Buono l’esordio per la nuova Italia targata Ventura che si è sbarazzata facilmente di Israele, non con qualche patema però: l’Italia ha infatti sofferto terribilmente in difesa, un reparto che agli Europei sembrava un bunker inaffondabile. Ci sta la cattiva giornata di Chiellini (imbarazzante anche contro la Francia), però l’impressione è che la squadra, oltre la forma fisica ancora non impeccabile tipica di settembre, abbia pagato l’inedita posizione di Verratti davanti alla difesa che assicura geometrie e giocate offensive ma meno protezione al pacchetto arretrato. L’importante era vincere, ma molti questa Nazionale suscita ancora troppe incognite. Verratti è il giocatore di malore talento, questo è fuori discussione, però essendo un centrocampista abbastanza difficile da collocare (anche perché essenzialmente non si capisce qual è il suo ruolo: regista arretrato? Trequartista? Mezzala?) e abbastanza carente dal punto di vista fisico, sarà destinato a diventare un rebus per Mister Libidine; se il nuovo CT riuscirà a risolverlo potremmo pure toglierci delle soddisfazioni, viceversa se rimarrà insoluto questa Nazionale non farà molta strada. Con la giornata di martedì ricomincerà a suonare nei principali stadi europei il leggiadro inno della Champions League. Le mie grandi favorite sono nell’ordine Barcellona, Juventus, Bayern Monaco, Paris Saint Germain. Possibili sorprese il Leicester, che punterà tutte le sue fiches sull’Europa, ed il Borussia Dortmund. Difficile che si ripeti il Real Madrid: annate (o meglio sculate) come quella dell’anno scorso difficilmente capitano un’altra volta! Venendo alle partite delle italiane, pronostico un pareggio del Napoli sull’ostico campo della Dinamo Kiev ed un successo di misura della Juventus sul Siviglia che dopo l’addio di Emery e l’arrivo del profeta Sampaoli sembra un cantiere aperto. In Europa invece da segnalare un suggestivo Sassuolo-Athletic Bilbao, cioè l’identità e la tradizione contro i “miracoli calcistici” dal sapore di plastica del football contemporaneo, qualche difficoltà potrebbe avercela la Roma contro il Viktoria Plzeň e la Fiorentina contro il Paok, ma credo che entrambe le squadre torneranno a casa con la vittoria in mano, senza storia (almeno sulla carta) infine il match Inter – Hapoel Beer Sheva anche per una nobile decaduta come la Beneamata.

L’edizione 2016/17 del campionato di Serie A rischia di essere la più noiosa della storia dopo l’assurdo primo campionato del post-Calciopoli dove l’Inter manciniana, di fatto, viaggiava da sola. La Juventus di Allegri rischia davvero di ripetere il percorso dell’Inter 2006/07 che in patria conosceva la sola parola vittoria. In più c’è da aggiungere sembra essere una squadra migliore di quell’Inter, con più soluzioni a livello di roster e di tattica e, diciamolo tutto, meglio allenata e più adatta a imporsi anche in Europa. Contro il Sassuolo, una sorta di squadra satellite del clan Agnelli (c’è Confindustria di mezzo!) non c’è stata ovviamente partita nonostante il robusto turn-over in casa bianconera. Higuain è davvero un calciatore che con la sua sola presenza sul fronte offensivo riesce a spostare gli equilibri, in questo mi ricorda molto il Batistuta dei tempi della Fiorentina (che però ovviamente non era la Juve se non nell’edizione trapattoniana del 1998/99) o del primo anno romanista, i tifosi bianconeri devono solo sperare che non declini precocemente come successe al mitico Re Leone dopo lo scudetto in riva al Tevere! Il Napoli dal canto suo ha passeggiato sul Palermo (0-3) o meglio su ciò che resta del Palermo. Retrocessione annunciata o quasi in casa rosanero: quando imbastisci una squadra con un citofono in porta (tale Posavec, chissà in che discount l’ha preso Emmezeta…) e il nulla in attacco e in più l’affidi ad un apprendista misconosciuto come De Zerbi significa che vuoi retrocedere e fare il botto. Passiamo al primo “lunch match” stagionale, quello tra Bologna e Cagliari che ha visto il successo dei padroni di casa contro i sardi troppo rinunciatari. Nel Bologna si stanno mettendo in mostra parecchi giovani interessanti come Verdi, il figlio d’arte Di Francesco, speriamo bene. Le partite delle 15 invece sono state contrassegnate dal maltempo: a Marassi Genoa