Alla quattordicesima giornata della Serie A 2019/20 si registra il primo sussulto del campionato, l’Inter di Conte batte la Spal e sorpassa la Juventus di Sarri che viene bloccata inaspettatamente in casa dal Sassuolo: i nerazzurri adesso hanno un punto di vantaggio sui bianconeri che pur essendo ancora imbattuti hanno perso il primato. Oltre al sorpasso di Conte sulla sua ex squadra va registrato l’ottimo trend delle romane: la Lazio terza (cinque vittorie nelle ultime cinque gare) e la Roma quarta (quattro vittorie ed una sconfitta nelle ultime cinque gare). A mio avviso le prime quattro squadre in classifica rispecchiano appieno le gerarchie di questo torneo, il malato grave è invece il Napoli che non riesce vincere una partita addirittura dall’ottava giornata. Milan, Torino, le altre compagini che stanno parecchio deludendo le attese, pur mostrando qualche sprazzo di risveglio credo ormai siano tagliate fuori dalla corsa alle coppe europee. In coda scatti importante per il Lecce e per la Sampdoria con Genoa, Spal e Brescia che occupano le ultime tre forze.

Atalanta

La frenata nello scorso mese in campionato è stata bilanciata da due ottime prestazioni in Champions League. I ragazzi di Gasperini sembrano essersi finalmente abituati ai ritmi più elevati della competizione europea e sono incredibilmente ancora in corsa dopo le prime tre sconfitte consecutive, anche se per passare il turno occorrerà vincere a tutti i vosti in Ucraina. L’impressione è che l’assenza di Zapata abbia un po’ cavato un po’ di mordente all’attacco nerazzurro anche se dalla partita contro la Juventus si sono tornate a vedere pregevolissime trame tra gli avanti bergamaschi.

Bologna

Il colpaccio di Napoli ha ringalluzzito un ambiente che sembrava depresso dopo tre sconfitte ed un misero pareggio. Il Bologna di Mihajlović resta comunque una bruttissima gatta da pelare per tutte le squadre del nostro campionato, è una delle squadre che infatti conduce meglio il pressing (forse anche meglio dell’Atalanta) facendo giocare male le avversarie, peccato solo che la qualità dell’undici felsineo sia appena passabile.

Brescia

Tre sconfitte, zero gol fatti e dieci subiti. E’ il ruolino davvero poco invidiabile di mister Fabio Grosso, la cui avventura sulla panchina delle rondinelle lombarde è già ai titoli di coda. La presenza di un’emerita nullità di Grosso in massima serie a mio avviso si può spiegare solo se si guarda il nome del suo procuratore Beppe Riso, un ex cameriere di Giannino (il ristorante dove era protagonista il Condor dalla cravatta gialla Galliani) poi diventato uno dei più influenti intermediari del nostro calcio, soprattutto in Lombardia (vedi alle voci Gomez, Petagna, Gollini, Caldara, Gagliardini).

Cagliari

Ci sono annate dove tutto ti gira bene e nel verso giusto, assioma che sembra valere per il Cagliari di quest’anno, la vera e autentica sorpresa di questo campionato. In annate “normali” partite trasferte come quelle di Lecce sarebbero finite con una sconfitta perché i salentini hanno giocato meglio dei sardi mentre contro la Sampdoria, sotto 3-1 una squadra solitamente tira i remi in barca. Invece i ragazzi di Pelatone Maran non solo hanno pareggiato ma hanno colpito con il paracarro Cerri allo scadere!

Fiorentina

E’ bastato l’infortunio di Chiesa per mandare in completo tilt la squadra di Montella che da tre partite conosce solo la parola sconfitta e che nelle prossime partite dovrà fare a meno anche dell’altro dioscuro Ribery. Va bene che giocare con le seconde linee non sia la stessa cosa che giocare con i titolari, ma se i titolari si rompono sempre vuol dire che qualcuno (Montella) li allena male.  A proposito di procuratori, l’ex areoplanino è assistito da Alessandro Lucci, altro personaggio molto vicino agli ambienti milanesi, già bazzicati con poco successo da Perdenzo ça va sans dire!

