Dopo sei giornate è il tempo di trarre i primi piccoli bilanci: l’Inter con sei vittorie in sei gare si candida di prepotenza ad essere la principale antagonista della Juventus che segue due punti sotto. L’Atalanta si conferma squadra degnissima di comparire tra le prime quattro di questo campionato occupando il terzo gradino del podio, ci sia spettava qualcosa di più dal Napoli (quarto) che pare proprio non trovare alcuna continuità di risultato. Per il resto grande è l’incertezza con le due romane che paiono leggermente attardate mentre la grossissima delusione di questo inizio di stagione è il Milan, fermo al quartultimo posto nel fitto vagone di squadre che hanno sei punti in saccoccia. In coda solo Spal e Sampdoria paiono veramente in difficoltà mentre le neopromosse Brescia, Lecce e Verona stanno ben figurando.

Atalanta

Il terzo posto in graduatoria ed il sacco di Reggio Emilia confermano che la Dea bergamasca ormai è tra le prime quattro/cinque migliori squadre del nostro campionato e che il titolo di “sorpresa” sia ormai una sorta di presa in giro per gli uomini di Gasperini. I nerazzurri stanno crescendo di forma in questo periodo, come successo spesso a molte squadre gasperiniane, e davanti Gasp ha solo l’imbarazzo della scelta tra Zapata, Muriel, Iličić, Gomez che nei fatti concreti rappresentano il miglior attacco della Serie A. L’impressione è che il Gasp non veda bene i due sudamericani assieme che sono di fatto entrambi delle prime punte accentratrici e che cerchi di scalfire il meno possibile il triangolo magico Gomez-Iličić-Zapata. L’unico neo di queste prime uscite di stagione è l’osceno debutto in Champions League contro la Dinamo Zagabria: in patria l’Atalanta corre più di tutti in Europa non sarà così anche se credo che quella croata sia solo stata una sbandata. (cosa che è spesso successo anche negli anni passati).

Bologna

L’effetto Mihajlović sembra essersi un po’ attenuato, la squadra rossoblu infatti sta mostrando un po’ i limiti del settore offensivo dove manca un terminale decente tra i vari Santander, Palacio, Destro, così se gli esterni non sono in giornata e non saltano l’uomo con una giocata creare occasioni sembra davvero difficile.

Brescia

Con gli scontri proibitivi delle ultime due giornate (Napoli e Juventus) era impossibile per le rondinelle andare oltre a due onorevoli sconfitte, tra tutte le tre neopromosse i bresciani sono quelli che mi hanno colpito di più in modo favorevole (solo il portiere non mi sembra granché, possibile che in Italia non ci sia uno più bravo di questo finnico?) per impianto di gioco ed individualità. La coppia Donnarumma-Balotelli a mio avviso è ben assortita sulla carta e potrebbe fruttare qualcosa di più di una comoda salvezza.

Cagliari

Dopo le prime due pessime giornate di campionato Maran si è rimboccato le maniche e ha già risolto molte problematiche che attanagliavano la squadra sarda dopo i primi centottanta minuti. La squadra ora, con il Cholito Simeone centravanti attacca con più incisività la profondità mentre la difesa continua ad essere il solito punto di forza. Castro, altro pupillo del pelatone, si sta rivelando l’uomo più di questa squadra nella posizione di trequartista.

Fiorentina

Da Perdenzo a.. Vincenzo in poche semplici mosse! Montella ha capito che con il possesso palla la sua seconda avventura lungo l’Arno sarebbe durata poco, così ha rivoltato come un calzino il suo undici schierando cinque difensori in linea, tre mediani tutta sostanza (a me Castrovilli piace tanto) a supporto dell’unica punta Chiesa con il magnifico Franck Ribery che di fatto fa il jolly a tutto campo. Se Montella non torna a fare il fenomeno belgiochista a tutti i costi con questa tipologia di squadra potrà cavarsi belle soddisfazioni.

