Serie A: Piątek al nono centro stagionale

Juventus e Piątek dominano le classifiche

Dopo otto giornate iniziano a delinearsi con maggiore chiarezza i contorni del campionato di Serie A 2018/19. La Juventus è padrona assoluta con otto vittorie in altrettanti match, Napoli ed Inter vincendo contro Sassuolo e Spal si dimostrano le pretendenti più accreditate per il podio, Roma e Milan dopo un inizio difficile sono destinate a scalare le gerarchie e i successi sui deboli Empoli e Chievo lo stanno a dimostrare. Mentre Piątek, al non centro stagionale, si dimostra un bomber di razza

La Lazio vincendo contro la Fiorentina si conferma come squadra “rompiscatole” nei piani alti esattamente come gli anni scorsi, mentre anche il Torino di Mazzarri (tre punti contro il materasso Frosinone) potrebbe risalire la china fino a posizioni in odore d’Europa. La sorpresa dell’anno potrebbe essere il Parma di Gervinho mentre la delusione potrebbe essere l’Atalanta che non sembra poter replicare i brillanti campionati degli anni passati. In coda Frosinone e Chievo sono troppo deboli mentre potrebbe essere risucchiato anche l’Empoli.

L’Europa sorride alle italiane

Cinque vittorie su sei partite per le squadre italiane impegnate in Europa, sfiorato l’en plein quindi solo perché la Lazio ha perduto sul campo dell’Eintracht Francoforte. Per il resto trionfi in serie per Juventus, Roma, Napoli, Inter e Milan. Se zebre e lupacchiotti hanno sfruttato avversari abbastanza deboli (Young Boys e Viktoria Plzeň) facendo valere il fattore campo e la forza del pronostico, Napoli ed Inter hanno coronato due vere imprese vincendo contro i vicecampioni del Liverpool e maramaldeggiando il campo dell’ostico PSV Eindhoven della vecchia conoscenza Van Bommel.

In casa Juve si è scatenato Dybala, che pare trovarsi al suo meglio come seconda punta al fianco di Mandžukić, Roma ed Inter si sono aggrappati ai loro due cannonieri (Džeko ed Icardi) mentre Ancelotti ha dato una vera e propria lezione di calcio al quotato Liverpool mostrando al tanto decantato Klopp come si alternano i ritmi di una partita e come si passa dal corto al lungo. In Europa League il Milan si è spaventato dopo lo svantaggio dell’Olympiacos ma poi nella ripresa si è scatenato dimostrando che Higuain può giocare in coppia con Cutrone. Niente da fare per la Lazio, ma su un terreno ostico come quello dell’Eintracht e sotto di due giocatori nel secondo tempo, era difficile fare di più.

Torino – Frosinone 3-2 

L’ottava giornata di campionato si è aperta già di venerdì con il sofferto successo del Torino sul Frosinone: sembrava una passeggiata di salute per i granata, che hanno chiuso sul 2-0 il primo tempo ma poi nella ripresa si sono spaventati dinanzi alla reazione inaspettata dei gialloblu che hanno sfruttato il ritorno di Ciofani per segnare le prime due reti della stagione su azione.

Nel finale ci ha pensato un missile di Berenguer per evitare un imbarazzante pareggio per un Toro che continua a non convincere e sembra non riuscire a risolvere i cali di concentrazione che lo caratterizzava anche nelle gestioni passate. Nel finale di gara si è scatenato l’uragano Mazzarri che ha riportato delle dichiarazioni esilaranti: “Sono stanco di perdere punti per gli errori dell’arbitro – ha detto – le loro decisioni influenzano le partite e questo è già successo fin troppe volte. Ci hanno provato anche in questa partita, ma non ci sono riusciti… Quando veniamo calpestati così, mi stufo. Meritiamo più attenzione, anche sui falli a metà campo che fanno partire dei contropiedi pericolosi. Abbiamo vinto e quindi mi posso lamentare. Se avessi perso, sarei passato come il solito Mazzarri che si lamenta. Se vedo un accanimento contro il Toro? Non lo so. Vedo atteggiamenti brutti, strani. Col quarto uomo non si può dialogare”. Insomma, il solito Walterone in versione valle di lacrime, però se si lamenta lui è un povero scemo, se si lamenta gente come Mourinho è un “geniale comunicatore”.

