Serie A: Napoli, colpo gobbo a Torino

È successo davvero l’imponderabile in questa trentaquattresima giornata di campionato: il Napoli ha infatti sbancato lo Juventus Stadium di Torino con un gol all’ultimo minuto di Koulibaly e adesso la squadra di Sarri è a solo una lunghezza dalla capolista Juventus. In  questo momento del campionato, quando mancano quattro giornate dal termine, personalmente vedo il Napoli favorito sulla Juventus, visto che vanno di moda le percentuali dico 60% Napoli e 40% Juventus. E’ vero che entrambe le squadre non dovranno sbagliare un colpo nel prossimo mese ma il Napoli ha un calendario abbastanza agevole sulla carta mentre la Juve dovrà cuccarsi due trasferte rognosissime contro Inter e Roma, due squadre che storicamente hanno poco in simpatia i colori bianconeri i cui tifosi faranno uno tifo scalmanato per la banda sarri. I campani giocheranno con il morale a mille e con un’intera città che caricherà la squadra per l’impresissima, i piemontesi invece dovranno vedersela contro l’altra metà d’Italia che non ama la società degli Agnelli. Dubito che questa Juventus, in vistoso calo atletico e con problemi di spogliatoio, possa avere gli attributi di uscire indenne da Roma o Milano. L’altro tonfo di questa trentaquattresima giornata è stato quello del Milan che è stato battuto in casa dal sorprendente Benevento di De Zerbi: ora i rossoneri sono stati superati al sesto posto dall’Atalanta, vittoriosa in scioltezza sul Torino. In chiave Champions invece tutte vittoriose Roma, Lazio ed Inter: una di queste tre squadre però sarà costretta a fare l’Europa League. Nei bassifondi invece la sorpresa, se così si può chiamare, è l’undicesima sconfitta consecutiva dell’Udinese che ha permesso ora al Crotone di lasciare la scomoda terzultima piazza alla Spal. Anche qui sarà lotta serrata fino all’ultima giornata.

 

Questa settimana sarà a dir poco cruciale anche in Europa perché si giocheranno le semifinali di andata di Champions ed Europa League. La Roma è attesa da una storica quanto insidiosa trasferta in quel di Liverpool, per Di Francesco non sarà assolutamente facile preparare questa trasferta nella tana dell’ex Mimmo Salah: i Reds sono una squadra totalmente agli antipodi dal Barcellona incontrato all’Olimpico. Se contro lo statico 4-4-2 dei blaugrana aveva senso giocare con tre difensori in difesa e due attaccanti fisici davanti, contro il 4-1-4-1 di Klopp servirà soprattutto blindare le fasce e lasciare Džeko in attacco a fare da unica boa centrale. Prevedo una sconfitta di misura per i giallorossi (credo 2-1) che però potranno giocarsi la qualificazione al ritorno. Nell’altra semifinale invece vedo molto equilibrio tra Bayern Monaco e Real Madrid, probabile che si ripeta la doppia sfida del 2011/12 che vide i bavaresi imporsi ai calci di rigore al Bernabeu. Allora c’era Mourinho sulla panchina madrilena mentre oggi c’è Zidane, alla guida del Bayern invece c’era e c’è tuttora il vecchietto terribile Jupp Heynckes: se i castellani sognano la terza Champions di fila, cosa non riuscita a nessuno con la nuova formula, il vecchio Jupp da parte sua sogna il suo personale terzo trionfo europeo (il primo confezionato proprio con il Real nel 1997/98 ai danni proprio della Juve di Zizou) per chiudere nel modo migliore una carriera leggendaria quanto sottovalutata sia come attaccante che come tecnico. Sia tedeschi che spagnoli sono squadre simili: portieri abbastanza scarsi in porta (Neuer è ancora out), buona fase difensiva, tanta qualità in avanti anche se un po’ datata (Ribery, Robben e Ronaldo sono tutti sopra la trentina). Credo che finirà proprio come nel 2012: 1-1 sia all’andata che al ritorno, solo che ai rigori vincerà il Real con rete decisiva di Sergio Ramos che allora scaraventò il tiro dal dischetto in tribuna…  In Europa League invece mi gioco la finale per i Red Bull Salisburgo, che vedo favoriti sul Marsiglia, mentre nell’altra sfida sarebbe bello che Wenger si congedi dall’Arsenal con un trofeo europeo ma credo che alla fine la spunterà il più solido Atletico del Cholo.

