In settimana si sono disputate le sette partite mancanti della ventisettesima giornata, sospesa per ¾ a causa della tragica scomparsa di Davide Astori. Una sola partita di cartello, il derby di Milano finito con un nulla di fatto, e tanti incontri secondari che non hanno portato grossi sconvolgimenti alla classifica.

Addio Ray!

Dopo Mondonico in questi giorni è venuto a mancare un altro grande protagonista del mondo del calcio, stiamo parlando di Ray Wilkins che è deceduto a soli 61 anni in seguito ad un infarto. Figlio di quella forte generazione di calciatori inglesi nati sul finire degli Anni Cinquanta che era costretta ad andare a giocare all’estero per poter emergere dalla mediocrità dell’allora First Division (quelli di Glenn Hoodle e Gary Lineker i casi più paradigmatici), Wilkins nell’estate 1984 passò da un club blasonato come il Manchester United ad un Milan che sotto la presidenza controversa di Giussy Farina stava vivendo uno dei periodi più difficili e mediocri della sua storia (assieme a lui fu anche acquistato anche l’ariete d’attacco Mark Hateley).

L’aveva voluto fortemente Nils Liedholm, che aveva bisogno di un classico regista compassato e dai piedi buoni per dare linfa alla sua famosa “ragnatela”. In tre stagioni l’inglese, pur militando in una squadra che stentava ad ergersi dalla mediocrità della metà classifica, lasciò comunque un ottimo ricordo presso la tifoseria rossonera che apprezzava in Wilkins la sua famosa tempra britannica e la sua capacità di essere leader ed esempio per gli altri giocatori.

Un giocatore del genere avrebbe meritato una chance nel Milan di Sacchi, ma il giovane tecnico romagnolo per attuare la sua rivoluzione copernicana non volle assolutamente trovarsi tra i piedi certi giocatori di spicco legati al predecessore. Smessi gli scarpini a quarant’anni, negli ultimi anni Wilkins era diventato il classico personaggio da dietro le quinte del mondo del calcio ricoprendo per tanti anni il ruolo di vice-allenatore nel “suo” Chelsea, cioè la squadra che giovanissimo l’aveva lanciato nel grande calcio.

Atalanta – Sampdoria 1-2

L’Atalanta si è suicidata un’altra volta in una partita che mi ha ricordato molto quella giocata al ritorno di Europa League contro il Borussia Dortmund. Contro una formazione, la Sampdoria, che fuori casa ha un ruolino da museo degli orrori, i nerazzurri di Bergamo sono riusciti addirittura a perdere collezionando un paio di errori difensivi sconcertanti che alla fine sono stati pagati a carissimo prezzo.

Udinese – Fiorentina 0-2

Partita tra due formazioni che stanno attraversando un momento di forma agli antipodi: la Fiorentina infatti a Udine, esattamente ad un mese dalla scomparsa del suo capitano Astori, ha centrato il quarto successo di fila (non succedeva dal 2015) mentre l’Udinese di Oddo è stata battuta per la settima volta consecutiva e a fine partita è stata fischiata dai propri tifosi, stufi di assistere in uno stadio tra i più belli del nostro campionato, ad una sorta di selezione di “giochi senza frontiere” che gioca più a rugby che a calcio.

Genoa – Cagliari 2-1

Vittoria allo scadere del Genoa sul Cagliari in un incontro condizionato molto dagli episodi anche se i genovesi hanno dimostrato tutto sommato di essere una squadra migliore dei sardi, con singoli più in salute e meglio schierata in campo, Lapadula ha segnato il primo gol su azione dopo tanti rigorini. Il Cagliari, nonostante la zavorra Lopez, riuscirà comunque a salvarsi.

Benevento – Verona 3-0

Il Verona con il tris incassato a Benevento di fatto è uscito dai giochi nel modo più inglorioso cioè senza lottare e dando l’impressione di non credere mai alla salvezza. I campani invece stanno onorando fino in fondo il campionato, per ora il record negativo dell’Ancona 2003/04 è stato almeno eguagliato, fatto che non era scontato dopo le prime dieci giornate.

Milan – Inter 0-0

E’ stato un derby abbastanza deludente quello tra Milan ed Inter, ai punti meritava di vincere la squadra di Spalletti che ha palesato un gioco migliore di quello milanista ed ha creato le occasioni da gol più grosse. Il borsino dice che la Beneamata sembra in crescita, sia fisica che di gioco, ma che se Icardi incomincia a mangiarsi gol come quelli di ieri diventa notte fonda perché alle spalle sue spalle manca completamente gente che abbia confidenza con il gol (Candreva, mille cross sbagliati, zero reti è l’esempio più lampante). Il Diavolo invece sembra in leggera involuzione soprattutto in mezzo al campo mentre in difesa Donnarumma continua a non dare sicurezza alla difesa dove almeno Bonucci pian pianino sta emergendo.

Torino – Crotone 2-1

Torrenziale successo del Torino sul Crotone che adesso è veramente nei guai, in casa granata otto gol segnati e solo uno subito in pochi giorni segno che se il Gallo canta tutta la squadra risponde in coro. Walterone Zenga invece sta rischiando di compromettere quanto di buono fatto da Nicola stravolgendo troppo il lavoro del predecessore.

Chievo – Sassuolo 1-1

Pareggio scontato alla vigilia tra Chievo e Sassuolo e alla fine pareggio è stato! Ciò che lascia perplessi è il modo in cui è arrivato cioè all’ultimo minuto con gli emiliani in nove uomini! Il padre della patria calcistica Buffon diceva “meglio due feriti che un morto”, chi scrive però in questi casi preferisce citare l’andreottiano “a pensar male qualche volta ci si azzecca”.

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