Cagliari – Bologna 2-0

È durato l’espace d’un matin la riscossa del Bologna di Super Pippo che a Cagliari è tornato sconcertante come nelle prime giornate di campionato soffrendo tantissimo il gioco aereo dei sardi, imbarazzante soprattutto il primo gol incassato dai petroniani dove João Pedro (non un specialista nel colpo di testa) è saltato tutto solo in area su un innocuo traversone da sinistra. Per il Cagliari è importante aver trovato uno specialista in materia di cross come Castro vista la presenza in area di Pavoletti, giocatore che di testa è sempre una sentenza.

Udinese – Juventus 0-2

Non merita nemmeno di essere commentata l’ennesima vittoria della Juventus sugli omologhi zebrati dell’Udinese, visto che in settimana i bianconeri hanno fatto parlare per l’affaire Ronaldo.

Premetto solo che a livello personale Cristiano Ronaldo mi sta simpatico come un herpes ma non bisogna essere per forza essere dei fan sfegatati del portoghese o delle casacche bianconere per capire che questa vicenda dello stupro è una montatura creata ad arte. E anche se fosse vera come mai un fatto del lontano 2009 è emerso nove anni più tardi? Una risposta potrebbe essere quella che Ronaldo per tutto questo lasso di tempo ha militato nella squadra più potente del pianeta e che evidentemente a Madrid aveva qualche maniglia bella grande cui aggrapparsi che poi lontano dalla Spagna si è polverizzata.

Oppure, se è come credo, tutta una squallida montatura probabile che la vicenda dello stupro sia simile a quella di Lapo Elkann beccato a trans: evidentemente a qualcuno in casa Agnelli (leggi alla voce clan Elkann e Fiat-Chrysler) non vuole che il monociglio dedichi tutte queste attenzioni al calcio. Quindi, colpendo CR7 cioè il gioiello nella corona di Re Andrea, in realtà si punta a rompere anche l’intera corona…

Empoli – Roma 0-2

Inarrestabile, da quando ha cambiato modulo la Roma ha infilato quattro successi in quattro partite (tre in campionato e uno in Champions) e dire che per trovare una semplice quadra all’undici giallorosso è bastato invertire il vertice di centrocampo e sostituire Pastore con un giocatore meno talentuoso ma di più gamba sulla trequarti come Pellegrini che magari non saprà ancora difendere ma che negli inserimenti è di fatto un attaccante aggiunto.

In Toscana la Maggica però è stata ancora una volta un po’ aiutata dagli episodi: l’Empoli di quest’anno, un po’ come quello dell’ultima retrocessione, davanti fa una fatica tremenda a segnare e dagli undici metri Ciccio Caputo si è permesso di sparacchiare in tribuna il rigore del possibile pareggio. I blu toscani non sono messi meglio in difesa: Džeko, in occasione del due a zero è entrato fino in porta come una lama nel burro bucando letteralmente i due centrali.

Genoa – Parma 1-3

Non ci sono più aggettivi per descrivere Krzysztof Piątek: l’attaccante polacco va ancora a segno (nove gol in sette presenze, sempre a segno nelle sette partite disputate dal Genoa) questa volta con uno strano colpo di testa in torsione, segno che il bomber polacco sa davvero segnare in ogni modo (e i gol potevano essere due perché un altro è stato annullato dalla goal line technology).

È l’unica nota positiva per il Genoa che, seppur molto sfortunato (due i gol annullati) in un quarto d’ora si è fatto sorprendere dal contropiede del Parma anche a causa delle incertezze del pessimo Radu, inspiegabilmente preferito al più esperto Marchetti. Da squadra solida come una roccia a squadra colabrodo la metamorfosi degli uomini di Nosferatu è stata repentina quest’anno a causa delle modifiche in un sistema di gioco che è sempre lo stesso (invece che con il metodista i genovesi giocano ora con un trequartista e due attaccanti) ma che prevede movimenti diversi soprattutto in fase difensiva.

