Serie A: l'esordio di Daniel Maldini

Il Punto alla ventiduesima giornata

Mentre continua la volata a due tra Juventus e Lazio, con i biancocelesti che mercoledì recupereranno il recupero della diciassettesima giornata contro il Verona, l’Inter è tornata a vincere riportando a tre elementi il gruppo delle battistrada della classifica di Serie A grazie anche ai risultati altalenanti di Roma e Atalanta. Sotto il quinto posto è gran ressa per l’Europa dei poveri: ben sei squadre, dal Cagliari al Bologna, sono racchiuse in due miseri punticini con l’equilibrio e la mediocrità che regnano quindi sovrana. In coda da registrare un bello scatto del Lecce che si lascia tre punti sotto le ultime tre squadre che chiudono la classifica (Genoa, Brescia e Spal).

Atalanta

Peccato per la discontinuità di rendimento (il pareggio contro il Genoa grida vendetta) perché questa è una delle versioni più spettacolari dell’Atalanta targata di Gaperini. Lo scorso anno la squadra bergamasca tra attacco e difesa era più quadrata e bilanciata mentre in questa stagione Gomez e soci davanti sono talvolta ingiocabili (per me questa squadra può raggiungere tranquillamente le cento reti segnate) mentre in difesa, per la famosa legge calcistica della coperta che risulta sempre troppo corta se la tiri troppo su o troppo giù, gli scricchiolii sono fin troppo preoccupanti.

Bologna

Inutile girarci attorno, Mihajlović con il Bologna sta compiendo un vero e proprio miracolo spingendo oltre i propri limiti un organico mediocre, sempre spuntato in attacco (tra il bollito Palacio e il pacco Santander c’è da mettersi le mani nei capelli) che però con la forza del collettivo in fase di pressing, qualche calcio piazzato ben sfruttato e qualche prodezza dei vari Orsolini o Sansone riesce sempre a farsi valere contro tutti gli avversari. Se questa squadra avesse al centro dell’attacco il Di Vaio di dieci anni fa, dei tempi di Colomba e Pioli per intenderci, sarebbe da sesto posto tranquillo.

Brescia

Contro Milan e Bologna il Brescia del duo Cellino-Corini poteva tornare a casa con almeno due punti in saccoccia invece la compagine lombarda è tornata a casa a mani vuote a causa di disattenzioni ed episodi che sono girati male, l’impressione  è quella di essere una compagine troppo fragile e vulnerabile per la categoria.

Cagliari

I Maran boys non vincono una partita in Serie A dai tempi dei nuraghi oramai anche se il pareggio strappato a San Siro di fatto equivale ad un successo, eppure per far capire di quanto sia mediocre questo torneo dal quinto posto all’ingiù il Cagliari è ancora clamorosamente al sesto posto dato che gli avversari dietro agli isolani camminano a passi di lumaca.

Fiorentina

Dopo tre vittorie consecutive come pronosticabile è arrivata una piccola frenatina per la la nuova Fiorentina targata Cappellino Iachini che contro il Genoa ha fatto una fatica tremenda a imporre il suo gioco in casa venendo salvata solo dal barbuto portiere Dragowski che ha parato così un calcio di rigore a Criscito (il quale ha fallito un penalty dopo quindici trasformazioni consecutive). A Torino invece la viola si è difesa egregiamente ed è stata punita solo dagli episodi anche se, personalmente, trovo discutibile solo il secondo rigore fischiato contro la Fiorentina.

Genoa

Due pareggi consecutivi per il Genoa, per giunta ottenuti in trasferta su campi ostici come quelli di Firenze e Bergamo,  che però non riescono a togliere la squadra ligure dalla palude del fondo classifica. Perin sta assicurando sicurezza al pacchetto arretrato mentre a centrocampo giocatori come Shöne, Behrami, Sturaro sono invidiati da gran parte delle formazioni che stanno nella parte destra della classifica Serie A, il problema grosso è quindi l’attacco e per una squadra che deve segnare per salvarsi non è un problema da poco, i due gol di Bergamo però sono una speranza.

