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Dries Mertens, esultanza

Tabellino

ROMA-NAPOLI 1-2 (0-1)

MARCATORI: Mertens (N) al 26′ p.t.; Mertens (N) al 5′, Strootman (R) al 44′ s.t..

ROMA (4-2-3-1): Szczesny; Rüdiger, Fazio (dal 7′ s.t. Bruno Peres), Manolas, Juan Jesus; De Rossi (dal 34′ s.t. Paredes), Strootman; El Shaarawy (dal 7′ s.t. Salah), Nainggolan, Perotti; Dzeko (Alisson, Lobont, Mario Rui, Emerson, Vermaelen, Grenier, Gerson, Totti). All. Spalletti.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysay, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Rog, Jorginho (dal 21′ s.t. Diawara), Hamsik (dal 34′ s.t. Milik); Callejon, Mertens (dal 29′ s.t. Zielinski), Insigne (Sepe, Rafael, Maggio, Maksimovic, Chiriches, Strinic, Giaccherini, Allan, Pavoletti). All. Sarri.

ARBITRO: Banti di Livorno.

NOTE: spettatori 30.909, incasso 1.142.991 euro. Espulso Sarri al 25′ s.t. Per proteste. Ammoniti: Rog, Manolas e De Rossi per gioco scorretto, Ghoulam per comportamento non regolamentare, Perotti per simulazione. Angoli: 7-6. Recupero: 0′ p.t., 5′ s.t..

L’analisi

In Roma-Napoli, il match più atteso della 27esima giornata del Campionato di serie A, gli uomini copertina sono stati due. Entrambi giocavano con la casacca bianca napoletana.

Il primo è stato il portiere Pepe Reina. Già, perché dopo la serataccia e le figure barbine mostrate martedì sera a Torino contro la Juventus in Coppa Italia, l’ex numero uno del Liverpool si riscatta e si riprende la scena. Praticamente inoperoso fino al 70′, l’estremo difensore campano alza le barricate contro la reazione d’orgoglio dei giallorossi e, in pieno recupero, con una parata a metà tra fortuna e bravura, strozza l’urlo dei tifosi di casa. Ma è giusto così, alla fine, perché sarebbe stata una beffa incredibile per i suoi.

Il secondo è Dries Mertens. Non le abbiamo scoperte sicuramente ieri le grandi capacità tecniche del belga, adattato quest’anno da Sarri, per necessità e per volontà, a nuovo centravanti vista la partenza di Higuain, la lunga assenza per infortunio di Milik, la continua panchina di Pavoletti. Con la doppietta all’Olimpico sale a quota 18 centri in Campionato, e ci si chiede perché non sia stato usato dall’inizio anche nella coppa nazionale, vista la forza fisica della difesa juventina. Come quella romanista. Mistero.

La partita

Ma il Derby del Sole è stato anche altro. La partita della Roma che non ti aspetti, praticamente assente per un tempo abbondante e poi padrona del campo. Del Napoli che non ti attendi, reduce da due pesanti ko, bravo a sfruttare le falle della difesa della vicecapolista – guardare il primo goal per crederci, con Fazio in vacanza anticipata – a giocare in contropiede come è nel suo dna, a difendersi con le unghie e i denti quando c’è stato da soffrire.

È stata anche la gara dei suicidio di Spalletti, che dovrà fare un lungo e minuzioso seminario per spiegare la scelta di rinunciare inizialmente a Salah (il suo ingresso, e non solo per il palo, ha fatto tremare il Napoli) e quella di ritornare alla difesa a quattro mettendo in soffitta quella a tre e il 3-4-1-2 che aveva dato certezze e garanzia di solidità, oltre a un filotto di successi consecutivi.

Ma, al di là delle scelte tattiche e tecniche, la sconfitta di ieri – la prima a domicilio, dopo 15 vittorie consecutive – significa alzare (definitivamente) bandiera bianca per la corsa al Tricolore. La Juventus oggi potrebbe allontanarsi a dieci punti, e vuol dire riaprire la corsa per il secondo posto in Campionato (non è cosa da niente, si va direttamente in Champions e sono soldini che entrano), con il Napoli che torna a -2.

In una delle settimane più importanti della stagione, insomma, la Roma ha sbandato, compromettendo la Coppa Italia e dicendo addio allo scudetto.

Giovedì c’è il Lione in Europa League, diventata più importante del previsto.

Calo fisico? No, una paurosa e dannosa sbandata mentale, non nuove dalle parti di Trigoria, e deleterie per chi vuole cucirsi addosso il triangolino di Campione d’Italia.

Il Napoli, invece, dopo un periodo di appannamento, di nervosismo e di eccessive polemiche, torna a sorridere, e lo fa proprio alla vigilia del match dell’anno: il ritorno contro il Real Madrid al San Paolo, in programma martedì.

A Castelvolturno adesso sarà tornato il sereno?

Le pagelle

I top

Rog: il ragazzino classe ’95 dimostra di non avere brodo nelle vene. Utilizzato soltanto in Coppa Italia contro lo Spezia, il centrocampista ha giocato contro Juventus e Roma, districandosi molto bene.

Speriamo che Sarri abbia preso bene appunti.

Salah: Spalletti decide di tenerlo in naftalina per 51′ preferendogli El Sharaawy, toppando alla grande. Il suo ingresso dà un’altra velocita ai suoi, e il Napoli soffre. Sta ancora imprecando per il palo colpito.

I flop

Fazio: grave la sua dormita in occasione del primo goal di Mertens. È l’emblema di una Roma ieri distratta in difesa.

Spalletti: Sbaglia la formazione iniziale, quando decide di tornare alla difesa a quattro. Ma fu proprio il 3-4-2-1 all’andata a mettere in difficoltà il Napoli al San Paolo. Nel secondo tempo corre ai ripari, ma è troppo tardi.

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