Spal – Roma 0-3

S’interrompe contro la Roma la lunga striscia di pareggi della Spal, a Ferrara Di Francesco ha fatto riposare i titolarissimi De Rossi, Džeko e Florenzi e la cosa non si è fatta avvertire in campo  perché la Maggica ha dominato il suo modesto avversario. L’occhialuto Difra ha capito che la sua squadra soffre molto la lentezza del centrocampo e così, come il predecessore, ha spostato Nainggolan sulla linea degli attaccanti giocando di fatto con quattro mediani e non con tre, una mossa del genere potrebbe essere riproposta anche a Liverpool. Si è svegliato anche Schick che a Ferrara ha siglato un gol e ha servito un assist, difficile però che parta dal primo minuto in Inghilterra contro gli assatanati rossi di Kloppo.

Sassuolo – Fiorentina 1-0

Si è fermata la rincorsa della Fiorentina che ha regalato tre punti che permettono al Sassuolo di blindare definitivamente la salvezza. Dopo la morte di Astori e la lunga risposta sull’onda di questo tragico avvenimento i viola stanno scaricando le pile anche perché davanti tra il Cholito e Falcinelli c’è da piangere una valle di lacrime. Iachini invece si gode il gioiellino Politano, giocatore in stato di grazia che ha dimostrato di saper segnare anche gol di pregevole fattura come quello siglato ai toscani che possono lamentarsi per l’espulsione troppo frettolosa di Dabo dopo mezzora.

Milan – Benevento 0-1

La prima sorpresa della serata arriva da Milano dove il Benevento, dopo aver colto il suo primo punto in Serie A contro i blasonati rossoneri all’andata, al ritorno si è tolto il lusso di questo storico e tutto meritato successo alla Scala del calcio. Dopo la Cavese del 1982/83 un’altra cenerentola campana riesce nell’impresa di violare San Siro. I campani di De Zerbi, oltre che essere migliorati nella manovra e nella circolazione della palla, hanno fatto registrare anche notevoli progressi nell’impostazione difensiva. Va detto che questo Milan non ha attaccanti seri e che la scelta di Gattuso di schierare un inedito 4-4-2 con tanto di doppio centravanti non ha dato i frutti sperati. A proposito di Ringhio, che è stato particolarmente duro con i suoi giocatori in sala stampa, gli consiglio di tapparsi la bocca in pubblico perché fare dichiarazioni forti davanti a microfoni e telecamere è sconveniente visto che i bamboccioni di oggi potranno andare dal proprio procuratore a lamentarsi di quanto sia brutto, sporco e cattivo il calabrese. E se non ti chiami Mourinho o Guardiola, nel calcio di oggi anche un campione del mondo come Gattuso potrebbe avere i suoi bei problemi a nuotare in mezzo a certi pescecani.

Cagliari – Bologna 0-0

Non è successo praticamente nulla tra Cagliari e Bologna: i sardi in settimana avevano fatto turnover a San Siro rimediando una figura barbina contro i nerazzurri, contro gli emiliani Ciuffettino ha riproposto l’undici preferito ed il risultato è stato che i suoi prodi, a parte un’occasione divorata da Pavoletti, non hanno mai impensierito la porta avversaria. Donadoni ha incartato i sardi mettendosi a specchio (3-5-2) con il tandem leggero Palacio-Verdi davanti a dare fastidio alla macchinosa difesa sarda e alla fine ha colto un meritato pareggio.

Lazio – Sampdoria 4-0

Successo rotondo per la Lazio che ha annichilito con una quaterna la Sampdoria, una delle peggiori squadre per rendimento in trasferta di questo campionato. Senza Quagliarella l’attacco di Giampaolo non ha né guizzi né inventiva, in più il centrocampo (settore più forte della compagine ligure) è stato letteralmente travolto da quello biancoceleste che può vantare tanti giocatori estrosi ed intercambiabili (se gioca male uno entra un altro) alle spalle del bomber Immobile.

Chievo – Inter 1-2

L’Inter vince sul campo del Chievo ma quanta sofferenza! Specie nel primo tempo i nerazzurri (in campo con un’improbabile completo grigio) hanno sofferto le pene dell’inferno contro il tandem in formato peso mosca dei veronesi che hanno obbligato il solito Handanovič a degli straordinari inaspettati. Nel secondo tempo la banda Spalletti ha piazzato un micidiale uno due con il solito Icardi e con una bella azione tipica da calcio spallettiano finalizzata dall’incostante Perišić. Non credo però che l’Inter vista a Verona possa entrare tra le prime quattro squadre visto il rendimento al di sopra delle attese delle due romane, per quanto riguarda il Chievo a mio avviso i veneti sono i miei personali candidati per la terzultima piazza assieme alla Spal: entrambe le squadre segnano troppo poco in attacco anche se credo che i vicini d’Emilia siano più convinti di farcela e più in forma dal punto di vista fisico in questo finale di stagione. I mussi però dalla loro hanno tanta, molta esperienza.