Milan – Chievo 3-1

Vince ancora il Milan che, se si eccettua per qualche piccolo brivido provocato dal quasi quarantenne Pellissier (che si conferma il miglior attaccante che hanno in rosa i clivensi), è riuscito a sbrigare abbastanza agevolmente la pratica Chievo. La differenza tra lo scorso anno non sta nel gioco (che Gattuso pare aver inspiegabilmente plagiato da Montella) tanto nella presenza di Higuain come terminale offensivo, fattore che sposta tantissimo in un campionato come il nostro.

Anche in una partita del genere dubito che senza il Pipita i rossoneri avrebbero potuto vincere così agevolmente. In casa Céo è già finita l’esperienza dell’ex bandiera D’Anna, dubito però che un allenatore come Iachini decida di tornare per tentare la missione impossibile. Sventura sarebbe invece il candidato ideale per prenotare subito la cadetteria!

Atalanta – Sampdoria 0-1

E’ piena crisi per l’Atalanta che sembra davvero aver terminato anzitempo la stagione ad agosto, dopo la beffarda eliminazione in Europa League. A differenza degli scorsi anni i bergamaschi sono pochissima cosa sulle fasce dove i vari Castagne e Hateboer perdono di netto il confronto con i loro predecessori riuscendo pochissime volte a creare la fatidica superiorità numerica sulle fasce (che nel 3-5-2 è tutto o quasi). C’è da dire che i bergamaschi sono stati davvero sfortunati giacché hanno attaccato tutto il tempo contro un avversario, la Samp, che memore delle batoste dello scorso anno in trasferta, lontano da Marassi adesso bada soprattutto a non prenderle con risultati che parlano chiaro: la Doria adesso è quinta in graduatoria.

Lazio – Fiorentina 1-0

Continua a non rubare l’occhio la Lazio però anche questa volta sono arrivati tre punti preziosissimi contro una diretta contendente per l’Europa e cioè la Fiorentina dell’ex Pioli (che quando sedeva sulla panchina laziale, non molti anni fa, aveva ancora i capelli!). C’è poco da salvare in casa biancoceleste, tre punti a parte: a parte il solito Immobile tutti gli altri sembrano pericolosamente involuti a cominciare dal tanto decantato Milinković-Savić fino a Luis Alberto, giocatore fondamentale l’anno scorso nel giocare come spalla di Cirone. La Fiorentina invece ha il grosso tallone d’Achille nel portiere Lafont che ha sulla coscienza il gol di Immobile e non sembra davvero poi così meglio di uno Sportiello.

Napoli – Sassuolo 2-0

Vittoria sofferta ma comunque importante del Napoli sul Sassuolo: i napoletani hanno avuto il merito di sbloccare subito il match sfruttando una palla persa in uscita dai neroverdi (ma perché sta mania di impostare da dietro anche contro squadre nettamente più forti?) ma poi hanno avuto il torto di non chiudere subito il match. Nella ripresa qualche cambio azzeccato in attacco da De Zerbi (ex giocatore del Napoli dove componeva il famoso tridente con Bucchi e Calaiò in serie B) ha creato qualche grattacapo ai partenopei ma Insigne, con il solito destro a giro (sa fare solo quello anche se benissimo!) ha chiuso definitivamente la contesa.

Spal – Inter 1-2

Ormai è abbonata al 2 a 1 l’Inter, giunta alla quarta vittoria consecutiva con questo punteggio.“Datemi un portiere che para e un centravanti che segna, al resto ci penso io” questo deve essere stato il pensiero di Lucianone Spalletti, rubato a Nereo Rocco, per l’Inter di questa stagione. I nerazzurri contro la Spal infatti hanno sofferto da matti a centrocampo dove Borja Valero non ha più lo smalto dei bei tempi, però gli estremi della squadra (portiere e centravanti) continuano a fare la differenza. Inutile girarci attorno, è nel DNA storico dell’Inter vincere in questo modo.

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