Genoa

Rispetto all’era Andreazzoli la squadra ora gioca con più cattiveria ed intensità, copre meglio il campo e mena la palla meno in orizzontale però davanti i vari pachidermi Pinamonti, Favilli ed il vecchietto Pandev non riescono proprio a buttarla dentro manco con le mani. Se questa è la realtà, salvarsi sarà veramente un’impresa a meno che Preziosi non azzecchi qualche giolli a gennaio (magari il bollito Piątek da Milano visti i soliti buoni offici milanesi).

Inter

La nuova capolista del campionato a mio avviso è meritatamente in testa. Conte ha dimostrato per l’ennesima volta di saperci fare, non solo ha rivitalizzato un giocatore come Candreva, ma ha implementato una coppia d’attacco che nel nostro campionato è micidiale (in Europa si tende ancora a giocare con una punta unica). Spalletti infatti, tecnico che è da tempo fautore dell’unica punta, a mio avviso ha colpevolmente ostracizzato Lautaro, che probabilmente non andava d’accordo con un centravanti troppo egoista come Icardi. La partnership con Lukaku, centravanti sgobbone che si fa un mazzo per i compagni, invece si sta rivelando perfetta per la gioia dei tifosi nerazzurri e per il terrore degli avversari.

Juventus

Nonostante sia ancora senza sconfitte molte sono le nubi che si stanno addensando sul capo di Sarri. Se non fosse per Dybala e Higuain, due giocatori che in estate erano con le valigie pronte e che molte castagne dal fuoco hanno tolto al toscano, il campanello della crisi sarebbe già suonato. In difesa la squadra bianconera continua a subire troppi gol per una squadra di vertice vuoi per disattenzioni vuoi per questioni tattiche (Sarri rispetto ad Allegri vuole che i suoi difensori tengano maggiormente la linea a discapito della marcatura) mentre davanti Ronaldo continua a segnare solamente su rigore limitandosi a passeggiare per il campo. Se il CR7 scende, c’è un Dybala che sale: questa potrebbe essere la stagione della consacrazione definitiva per l’argentino che ha dimostrato di essere capace da solo di cambiare il volto della squadra bianconera.

Lazio

Con un Immobile ed un attacco così (il secondo migliore del campionato dietro l’Atalanta) è lecito sognare grande per la Lazio, ciò che colpisce della compagine biancoceleste è la grande facilità con la quale trova la via del gol e se non c’è Ciruzzo a piazzare la zampata ci sono comunque altri compagni dietro a lui (Luis Alberto, Correa) che hanno molta confidenza con la parola gol e che nel modulo adottato da Inzaghino paiono un tantino sacrificati. Dopo tante occasioni perse questa potrebbe essere la volta buona per raggiungere l’agognata qualificazione in Champions.

Lecce

Il colpaccio esterno di Firenze ha aperto nuove prospettive, decisamente rosee, alla squadra di Liverani che non solo è uscita dalla palude della bassa classifica ma sta dimostrando di saper reggere la categoria grazie alla forza del collettivo e ad un modo di giocare che i salentini ormai conoscono a memoria, nonostante in difesa i gol subiti siano sempre tantinelli e la casella zero alla voce partite vinte in casa.

Milan

Contro il Parma è arrivato il secondo successo dell’era Pioli, una vittoria meritata così come immeritata era la sconfitta di Torino contro la Juventus, segno che il barbuto sta lavorando bene con il materiale (non di grande qualità) a disposizione. Ciò che però colpisce sempre in negativo dei rossoneri è l’anemia a livello di realizzazioni e la grandissima fatica che la squadra ha a trovare la via del gol. La mossa di liberare Hernandez sulla sinistra, l’unico giocatore che sembra essere pericolosi a livello offensivo (e parliamo di un difensore!).