Inter

Il due a zero di Udine sembra aver posto fine al tradizionale grigio gennaio dell’Inter all’insegna della pareggite, la società si è mossa bene sul mercato iniettando nuovi globuli rossi nell’organismo oliato dal sempre piagnucoloso ed incazzoso Antonio Conte. Personalmente ho qualche dubbio che i tre giocatori di marca Premier League (Young, Moses, Eriksen) s’inseriranno immediatamente negli oliati meccanismi nerazzurri. Non è un caso che a Udine la squadra abbia svoltato grazie a due pilastri del nuovo corso Conte come Brozović e Lukaku, i due giocatori che sono imprescindibili nello scacchiere nerazzurro.

Juventus

La meritata sconfitta di Napoli sembra aver lasciato qualche piccola ruggine in casa Juventus, infatti contro una Fiorentina che ha badato soprattutto a difendersi la vittoria è arrivata solo grazie ad episodi fortuiti, a mio avviso contestati forse eccessivamente dalla squadra avversaria. Sarri a mio avviso si sta dimostrando titubante nel risolvere il dualismo Higuain-Dybala lasciando troppo spesso il secondo in panchina. Se in Serie A il toscanaccio può permettersi di panchinare uno delle sue tre punte di diamante, in Champions dove servono i campioni potrebbe anzi dovrebbe rischiare di più.

Lazio

Il pareggio stiracchiato nel derby, dove ai punti avrebbe meritato di vincere la Roma, ha interrotto a undici le vittorie consecutive, striscia comunque da record. La Lazio è comunque ripartita alla grande contro la Spal, i ferraresi saranno modesti quanto si vuole ma in casa la squadra di Inzaghi da sempre l’impressione di essere una squadra ingiocabile quasi quanto la Juventus con l’aggiunta di praticare quello che è il miglior calcio del nostro campionato, un calcio ostinatamente verticale che contro squadre che tendono a sbilanciarsi sa essere letale.

Lecce

Il pesante rovescio di Verona sembrava mettere su una brutta china la stagione dei salentini, invece a Via del Mare è arrivato il Torino che è riuscito a far vincere la prima partita casalinga in questa Serie A alla squadra giallorossa, per di più con un roboante poker! Rotto questo tabù adesso il Lecce può guardare con più ottimismo alla salvezza dato che i nuovi arrivati si stanno inserendo bene mentre Liverani si sta dimostrando anche bravo ogni tanto a cambiare le carte in tavola.

Milan

Inutile girarci attorno, nonostante l’arrivo di Ibra la squadra continua a peccare di continuità. Il filotto di tre successi consecutivi è arrivato un po’ per caso grazie a vantaggi siglati all’ultimo minuto e parate miracolose di Donnarumma (come a Brescia). Contro il Verona, senza King Zlatan colpito dal raffreddore (lui più avezzo ai mal di pancia…) si sono rivisti i limiti dell’undici rossonero, spuntato in avanti dove i vari Leão, Rebić, senza lo svedesone a portargli via uomini sono pesci fuor d’acqua. Il Milan è stato dominato a tratti dal Verona ed è riuscito a strappare un pareggio solo grazie ad una punizione deviata. L’unica consolazione è il debutto in Serie A di Christian Maldini che porta a tre gli esponenti di una delle dinastie sportive più gloriose dello sport italiano: i Maldini eguagliano così i Cudicini (Guglielmo, Fabio, Carlo), altra dinastia rossonera gloriosa, soprattutto per via di Fabio detto il “Ragno Nero”, amico e concittadino di Cesarone.

Napoli

Due vittorie consecutive, di cui una in formato extralusso contro la Juventus, hanno rilanciato le quotazioni del Napoli che però ora deve dare più continuità alla sua condotta. La squadra ha ripreso a macinare possesso palla come ai tempi di Sarri, menando anche troppo il pallone al limite della propria area, in questi due ultimi match però ciò che ha permesso ai partenopei di svoltare sono stati quei singoli che sotto la precedente gestione facevano scena muta. Per dare un minimo di velocità alla linea difensiva Gattuso si sta inventando Di Lorenzo difensore centrale, il risultato però è sempre quello: i gol nella porta azzurra fioccano sempre!

Parma

Senza Gervinho (in rotta di collisione con la società) i ducali hanno comunque trovato in Cornelius (media di un gol ogni novanta minuti, meglio di lui solo Immobile) una boa da affiancare alla rivelazione Kulusevski, la cui assenza a Cagliari non ha comunque evitato al Parma di segnare ben due gol.