Genoa

Dopo le due prime partite il Grifone si è disfatto fermato conquistando un punto nelle restanti quattro partite con l’attacco che ha smesso di colpo a segnare dopo i fuochi d’artificio della prima partita all’Olimpico contro la Roma. Contro la Lazio la squadra di Andreazzoli è parsa letteralmente una banda del buco senza capo né coda. In questo caso a mio avviso l’esonero del tecnico ci starebbe tutto e invece Preziosi stranamente prende tempo…

Inter

Sei vittorie nelle prime sei gare, eguagliato il record dell’Inter di Herrera stagione 1966/67 (quella che perse disgraziatamente lo scudetto a Mantova e la Coppa Campioni a Lisbona), Antonio Conte si è già presentato alla grande in casa nerazzurra e non vuole fermarsi qui candidandosi ad unica, accreditata rivale della sua amata-odiata Juventus. Ho già detto che questa è già l’Inter che ha in testa il tecnico salentino per mentalità e stile di gioco, però aggiungerei che l’Inter in queste prime partite ha quasi sempre affrontato squadre di secondo profilo (tranne la Lazio dove non ha caso ha sofferto molto ). E’ una caratteristica delle grandi che giocano “da provinciale” asfaltare come uno schiacciasassi le squadre più deboli  soffrendo però le big sul piano del gioco. Ecco, credo per capire fin dove possa arrivare questa squadra dovremmo attendere i primi big match.

Juventus

Riporto quanto scritto quattro giornate fa: “la mano di Conte si vede già quella di Sarri si vede… a metà!” pur vincendo la Juve continua a non convincere granché sul piano del gioco un po’ sulla falsariga degli anni scorsi quando la truppa di Allegri non vinceva per il suo gioco scintillante ma piuttosto perché, detto papale papale, aveva i giocatori più forti e sapeva sfruttare al meglio con la fisicità cross e calci piazzati. La mano di Sarri a mio avviso si sta vedendo su un giocatore come Pjanić che sta diventando sempre di più il leader del centrocampo bianconero, sappiamo benissimo quanto sia importante la figura del regista nel gioco dell’ex tecnico del Napoli. Dybala a mio avviso potrebbe rendere al meglio da 9 con Ronaldo che gli parte a fianco da 11 come sta giocando adesso, convincente anche l’esperimento di Ramsey trequartista nel rombo, l’unico giocatore del centrocampo dotato di cambio di passo. Bisognerà vedere però se questi esperimenti saranno validi anche contro avversari più probanti.

Lazio

In casa i biancocelesti di Inzaghino continuano ad essere un vero e proprio schiacciasassi, mentre in trasferta continua a permanere qualche piccolo problema anche se a mio avviso questa Lazio ha davvero solo sbagliato la partita di Ferrara, o meglio, gli ultimi minuti della sfida contro la Spal. Per il resto la difesa è la seconda meno perforata del torneo mentre davanti Immobile se ben assistito fa sempre sfracelli in contropiede. Questa squadra per imporsi tra le prime quattro ha solo bisogno di un piccolo cambio di mentalità e di un pizzico di fortuna che mai guasta.

Lecce

Devo rimangiarmi tutto quello che ho scritto la scorsa volta sul conto dei giallorossi di Liverani quando li avevo paragonati al Benevento. Oltre che avere un collaudato impianto di gioco, i salentini hanno anche un attaccante (il sottovalutato Mancosu) che potrebbe timbrare gol pesanti in chiave salvezza. Due successi in trasferta, uno dei quali giunto sul prestigioso campo del Torino, non sono certamente un caso.

Milan

Ha ragione Giampaolo, questo Milan sembra davvero “un gruppo di giocatori ritrovatosi per la prima volta per giocare una partita”. Una partenza così a rilento in casa rossonera non accadeva dal 1938/39, cioè un’era geologica fa, neanche nell’anno della retrocessione (sul campo) il Diavolo ha fatto così pena. La cosa preoccupante è che, dopo sei giornate di campionato non c’è proprio nulla da salvare se non forse il giovane angolano Leão che ha dimostrato qualche buon numero. Il resto però fa davvero pietà in tutti i sensi e non si vedono nemmeno vie di uscita nell’immediato perché la difesa qualche golletto lo incassa sempre mentre in attacco Piątek riesce a buttarla dentro solo su qualche rigorino. L’unica soluzione nell’immediato potrebbe essere quella di cacciare il povero Jean Paul, per me visibilmente inadatto ad allenare in una situazione del genere e puntare su un allenatore alla Ranieri o alla Reja capace almeno di dare una quadra al reparto arretrato. Il Milan per me quest’anno rischia seriamente di finire il campionato nella parte destra della classifica.

Napoli

Niente da fare, il Napoli continua nell’atavico difetto di perdere punti inutili per strada come successo contro avversari non trascendentali come il Cagliari. Nemmeno un placido normalizzatore come Ancelotti sta riuscendo a dare continuità a una squadra che da almeno cinque anni, con ben tre tecnici diversi (Benitez, Sarri e Ancelotti appunto) alterna grandi prestazioni a improvvise scene mute imbarazzanti che finiscono sempre per compromettere stagioni piene di aspettative.

