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La Serie A in numeri: Napoli fa filotto, Milan sosta indigesta, Verona sconfitta storica

La 3ª giornata di Campionato, oltre a certificare un predominio iniziale di Juventus, Napoli e Inter (e non è un caso, perché sono quelle che più di tutte hanno mantenuto la stessa struttura di squadra), ha lasciato in eredità alcune situazioni interessanti, oltre che alcuni elementi statistici non di poco conto.

Il voto più alto di domenica spetta alla Lazio (10+), non tanto perché ha battuto il Milan (voto 0), facendogli scoprire che c’è ancora tanto da pedalare a Milanello per poter lottare per la Champions League, ma per il modo in cui si è sbarazzata dei rossoneri. Quattro goal, partita preparata nei minimi dettagli, mentalità da grande squadra, importante simbiosi con l’allenatore. Una precisa risposta a chi pensava che, un mese fa o giù di lì, i Campioni d’Italia avevano lasciato la Supercoppa soltanto per puro caso.

Personalmente, vista anche l’Europa League, non credo che i biancocelesti potranno ripetere l’annata scorsa, causa una rosa ridotta al lumicino, ma nel frattempo si tolgono soddisfazioni. E Simone Inzaghi ha imparato anche a battere le grandi. Non male, per chi è stata una scelta di scarto di Claudio Lotito.

Però c’è un dato statistico che potrebbe incoraggiare. L’ultima volta che la Lazio ha fatto quattro goal al Milan correva la stagione 1999/2000. Finì 4-4, certo, ma poi fu tricolore a Formello…

Voto 10 anche all’Inter di Luciano Spalletti e a Paulo Dybala. I nerazzurri non avevano una sfida impossibile (ma la Spal ha creato, eccome se ha creato), ma sorprende come già si veda la mano del tecnico di Certaldo. Nella fase di possesso palla, di organizzazione di gioco, di fase difensiva e offensiva. E un certo Skriniar si sta rivelando tutt’altro che uno sprovveduto. Il vero acquisto, però, potrebbe essere Perisic, mai visto così forte dall’arrivo in via Durini. E Mauro Icardi ringrazia.

Inizio scoppiettante di Campionato anche per la Jola bianconera. In una Juventus che ha ancora molto da registrare, è lui che la sta portando per mano. Ma per favore, basta a paragonarlo a Messi e/o Neymar, gli si fa soltanto del male.

Nel Napoli (voto 8) – a proposito, è la prima volta che Sarri fa tre su tre nelle prime tre partite di stagione -, di cui si parla tanto di Mertens, Callejon, Hamsik, c’è un giocatore che va segnalato: Lorenzo Insigne.

Statistiche alla mano, infatti, lo Scugnizzo napoletano ha preso parte a nove goal nelle ultime sette presenze in serie A (quattro goal, e cinque assist). E l’averlo resuscitato, dopo anni cupi e di infortuni con Mazzarri e Benitez, è il grande merito del tecnico toscano.

Dieci invece è il numero consecutivo di successi degli azzurri, preliminari di Champions inclusi.

Incredibile anche quello che è successo a Verona, sponda Hellas. La Fiorentina di Stefano Pioli ritrova vittoria e sorriso sommergendo di reti i malcapitati scaligeri di Fabio Pecchia.

E qui, al Bentegodi, sono due i dati da segnalare: è la prima volta nella sua storia che il Verona perde con più di quattro goal di scarto in serie A.

La viola, invece, soltanto nel primo tempo è riuscita a tirare otto volte verso lo specchio della porta, e ha eguagliato il record della stagione 2005-2006.

Il Benevento, invece, ancora al palo, se la deve prendere anche con la sfortuna, perché tra Sampdoria, Bologna, Torino, ha già collezionato 15 tiri in porta in tutte e tre le partite disputate, ma ha fatto soltanto un goal. Quello di Ciciretti contro i doriani all’esordio.

Il Milan, invece, deve prendersela con Vincenzo Montella. L’aeroplanino non ha ancora capito – legittimo, per carità, visto che a Milanello è accaduto uno tsunami in estate – come disporre i suoi nel migliore dei modi.

Personalmente, sono convinto più dell’utilità del 4-3-3 che del 3-5-2, ma bisogna capire bene gli interpreti e lo spirito con cui si scende in campo.

Avrà bisogno ancora di tempo l’ex allenatore di Catania, Fiorentina, Roma e Sampdoria per mettere su una squadra che sia tale, ma il tempo gli è tiranno.

Meglio riguardarsi più e più volte la figuraccia di ieri, che certifica come i rossoneri odiino la prima partita dopo la sosta di settembre per le Nazionali. Negli ultimi dieci anni, infatti, il diavolo ha vinto soltanto una volta dopo la sosta settembrina. Stagione 2014-2015: Parma-Milan 4-5, e che sofferenza. E che goal di tacco di Menez.

Tutto negativo, allora? In via Turati si possono consolare con le statistiche. Negli anni in cui il Milan ha comprato un capitano biancoceleste, ha poi vinto in Europa. È successo con Alessandro Nesta nel 2003 e con Massimo Oddo nel 2007. Due Coppe dei Campioni. Lucas Biglia farà tris, anche se è Europa League?

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