Nell’anticipo di ieri sera l’Inter ha superato l’Udinese per 3-1 grazie ad una doppietta di Jovetić e alla prima rete neroazzurra di Eder. La domanda sorge spontanea: la stagione dell’Inter è stata rovinata dal rapporto, non idilliaco, tra Jojo e mister Mancini?

I nerazzurri, dopo l’harakiri a Marassi contro il Genoa, si giocano le ultime speranze di centrare l’Europa che conta, attraverso le forche caudine dei preliminari, ma devono sperare in un regalo del Napoli lunedì all’Olimpico contro la Roma nel big match di giornata.

Ma da Corso Vittorio Emanuele, però, è già lecito proiettare il film dei rimpianti.

Le gare di oggi: Frosinone-Palermo; Torino-Sassuolo; Atalanta-Chievo; Bologna-Genoa; Sampdoria-Lazio; Fiorentina-Juventus; Roma-Napoli; Verona-Milan; Carpi-Empoli

Da Milano, sponda nerazzurra fino ad arrivare a Carpi, passando per Firenze, Roma e Frosinone.

Neanche il tempo di segnarsi gol, tabellini e classifiche dopo la 34esima giornata, la serie A deve tornare già in campo, senza soluzione di continuità.

E lo fa, naturalmente, con l’ennesima giornata spezzatino: la gara giocata ieri sera alle 20.45; una domani alle 12.30; quattro alle 15; una alle 20.45; ben tre lunedì, tra le 15, 17 e 19.

In tema di partite importanti, però, oggi all’ora di pranzo si sfidano Frosinone e Palermo, in una partita thriller che vuol dire ¾ di salvezza.

I ciociari arrivano dai cinque gol incassati a Verona contro il Chievo, i siciliani si rodono le mani per il pareggio casalingo contro l’Atalanta.

I gialloblu sono la peggior difesa del Campionato con 66 reti subite, i rosanero la penultima con 63. I gol fatti sono praticamente gli stessi: 32 da un lato e 31 dall’altro. Chi sta meglio? Il Frosinone, perché ha un punto in più in classifica – 30 contro 29 – ma entrambe adesso sarebbero in serie B.

Chi vince, allora, continua a galleggiare. Chi perde è quasi affondato.

Il pareggio serve soltanto a far proseguire l’agonia.

Alle 15 scendono in campo Torino-Sassuolo, Atalanta-Chievo, Bologna-Genoa, Sampdoria-Lazio, mentre il posticipo domenicale è Fiorentina-Juventus.

I bianconeri – mai nella storia del calcio italiano una squadra aveva realizzato 70 punti in 24 partite – cercano l’ultimo sforzo per il quinto tricolore consecutivo e per aggiornare la loro striscia monstre. I viola, per converso, sono ancora in corsa per il quarto posto e cercano un sorriso dopo tanti, troppi mesi, bui. I gigliati da tempo hanno perso smalto, brillantezza e freschezza, e dopo un girone d’andata da protagonisti, si sono (inevitabilmente) assopiti. La fotografia della stagione viola è Nicola Kalinic: partenza a razzo – elogi e titoli di giornali dopo la tripletta all’Inter – poi sonno profondissimo interrotto da qualche sporadico squillo. E Ilicic? Babacar? Bernardeschi? Paulo Sousa ha perso di vista la palla, e non l’ha più ritrovata.

Lunedì, invece, alle 15, tutte le radioline saranno sintonizzate all’Olimpico per Roma-Napoli, la sfida tra la terza e la seconda in classifica nonché gli attacchi più prolifici della stagione (73 contro 72, 145 gol in due).

Entrambe hanno due ragioni per vincere: i giallorossi avvicinarsi al secondo posto e blindare il terzo; i partenopei mettere in cassaforte la Champions senza preliminari e rinviare la festa scudetto bianconera.

Alla banda Spalletti difficilmente Totti si unirà dal 1′. Ai ragazzi di Sarri – altro record per lui, perché mai il Napoli aveva racimolato 73 punti in 34 partite – si unisce Gonzalo Higuain dopo i tre turni di sosta.

Chi vince? Entrambe mostrano un certo affanno e stress mentale e fisico, ma i campani sono reduci da due sconfitte consecutive in trasferta, e tutti i 5 ko stagionali sono arrivati lontano dal “San Paolo”.

A chiudere il lunghissimo fine settimana ci sono Verona-Milan (i rossoneri sono l’unica squadra che in 180′ di Campionato non ha fatto un gol al Carpi) alle 17 e Carpi-Empoli alle 19.

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