E’ passato senza grosse sorprese il primo turno infrasettimanale dell’edizione 2016/17 del campionato di Serie A. Come da pronostico la Juventus rulla il Cagliari e la Roma il Crotone, mentre le milanesi sembrano davvero risorti, il Napoli fa solo 0-0 in casa di un Genoa agguerrito e lontano parente della squadra confusionaria delle stagioni passate. L’unica sorpresissima giunge in coda dove il Palermo sbanca l’Atleti Azzurri di Bergamo in quello che si può già considerare, sicuramente prematuramente, uno scontro salvezza.

Partiamo la nostra carrellata di partite da martedì sera, dove il Milan a San Siro ha piegato la Lazio con il più classico dei risultati (2-0). Piccoli progressi in casa rossonera dove si è finalmente intravista una certa organizzazione difensiva con una squadra più corta e meno sfibrata, per il bel gioco chiedere altrove questo è vero, però lo schema “palla lunga su Bacca” (emblematico in tal senso il gol dell’1-0) è l’unico che può permettersi una squadra che è rimasta pressoché con gli stessi interpreti rispetto all’anno scorso.

La Lazio invece è la solita squadra inconcludente allestita in regime di austerity da Lotito e in più allenata da un dilettante (Inzaghi junior). La nota più positiva in casa rossonera è però stata rappresentata dall’alto tasso di giocatori rossoneri cresciuti nel vivaio che sono stati protagonisti in campo (Donnarumma, De Sciglio, Calabria, Locatelli). Chiaro che i tempi di Baresi, Maldini e Costacurta sono lontani anni luce (perché sono diversi, in peggio, gli istruttori che popolano i vivai!), ma è sempre meglio vedere in campo un brocco nostrano che un brocco pescato in lidi remoti tipo tale Strakosha: ma portieri italiani bravi non ce ne sono in giro?

Passiamo all’apericena del mercoledì delle diciotto: l’ottimo Bologna donadoniano ha fatto un sol boccone della povera e confusionaria Sampdoria mettendo in mostra il talento di Simone Verdi e dello slovacco Krejčí, con due partner del genere bomber Destro può dormire sonni tranquilli! In casa Samp regna come l’anno scorso la confusione ed un allenatore timido e metodico come Giampaolo, poco portato alle public relations (e cioè a leccare il deretano a tifosi e giornalisti!) forse non è il più adatto ad una piazza fin troppo fumantina.

Juventus-Cagliari e Roma-Crotone sono state due partite senza storia, dove il divario tra le contendenti è stato davvero troppo ampio: personalmente non mi sono accorto ad esempio che allo Stadium Buffon ha giocato solo metà tempo! Il bischero Allegri continua ad insistere sul 3-5-2 e fa bene perché in campionato non esiste un modulo che calza più a pennello di questo ai bianconeri, qualcosina però in ottica europea bisognerà cambiare, almeno a livello di interpreti. In casa romanista invece da segnalare come grazie agli ultimi sgoccioli di classe di capitan Totti il bomber dallo sguardo triste Edin Džeko sembri davvero un altro giocatore, magia dei fuoriclasse che fanno sembrare oro anche il carbone che li circonda!

Bastano sedici minuti all’Inter per liquidare un Empoli davvero troppo modesto per impensierire la Beneamata. Dai tempi di Sarri è rimasto ormai solo il modulo (4-4-2 a rombo) e l’organizzazione difensiva a suon di movimenti ad elastico della linea. Però con una retroguardia alta e “larga”, giocatori come Wandito Icardi andranno sempre a nozze! Da rivedere comunque i nerazzurri contro avversari che si chiuderanno ad oltranza in difesa perché la sensazione è che le ultime tre vittorie consecutive siano giunte contro tre avversarie che hanno giocato troppo scoperte in retroguardia perché nel loro DNA amano imporre la partita (la Juventus per inerzia, Pescara e Empoli per loro filosofia di gioco).

Solo zero a zero tra Genoa e Napoli: le due squadre si sono specchiate nella loro perfetta applicazione tattica ed alla fine il risultato ad occhiali è stato inevitabile, al Napoli manca l’Insigne dello scorso girone d’andata oltre al fatto che con Sarri giocano alla fine sempre quelli. In partite del genere si potevano far esordire anche i nuovi arrivati (Maksimović, Rog, Giaccherini), altrimenti quando li valuti?

Scoppiettante 2-2 tra Udinese e Fiorentina che alla fine però scontenta entrambe le contendenti: l’Udinese ancora una volta si è fatta rimontare ma almeno può consolarsi con questo De Paul (due assist per lui) che sembra davvero un bel giocatorino, facile che un minestraro come Iachini gli stia già cucendo addosso la squadra. Bel colpo del Chievo sul Sassuolo che con questa vittoria si porta al terzo posto in classifica, è incredibile come i mussi, nonostante dispongano di una coppia d’attaccanti da bassa Serie B (Inglese-Meggiorini) riescano sempre a mettere in difficoltà anche gli squadroni più blasonati. Merito soprattutto di un tecnico, il bravissimo Maran, che sa disporre in campo i suoi giocatori come pochi in Serie A: non è un caso che la svolta del Chievo sia arrivata quando il pelatone ha iniziato a mettere assieme in mezzo al campo due piedi buoni come Castro e Birsa, sempre più determinanti nell’economia del gioco clivense visto che davanti a loro c’è il deserto.

Colpaccio esterno del Palermo di De Zerbi che passa 1-0 sul campo di un’Atalanta sconclusionata. In casa bergamasca tira una brutta aria: la squadra non è stata costruita per le idee (molto particolari) di Gasperini, lo sanno anche i sassi ormai, ed è probabile che i giocatori in campo stiano facendo di tutto per far esonerare il tecnico piemontese che, di par, suo continua a ravanare nervosamente giocatori e moduli (segno di grande confusione). In casa Palermo continua a stupire tale Nestorovski (una sorta di Sandro Nesta macedone!) che si sta caricando in groppa una squadra a dir poco sconclusionata. 0-0 in fine tra Pescara ed un nervosissimo Torino che ha finito in nove la partita: l’impressione è che per i granata questo sarà un anno di transizione.

Francesco Scabar

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