della sindrome da “grande squadra” dato che Immobile e company, complice anche la bravura dell’impronunciabile Szczęsny, autore di un paio di parate d’istinto, non sono risuciti a mettere in ghiaccio il match. Peccato mortale perché il bischero Allegri con due semblici cambi (Cancelo e Bernardeschi, gli unici giocatori in grado di cambiare passo ad una squadra molto lenta) ha ribaltato letteralmente la partita e ad Inzaghino non resta ancora che leccarsi le ferite: guai mollare un centimetro a Ronaldo e compagni!

Empoli – Genoa 1-3

Il Genoa ha già dimenticato il bomber Piątek: ad Empoli i padroni di casa di Iachini hanno giocato mentre gli ospiti hanno colpito di rimessa con Kouamé e Lazović. Don Cesare Prandelli, dopo troppi voli pindarici in salsa tichitachesca, ha capito che in provincia deve tornare a badare alla sostanza ed il suo, sotto la Lanterna, lo sta facendo rispolverando il vecchio canovaccio di Firenze: difesa a quattro bloccata, una sola punta di ruolo (Kouamé) e con due fantasisti (Bessa, Lazović) di ruolo pronti a ruotare attorno ed un’ala di fatica a destra (Romulo), per la salvezza dovrebbe bastare ed avanzare.

 

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