Napoli

Il buon pareggio di Anfield non ha risolto i problemi in casa del Napoli che contro il Bologna è addirittura riuscito nell’impresa di squagliarsi dopo il vantaggio iniziale.  Una squadra molle quindi, che crea molto in zona offensiva ma che sembra davvero essere moscia come il suo (pur valido) tecnico. A mio avviso però i grossi problemi sono in difesa: per proteggere la sconclusionata coppia difensiva Manolas-Koulibaly, Ancelotti ha messo sulla fascia destra il terzo obice Maksimović ma non è servito perché la squadra si è fatta comunque infilare.

Parma

Alla squadra di D’Aversa sembra mancare un terminale di peso (alla Inglese) in attacco capace di far salire una squadra sempre molto bassa e raccolta con il baricento, la soluzione Kucka vista contro il Milan mi è parsa decisamente cervellotica e senza molto senso.

Roma

Due successi consecutivi hanno riportato in auge le quotazioni della squadra di Fonseca che a mio avviso, può essere competitiva se non gli vengono scombussolati questi uomini chiave: il colosso Smalling in difesa, il tuttofare Pellegrini a fluttuare sulla trequarti e Džeko in attacco. L’ingresso di Diawara in mediana al posto di Mancini, tornato sulla linea difensiva, ha anche conferito più geometrie alla squadra giallorossa che sembra acquisire sempre più certezze.

Sampdoria

L’incredibile sconfitta di Cagliari non deve far passare in secondo piano il fatto che Ranieri sta apportando dei significativi miglioramenti alla compagine ligure. In attacco sia Gabbiadini che Quagliarella sembrano essersi ridestati dal letargo migliorando la loro sintonia, il problema è che in difesa si è ricominciato a prendere acqua. Ma per una squadra che punta alla salvezza già il fatto che trovi con continuità la via del gol è un buon segnale.

Sassuolo

Ho sempre ritenuto il Sassuolo di De Zerbi una squadra che per la sua filosofia propositiva e belgiochista ha meno difficoltà a giocare con le big (o presunte) piuttosto che con le squadre di minor cifra tecnica. A Torino i Mapei Boys hanno giocato una delle migliori partite del campionato contro un avversario che, nelle annate scorse, andava spesso in goleada contro i neroverdi. Un applauso anche al giovane portiere Turati, il migliore in campo a Torino: se son rose fioriranno!

Spal

I ferraresi sono vivi e volitivi anche se davanti danno l’impressione di non avere il mordente degli anni passati. In attacco Petagnone non può contare e portare la croce da solo visto che attorno a lui ha il deserto (a Milano ha giocato al suo fianco Valoti, un centrocampista). Inoltre una squadra che gioca da anni con meccanismi collaudati non può cambiare in blocco, dall’oggi al domani, i suoi esterni a tutta fascia.

Torino

Una sconfitta immeritata contro l’Inter e una vittoria di puro fondoschiena contro il Genoa rendono comunque sempre stabile il borsino del Toro di Mazzarri. Senza Belotti, giocatore soggetto comunque spesso ad alti e bassi, la squadra perde almeno il 50% di efficacia in fase offensiva, in difesa la squadra sembra inoltre sempre soffrire molto con Sirigu che è uno dei portieri che ha effettuato più parate in tutto il campionato.

Udinese

La situazione kafkiana sulla panchina dell’Udinese, dove Gotti è ancora sulla plancia di comando senza averne la minima voglia, ha prodotto due sconfitte consecutive molto pericolose (di cui una giunta contro un’avversaria diretta, la Samp). La difesa sembra aver perso definitivamente la sua proverbiale impermeabilità di inizio campionato, tra i pochi a salvarsi è il portiere Musso, a mio avviso uno dei migliori guardiani di questo campionato assieme a Sirigu per quantità e qualità delle parate.

Verona

Fino alle tre pappine subite contro la Roma l’Hellas era allo stesso tempo sia il miglior attacco che la miglior difesa del campionato che sommate assieme fruttano una più che meritata posizione di centro classifica. Se contro la Fiorentina si è svegliato Di Carmine (ma contro questa Fiorentina avrebbe segnato chiunque) contro la Roma i limiti offensivi, che obbligano la squadra sempre a muovere tanti giocatori con un grandissimo dispendio di energia, sono riemersi di prepotenza.

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