L’ultimo turno infrasettimanale del campionato di Serie A 2015/16 è stato tutto nel segno di Francesco Totti. La Juventus, manco a dirlo vittoriosa contro la Lazio, potrà già festeggiare lunedì se i bianconeri dovessero battere la Fiorentina e se il Napoli non dovesse vincere contro la Roma. Già, la Roma, grazie a una provvidenziale doppietta del suo eterno capitano, ha ormai blindato il terzo posto per via del brutto scivolone dell’Inter a Marassi contro l’ex Gasperini. In coda invece giochi ancora aperti anche se ormai è certo che due squadre tra Carpi, Palermo e Frosinone faranno ciao ciao alla massima serie.

NAPOLI – BOLOGNA 6-0: un set di tennis più che una partita di calcio, il Bologna è stato letteralmente imbarazzante ed è stato travolto dall’attacco di scorta del Napoli. Mertens a mio avviso è stato un giocatore che Sarri ha utilizzato con il contagocce e che avrebbe meritato più spazio, il prossimo anno il trainer del Napoli dovrà essere più flessibile nelle gerarchie se vorrà far fare il fatidico salto di qualità alla sua squadra.

SASSUOLO – SAMPDORIA 0-0: come previsto il Sassuolo ha tirato definitivamente i remi in barca, ed è già il secondo rigore sbagliato da Berardi in questa stagione (che sono costati quattro sanguinosi punti!). Nella Sampdoria una delle poche note liete della stagione è Viviano che ritengo il miglior portiere per rendimento di questo campionato, si meriterebbe senz’altro la convocazione ai prossimi europei.

EMPOLI – VERONA 1-0: il vecchio Big Mac Maccarone con il suo dodicesimo centro stagionale regala una sofferta vittoria ai suoi e, di riflesso, la quasi matematica retrocessione in B per il Verona. Se Roma deve risolvere il nodo Totti, l’Hellas dovrà sciogliere quello Toni: ritengo improbabile un futuro in società per l’attuale bomber, tutto dipenderà dalla voglia (attualmente ne vedo pochina) della proprietà di spendere per tornare subito in A.

CHIEVO – FROSINONE 5-1: killeraggio scientifico dell’arbitro Russo di Nola. Sull’1-0 per il Frosinone l’arbitro campano ha espulso un giocatore ciociaro (rosso che comunque poteva essere dato) mettendo così in discesa la partita in favore del Chievo. Non pago, nel secondo tempo l’ineffabile arbitro ha cacciato dal campo un altro giocatore laziale per una sciocchezza e il Chievo allora è riuscito non solo a vincere ma addirittura a dilagare. A Frosinone sono giustamente incazzati per questa partita, anche se c’è da dire che gli Stellone boys hanno palesato per un’altra volta tutta la loro ingenuità e inesperienza.

GENOA – INTER 1-0: nella più classica delle partite in cui il primo che segna si porta la vittoria a casa, l’ex dal dente avvelenato Gasperini purga ancora una volta la Beneamata. L’Inter ha affrontato la partita nel modo sbagliato, rischiando spesso l’uno contro uno in mezzo al campo, contro una squadra che fa della corsa e dell’organizzazione la propria arma migliore nelle partite casalinghe. Sciarpetta doveva giocare come contro il Napoli: tutti dietro, palla lunga e pedalare, invece osando un po’ di più ha finito per perdere una partita d’importanza capitale per il futuro dell’Inter.

JUVENTUS – LAZIO 3-0: una comoda passeggiata di salute per i campioni d’Italia contro la Lazio, la squadra che a mio avviso in questa stagione ha schierato la difesa più scabrosa mai vista su un campo italiano. Per i tifosi laziali c’è almeno la consolazione che Simone Inzaghi, dopo questa sonante sconfitta, forse non sarà confermato per la prossima stagione!

PALERMO – ATALANTA 2-2: un pareggio che non serve a nulla ad un Palermo sempre più disperato, anche se l’attacco pare essersi svegliato, servirà comunque un miracolo salvarsi, anche se il calendario (non impossibile per i siculi) potrebbe dare una piccola mano, molto dipenderà dallo scontro salvezza della prossima giornata a Frosinone.

ROMA – TORINO 3-2: è giusto che un grande del nostro calcio come Francesco Totti abbia regalato con un’insperata doppietta la quasi matematica qualificazione in Champions League alla sua Roma. Mo’ però caro Pupone te ne devi annà, da vincitore, ma te ne devi annà! Esaltarsi per un gol da un metro e per un rigorino è un tipico atteggiamento di un ambiente iper-provinciale e perdente da sempre come quello giallorosso: Totti non è così solamente il simbolo della Roma ma LA Roma calcistica nella sua pura quintessenza, sia nel bene sia nel male.

UDINESE – FIORENTINA 2-0: l’Udinese in versione De Canio si conferma ammazza grandi e, con un calcio che più pane e salame non si può fatto di continui lanci lunghi sulle fasce per cercare l’uno contro uno, ha sconfitto la boriosa Fiorentina, che come al solito ha sfoggiato il solito inutile turn-over e il solito inutile possesso palla.

MILAN – CARPI 0-0: uno dei punti più bassi ed infausti della storia rossonera e non solo per l’oscena e pietosa haka prima del fischio d’inizio. Il predestinato Brocchi ha dimostrato (se ce n’era bisogno) di essere un semplice prestanome di Silvio e Galliani: Balotelli titolare 90’ minuti e quell’altro microcefalo di Big Bang Boateng trequartista sono mosse che non si possono spiegare in altri modi. Tutte mosse che ci mostrano pure come, se l’antennista gioca in pura malafede, il Nano di Arcore sia invece decisamente staccato da terra e ormai prigioniero dei suoi deliri di onnipotenza.