La ventottesima giornata ha sancito il record di gol (ben 42!) e la prima sconfitta stagionale della Juventus che è crollata a Marassi dopo l’impresa infrasettimanale contro l’Atletico Madrid. Il Napoli ne ha così profittato portandosi a -15, distacco comunque abissale. Risorge invece l’Inter, nel momento più difficile della stagione, vincendo con pieno merito il derby contro il Milan: Spalletti con questo successo ha così risorpassato Gattuso che ritorna così -2. Le due milanesi possono comunque dormire sonni tranquilli in ottica quarto posto perché dietro di loro solo la Lazio ha vinto (in goleada contro il Parma): il Torino ha addirittura perso in casa mentre l’Atalanta non è andata oltre il segno X contro il fanalino di coda Chievo. In coda successi pesantissimi per Spal, Bologna ed Empoli che di fatto ha condannato il Frosinone nello scontro diretto.

Champions ed Europa League: sempre loro due!

Una Champions League ancora nel segno di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo: i due campionissimi hanno infatti scritto un’altra importantissima pagina nella massima competizione europea per club. Il portoghese è stato il mattatore assoluto nella rimonta della Juventus sull’Atletico Madrid. Classica partita da dieci e lode per la banda di Allegri che non ha sbagliato praticamente nulla con l’adozione del 3-5-2 (perfetto contro il 4-4-2 cholista come anticipato) nel quale Can faceva l’elastico tra difesa ed attacco. Il gioco ampio e tambureggiante della Vecchia Signora ha letteralmente mandato in tilt i materassai che non l’hanno letteralmente mai vista, la differenza però l’ha ancora fatta CR7, implacabile ed immarcabile in area di rigore. Nelle altre sfide come detto spettacolare Messi contro il Lione (due gol e due assist) nella manita finale rifilata ai transalpini, spettacolare Manchester City che ha travolto con sei pappine lo Schalke 04, gran partita a Monaco del Liverpool che ha sbancato con pieno merito l’Allianz Arena, con i bavaresi che sono parsi decisamente a fine ciclo. In Europa League sconfitta indolore del Napoli a Salisburgo, il 3 a 1 finale ha confermato però che gli austriaci sono stati comunque un avversario di rango mentre l’Inter con una prestazione imbarazzante  è stata giustamente battuta in casa dall’Eintracht Francoforte, per i nerazzurri eliminazione meritatissima. Nelle prossime puntate cercheremo di fare qualche pronostico sui quarti di finale di Champions e sugli ottavi di Europa League, una cosa è certa: solo Napoli e Juventus saranno a rappresentare lo stivale.

Cagliari – Fiorentina 2-1

Il Cagliari in casa è lontanissimo parente di quello arrendevole in formato trasferta, a farne le spese questa volta è stata una Fiorentina assolutamente irriconoscibile, disastrosa soprattutto nei centrali difensivi apparsi completamente impacciati sui traversoni e sulle palle inattive dei sardi, la viola a parte un contropiede imbroccato nel finale da Chiesa ha fatto poco o nulla, peccato perché con un risultato positivo i viola potevano rilanciarsi in ottica settimo posto.

Sassuolo – Sampdoria 3-5

Festival del gol a Reggio Emilia tra Sassuolo e Sampdoria, dopo l’ottima prova contro il Napoli gli emiliani sono andati in tilt contro i doriani che oltre a Quagliarella (altro gran gol per lui) ha mandato in gol altri quattro giocatori. La Samp, che ama molto il fraseggio per vie centrali è una squadra che va a nozze contro compagini che giocano corte come i neroverdi che giocando a ritmo più compassato dei blucerchiati sono finiti completamente in loro balia. Assolutamente inadeguata la fase difensiva di De Zerbi!

Spal – Roma 1-2

Non è ancora arrivato l’effetto dell’aggiusta tutto Ranieri in casa Roma: a Ferrara i giallorossi infatti sono parsi tali e quali di quelli dell’era Di Francesco. Travolti dai ritmi frenetici e volitivi della Spal, i capitolini hanno mostrato di non essere in grado di giocare con il 4-4-2 tanto caro a Ranierone. Davanti il duo pachidermico Džeko-Schick non si integra a vicenda, sulla fascia abbondano gli esterni che non consocono il verbo difendere mentre in mezzo al campo il duo di centrocampo è sovente troppo solo. Insomma, c’è davvero tanto da lavorare per Er Fettina.