Udinese – Crotone 1-2

Ennesimo incredibile crollo dell’Udinese che contro il Crotone centra l’undicesima sconfitta consecutiva mettendo ora nel mirino il Brescia del 1994/95 che perse ben quindici partite di seguito dalla ventunesima alla trentaquattresima giornata. I friulani hanno iniziato bene il match pressando forsennatamente il Crotone e siglando il meritato vantaggio con il solito Lasagna, giocatore ormai imprescindibile per l’attacco bianconero. Il Crotone però ha saputo riequilibrare presto l’incontro con il sempre più sorprendente Simy e nel finale, quando entrambe le squadre forse pensavano al pareggio, l’ex Faraoni ha piazzato un gol pesantissimo che permette agli Zenga boys di superare in un colpo solo Spal e Chievo. Grande caos in casa friulana: i tifosi ormai sono in rotta definitiva con società e squadra, il povero Oddo dopo la sconfitta di fatto è evaporato, Stramaccioni che doveva sostituire l’ex tecnico del Pescara ha detto picche, nuovo allenatore dovrebbe essere un carneade della panchina, l’ex juventino Igor Tudor. Con il croato è probabile che le zebrette riescano a centrare il primato di sconfitte del brescia a meno che la dirigenza non abbia già oliato qualche pareggino contro squadre tipo Benevento o Bologna.

Atalanta – Torino 2-1

E’ finita “solo” due a uno per l’Atalanta un incontro in cui i bergamaschi hanno letteralmente preso a pallate un Torino confuso, quasi mai in partita. La squadra di Gasperini in questo momento preciso dell’anno è in forma smagliante dal punto di vista fisico e sembra la grande favorita per il sesto posto. Per il Gasp altro giro di giostra e altro miracolo: difesa giovane, centrocampo rinnovato e comunque sempre funzionante, in attacco se gioca Petagna o qualcun altro non si nota la differenza. Perché non rifondare la Nazionale sul blocco-Atalanta?

Juventus – Napoli 0-1

Novanta minuti di nulla o quasi e poi un lampo firmato Koulibalky che riapre completamente il campionato: così si può riassumere l’attesissimo Juventus-Napoli, uno dei match più brutti della storia della Serie A, che però rischia seriamente di regalare un finale a dir poco imprevedibile ed impronosticabile a questo campionato. Diciamocelo chiaro e tondo, la Juventus non ha giocato: la statistica di zero tiri in porta è abbastanza eloquente e significativa sull’attuale stato psicofisico della formazione bianconera. Allegri non ha ancora capito che se la squadra rinuncia di proposito a giocare puntando al pareggio, non avendo più una difesa solida dietro (specialmente senza l’irruenza di Chiellini e la regia di Bonucci o Barzagli) rischia di fare figuracce perché Benatia avrà grandi doti fisiche ma mentalmente è sempre incline a distrazioni e cappellate che in una grande squadra paghi sempre a caro prezzo. Poi c’è la questione Dybala: è pacifico che il livornese non consideri molto il bimbominkia argentino perché tende a pestarsi i piedi con il suo connazionale più paffuto e pretende troppo di accentrare il gioco sui suoi piedi quando questa Juve predilige lo sfondamento sugli esterni e i cross verso le due punte. Il Napoli invece ha vinto quasi per caso: gli azzurri infatti si sono prodotti in una melina quasi irritante con il cocciuto Sarri che ha mandato il tappetto Mertens a maciullarsi in mezzo alla munita difesa avversaria. Il Napoli alla fine l’ha sfangata per un motivo: i napoletani non sanno variare in nessun modo il proprio gioco, per struttura troppo esigua della sua rosa ma soprattutto per testardaggine del proprio allenatore, però sa segnare punti pesantissimi su palle inattive, fattore spesso decisivo nelle sorti di match in bilico.

Genoa – Verona 3-1

Il Verona si è vista spegnere quell’ultima residua speranza di salvezza perdendo in modo abbastanza netto sul campo del Genoa, tra i tre gol segnati dai genoani spicca il sigillo dell’italo-brasiliano Bessa, giocatore che fino a gennaio militava nelle fila scaligere. Cedere uno dei propri migliori giocatori ad una diretta concorrente per la salvezza è una mossa che da sola vale la retrocessione in Serie B. Sul fronte genoano direi che Ballardini è il miglior tecnico della stagione dopo Sarri (se questi vincerà lo scudetto), la salvezza anticipata del Genoa è soprattutto merito suo.

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