e Fiorentina hanno provato a giocare a pallanuoto (Recco non è poi così distante..) senza successo però. Diverso il discorso dell’Olimpico di Roma dove, nonostante Giove Pluvio non si sia tirato indietro neppure qui, tra una sospensione e tante secchiate d’acqua, la Roma è riuscita a battere in rimonta la Sampdoria. In casa giallorossa tocca ripetere sempre le solite storie: a quarantanni suonati capitan Ciccio Totti è ancora troppo importante quanto ingombrante: però, se un campionissimo ancora sul viale del tramonto riesce ancora ad incidere così tanto nonostante i pochi spiccioli giocati, non è un fatto che parla molto a favore del nostro calcio e del calcio moderno in generale; possibile che un giocatore di quarant’anni riesca a fare la differenza nonostante i presunti ritmi indiavolati e frenetici del calcio del Duemila? In secondo luogo la biglia pelata di Spalletti ha ancora le idee confuse: non si è ancora capito qual è il modulo di partenza e troppi sono i dubbi di formazione. Il fatto che la partita sia stata decisa, o meglio ribaltata come una frittata, da due panchinari non depone molto a favore del compaesano di Boccaccio che però, davanti a microfoni e telecamere amiche, potrà pavoneggiarsi di aver indovinato i cambi! Sull’asciutto di San Siro invece capitombola il Milan montelliano che soccombe 1-0 davanti al classico pragmatismo (con tanto di cappellino!) dell’Udinese di Iachini. Ho l’impressione che per l’ex Areoplanino, che di par suo ci sta mettendo del suo schierando i suoi con un 4-3-3 lungo e largo come una pista aeroporto, non tiri una bellissima aria a Milanello: la dipartita dell’Antennista Galliani ha lasciato parecchie vedove piangenti (i vari Montolivo, Abate…) che potrebbero fare la voce grossa contro il nuovo tecnico. Prima vittoria stagionale per l’Atalanta gasperiniana su un Torino ancora alla ricerca di equilibri, i granata di un nervosissimo Sputacchione Mihajlović si schierano in campo con un 4-3-3 che è solo sulla carta perché Belotti è sempre solo  ed isolato in avanti con i due esterni che sono dei centrocampisti a tutti gli effetti (quindi è un 4-5-1 perché né Iago né Ljajić sono degli attaccanti coem tipologia di calciatore), i guai arrivano quindi dalla linea difensiva a quattro che, oltre ad aver cambiato alcuni interpreti, deve sincronizzarsi dopo anni di 3-5-2 utilizzato senza sosta. Non male il debutto di Joe Hart (una curiosità, per trovare un portiere d’oltremanica a guardia dei nostri pali bisogna risalire al 1901!) che spapera in occasione del pareggio bergamasco uscendo con il retino a pigliare farfalle: del resto se gli inglesi hanno avuto solo quattro grandi portieri nella loro ultracentenaria storia (Swift, Banks, Shilton, Clemence) ci sarà un motivo… Pareggio salomonico tra Chievo e Lazio che non abbisogna di molti commenti, più significativo invece il posticipo delle 20.45 tra Pescara e Inter. Si è trattato del match più intenso e bello della terza giornata, soprattutto per merito dei padroni di casa, una squadra davvero interessante, davvero atipica per una neopromossa, che ama il possesso palla corale ed il movimento continuo dei suoi giocatori perché nessun centrocampista pescarese ha doti di incontrista puro e nessun attaccante è sulla carta una prima punta. Diamo meriti però anche all’Inter cui De Boer pare aver dato un certo senso tattico: contro il Pescara si sono viste soluzioni offensive mai ammirate nemmeno con il santone Mou a miracol mostrare, anche se va evidenziato come giocare contro una squadra che ama attaccare e fare la partita come il Pescara ti facilita non poco il compito. Per il resto solite parate miracolose ed istintive di Handanović e i soliti gol di rapina di Wandito Icardi: finché si vince possono bastare ed avanzare! Nel match di chiusura del lunedì sera (mi rifiuto di utilizzare il termine monday night!) invece primi tre punti dell’Empoli sul Crotone, l’impressione è che entrambe le squadre non andranno lontanissimo, soprattutto i calabresi che con ogni probabilità accompagneranno il Palermo in Serie B. Piccola curiosità: in questo match hanno segnato tre difensori di ruolo (Sampirisi, Costa e Bellusci), una cosa che non capita tutti i giorni!

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