Roma

La solita squadra imprevedibile e schizofrenica, nel derby la Roma meritava ampiamente la vittoria contro una squadra che però ha giocato di rimessa e che quindi ha favorito gli attacchi dei giallorossi. A Reggio Emilia invece la Maggica ha trovato pane per i sui denti e cioè una squadra che adotta la sua stessa filosofia di gioco e che in casa ama attaccare per prima. Ne è uscita una partita assurda, che avrebbe fatto felice il boemo Zeman e che ha visto una Roma letteralmente imbarazzante nel primo tempo che non ci ha capito nulla degli attacchi senza punti di riferimento dei neroverdi. Nel secondo tempo la squadra di Fonseca ha attaccato a testa bassa ma non è riuscita a rimediata la frittata del primo tempo, la Champions non dovrebbe essere in discussione perché in Serie A c’è chi sta di peggio dei lupacchiotti però gli appassionati tifosi meritano un po’ di meglio.

Sampdoria

Una squadra poco “a bolla” non c’è che dire! L’esperienza di Claudione Ranieri ha aggiustato solo a metà una Sampdoria che sembra alternare partite di calma piatta assoluta con tanto di pareggini ad occhiali o striminziti a vittorie roboanti o rovesci pesantissimi. La cosa positiva è che Quagliarella ha ripreso a segnare i suoi consueti gol d’autore.

Sassuolo

Contro la Roma la squadra di De Zerbi ha giocato uno dei migliori primi tempi di questo campionato, l’atteggiamento giallorosso molto scollato tra i reparti ha sicuramente favorito il Sassuolo che però hanno sciorinato davvero delle ottime trame d’attacco. Tra i vari Caputo (doppietta), Boga, Đuričić (un gol a testa) il solo Berardi non ha trovato la via della rete. La classifica marcatori recita così: Ciccio Caputo dieci gol, Mimmo Berardi 9 gol, Gerry Boga 6 gol, tanta roba per una squadra che è tredicesima in Serie A, peccato dunque che il resto della squadra non sia granché.

Spal

All’inaspettata vittoria di Bergamo sono seguite due sconfitte e otto gol subiti, chi pensa che la Spal sia risorta si è sbagliato di grosso. Il mercato di gennaio è stato tra l’altro abbastanza sconclusionato sono arrivati un sacco di comprimari ma in attacco, se Petagna si becca un raffreddore, gioca il quarantenne Floccari o l’adattato Di Francesco junior, impossibile sperare nella salvezza in queste condizioni.

Torino

Uno dei momenti più bui e burrascosi nella storia del Torino (almeno in Serie A), quindici gol subiti in tre partite tra campionato e Coppa Italia (anche se contro il Milan i granata non hanno meritato l’eliminazione) credo sia un record inedito negli annali del nostro calcio ed il colmo è che un simile primato di gol al passivo è stato ottenuto da un tecnico come Walter Mazzarri, che è considerato dagli addetti ai lavori un tipo che cura parecchio la fase difensiva! Il giovane Moreno Longo, vecchio cuore granata, adesso avrà l’ingrato compito di ridare fiducia a una squadra che sembra davvero senza carattere e con il morale sotto i tacchi.  

Udinese

Dopo un momento estremamente positivo l’Udinese sembra aver tirato i remi in barca incassando tre sconfitte consecutive, va detto che due di questi ko sono giunti contro le due milanesi e per di più dopo aver lottato ad armi pari per tutti i novanta minuti. Sembra sempre davvero troppo poca la qualità a disposizione di Gotti, allenatore per sbaglio, e a gennaio non è arrivato quasi nessuno a rinforzare la rosa se non qualche “prestito” dal solito Watford.

Verona

Chi si aspettava una squadra già appagata a gennaio per l’ottimo torneo che sta svolgendo si è sbagliato di grosso, non mi stancherò mai di lodare l’operato di Jurić che sta davvero ottenendo l’impossibile dalla sua squadra con invenzioni tattiche alquanto ardite. A San Siro infatti il Verona si è presentato con un falso tridente (Verre, Zaccagni, Pessina, nessuno di questi giocatori è un attaccante), credo sia la prima volta che sui campi di Serie A si sia visto in campo uno schieramento 3-7-0!

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