Torino – Bologna 2-3

Dopo sette risultati utili consecutivi si ferma la grande rincorsa del Torino con l’ex Mihajlović che fa un bello sgambetto al tecnico che l’ha rimpiazzato sulla panchina granata. Grande partita davvero quella del Bologna che ha saputo ribaltare l’iniziale svantaggio con una prova di grande carattere. Il Toro è stato abbastanza sfortunato, davanti alla porta rossoblu i granata hanno sbagliato parecchio mentre in difesa si sono fatti infilare con troppa facilità come ai bei tempi in cui sulla panchina del Toro si sedeva il serbo. Migliore in campo il Codino Palacio, giocatore ormai che ha l’età giusta per i giardinetti che però a sprazzi è ancora capace di illuminare con la sua classe. In un campionato del genere basta imbroccare qualche partita per dire la propria per la salvezza.

Genoa – Juventus 2-0

Prima sconfitta stagionale per la Juventus che dopo l’impresa di martedì è crollata sotto i colpi del Genoa, autentica rogna della Vecchia Signora in questi ultimi anni soprattutto a Marassi. Don Cesare Prandelli l’ha preparata molto bene la gara al fronte di un avversario che invece ha affrontato la sfida come una sorta di rottura di scatole: 4-3-3 in fase d’attacco, 4-4-2 in fase difensiva con raddoppi costanti per evitare l’inferiorità numerica. La differenza, in positivo, alla fine l’hanno fatta l’ex Sturaro e il grande vecchietto Pandev, per la Juve una sconfitta comunque indolore perché adesso la grande priorità è la coppa con le grandi orecchie.

Lazio – Parma 4-1

Il Parma, che ormai non ha nulla da chiedere al proprio campionato, è sceso letteralmente in formato gita all’Olimpico e la Lazio si è riscattata con il redivivo Luis Alberto: dopo neanche quarantacinque minuti i biancocelesti conducevano infatti già di ben quattro lunghezze. Successo importante per Inzaghino perché  i suoi adesso, senza l’impaccio dell’Europa possono seguire a fari spenti le due milanesi per un insperato aggancio al quarto posto.

Atalanta – Chievo 1-1

Occasione sprecata per l’Atalanta che è andata letteralmente a sbattere contro il muro messo in campo da un dignitosissimo Chievo. Le due squadre hanno di fatto giocato rigorosamente a coppie a tutto campo con i soli due trequartisti (Giaccherini e Gomez, arretrato da qualche settimana da Gasperini) liberi di spaziare. Meggiorini ha confermato di essere un attaccante che segna ogni morte del Papa (Bergoglio tocchi pure ferro) ma quando gonfia il sacco lo fa sempre con perle d’autore.

Empoli – Frosinone 2-1

Un ottimo primo tempo è bastato ed avanzato all’Empoli per risolvere la pratica Frosinone che si è svegliato tardivamente nel finale, Andreazzoli è tornato in punta di piedi sulla panchina dei toscani non stravolgendo il lavoro del predecessore ed ha così confermato che il nuovo tecnico porta sempre punti in dote. Ora però i toscani dovranno anche normalizzarsi come squadra, soprattutto in difesa.

Napoli – Udinese 4-2

E’ bastato un Napoli tutto sommato normale e abbastanza sbadato in difesa per avere la meglio dell’Udinese che, dopo un ottimo primo tempo, si è progressivamente seduta nella ripresa. Se i friulani avessero giocato con lo spirito e la gagliardia dei primi quarantacinque minuti sono sicuro che sarebbero riusciti a cogliere il pareggio, bravo comunque Ancelotti ad aggiustare qualche cosa nell’intervallo.

Milan – Inter 2-3

Non è stato un derby squisito dal punto di vista tecnico, come le ultime stracittadine del resto, però quante emozioni e che ritmo incalzante! L’Inter, lontanissima parente della squadra “ammirata” giovedì contro l’Eintracht, ha dimostrato di essere una squadra che senza Icardi davanti è capace di giocare in velocità e con imprevedibilità. Lucianone Spalletti, che si esalta spesso con squadre di questa caratura, ha piazzato Vecino libero di fluttuare alle spalle di Bakayoko e per un mezzo, nonostante la superiorità numerica a centrocampo (tre contro due) Gattuso per quarantacinque minuti non ci ha capito una beata fava e deve solo ringraziare la clemenza degli attaccanti nerazzurri se la sua squadra ha chiuso sotto di un solo gol. Nella ripresa però i rossoneri, dopo il raddoppio di de Vrji hanno tirato fuori gli artigli chiudendo con un furibondo assalto alla porta avversaria, Cutrone davanti allo spaesato Piątek (non per colpa sua) ha dato più mordente all’attacco ma non è bastato: ha vinto con merito la squadra più forte sulla carta e meglio messa in campo.

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