Parma

A fari spenti, senza grandi proclami ed acquisti roboanti in sede estiva, il Parma ha già nove punti in saccoccia con ben due vittorie consecutive nelle ultime due uscite di campionato. D’Aversa quest’anno ha un attacco con più alternative e molto meno Gervinho-dipendente, infatti tra i vari Cornelius, Kulusevski le soluzioni sul fronte offensivo sono maggiori.

Roma

Una squadra totalmente imprevedibile e fuori da ogni logica, questa è la Roma targata Fonseca almeno in queste prime sei giornate di campionato dove i lupacchiotti hanno fatto vedere di tutto e di più, sia nel bene che nel male. Da quello che ho potuto vedere il portoghese gioca con un modulo stranissimo, un 4-5-1 in fase di non possesso che però quasi sempre si trasforma in un 3-4-3 piuttosto puro perché un terzino (Florenzi) resta più bloccato dell’altro (Kolarov), quando la squadra viene messa alle strette però il modulo da iperoffensivo si trasforma in un iperdifensivo 5-4-1… chi ci capisce qualcosa di questa squadra è pregato di avvisarmi!

Sampdoria

Il fanalino di coda inaspettato di questo campionato probabilmente starà pagando l’incerto presente societario oltre ad una squadra che non è stata considerata in base alle caratteristiche del calcio che intende proporre il tecnico Di Francesco che si sa, da buon zemaniano ama il 4-3-3 ma che dopo poche gare l’ha già abdicato in favore del 3-5-2 perché a suo dire “mancano esterni adeguati al suo gioco”. Io mi chiedo, caro Difra, se non disponi fin dall’inizio di giocatori adatti al tuo modo di giocare perché sprecare tutta l’estate ad insistere su un canovaccio di gioco impossibile da mettere in pratica?

Sassuolo

A mio avviso i piastrellisti neroverdi si stanno esprimendo molto al di sotto delle loro possibilità, soprattutto in difesa, un’autentica banda del buco. Prendere quattro gol in trentacinque minuti dall’Atalanta è segnale da allarme rosso, davanti De Zerbi può consolarsi con un Berardi che è partito stranamente alla grande però se non si da una regolata alla fase difensiva si rischia eccome.

Spal

C’è davvero molto da lavorare in casa spallina, a mio avviso questa è la versione peggiore della Spal in questi tre anni di massima serie. La società a mio avviso ha sbagliato completamente il mercato perché non è stato rimpiazzato a dovere Lazzari e non è stata trovata una spalla decente a Petagna tanto che a Torino ha giocato il semisconosciuto Moncini come secondo attaccante. Semplici però avrebbe fatto bene a variare sistema di gioco fin da quest’estate anche se è sempre difficile uscire dalla “gabbia” del 3-5-2 specie se interpretato in chiave dogmatica.

Torino

Non ci siamo a mio avviso, questa squadra per il potenziale che ha dovrebbe avere almeno quattro punti in più perché la sconfitta contro il Lecce non ha nessuna scusante. Se davanti, a differenza dell’anno scorso, Belotti è un’autentica certezza dietro al Gallo molte sono le incertezze per Mazzarri che non ha ancora inserito Verdi, giocatore che potenzialmente potrebbe fare la differenza. Inoltre, paradossalmente, la squadra ha fatto vedere le cose migliori con il 4-4-2 e non con la classica difesona a tre mazzarriana.

Udinese

Con tre gol fatti e cinque subiti è la squadra che in assoluto regala più sbadigli di tutta la Serie A. Tudor a mio avviso ha cavato il massimo in queste sei giornate perché senza De Paul le zebrette fanno una fatica terribile a segnare, resta come consolazione l’ottima e attenta fase difensiva messa, l’autentico punto di forza dell’Udinese in queste ultime stagioni. Però per giungere ad una salvezza senza patemi servirà un pizzico di qualità in più davanti.

Verona

Anche l’Hellas, esattamente come il Lecce ed il Brescia, ha mostrato un impianto di gioco decisamente interessante per una neopromossa, però il grosso problema degli scaligeri è l’attacco dove Di Carmine è un attaccante mediocre per la Serie B, figuriamoci per la massima serie! A mio avviso con un attaccante decente, come Dio comanda come il Toni degli anni di Mandorlini, questa squadra avrebbe potuto tranquillamente puntare al centro della classifica, invece con un attacco spuntato sarà molto dura per il pur bravo Jurić.

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