Otto giornate di campionato sono passate, la Juventus ritorna in testa vincendo lo scontro diretto contro l’Inter e confermandosi ancora una volta la squadra più forte e competitiva di questo campionato. La squadra di Conte comunque non demorde ed è sotto solo una lunghezza alla solita capolista mentre l’Atalanta, terza in classifica è già staccata a -5. Grande sorpresa di questi primi due mesi di campionato è il Cagliari di Maran, che non vedeva un quinto posto (seppur momentaneo) dai tempi di Francescoli e Matteoli (primi Anni Novanta) e che sta sopra addirittura alle due romane, al nuovo milan di Pioli Milan e al Torino. In coda piange Genova con il Genoa (anti cari saluti ad Andreazzoli!) e la nuova Sampdoria di Ranieri che chiudono mestamente la classifica.

Atalanta

Prima della storica sfida di Manchester contro il City di Guardiola, i bergamaschi hanno consolidato il terzo posto con un rocambolesco pareggio contro la Lazio. Nonostante l’assenza di Zapata, l’attacco dei nerazzurri funziona che è una meraviglia anche perché è tutta la squadra che contribuisce a costruire azioni da gol. Continua a non convincere invece la fase difensiva, anche se due dei tre gol concessi alla Lazio sono arrivati su calcio di rigore (uno letteralmente inventato, l’altro per un fallo stupido e fortuito) che a squadre ben più blasonate e protette non sarebbero stati fischiati, chiamala se vuoi sudditanza psicologica…

Bologna

In due match decisamente probanti contro Lazio e soprattutto Juventus il Bologna del rientrante (in panchina) condottiero Mihajlović non ha assolutamente sfigurato dimostrandosi squadra tignosa e sul pezzo a cui però manca qualità in difesa e anche in mezzo al campo, quindi per ben figurare i rossoblu dovranno sempre giocare con altissima intensità e concentrazione altrimenti certi limiti strutturali potrebbero venire fuori.

Brescia

Nonostante abbiano giocato solo tre partite in casa le rondinelle vanno avanti a piccoli passi nell’attesa che Super Mario Balotelli, il giocatore che assieme all’altro bresciano Tonali possono far fare il salto di qualità alla squadra, si rimetta in sesto. Cellino comunque è una vecchia volpe e a gennaio saprà apportare correttivi ad una squadra comunque sufficiente.

Cagliari

È senza dubbio la grande sorpresa di questo campionato, a mio avviso fino ad un certo punto però perché la società ha messo a disposizione una rosa ben congeniata al suo tecnico con la ciliegina sulla torta di un giocatore che è un autentico lusso per una formazione di medio-bassa classifica, parlo di Nainggolan. Il Ninja nelle grandi squadre è un comprimario di lusso perché non è un buon mediano/cursore ma che con le sue doti fisiche e tattiche (sa giocare ovunque a centrocampo) in squadre che puntano quasi tutto su queste doti per potersi salvare è un autentico fattore.

Fiorentina

La squadra sta migliorando di condizione e di tenuta difensiva, anche perché Montella ormai allinea stabilmente cinque difensori puri in difesa, resta il rebus dell’attacco dove Chiesa e Ribery devono cantare e portare la croce senza rincalzi adeguati, ma del resto si sa che, curiosamente, l’ex Areoplanino da ex uomo d’area da giocatore da tecnico non ha mai troppo apprezzato gli attaccanti veri  nelle sue squadre.

Genoa

Andreazzoli è già ai saluti dopo due sconfitte abbastanza sfigate contro Milan e Parma, in Emilia i rossoblu hanno tenuto di più il boccione tra i piedi, hanno tirato sei volte in porta esattamente come gli avversari però al novantesimo il Parma ha vinto 5 a 1 sancendo così l’esonero di Nonno Aurelio. Preziosi ha già trovato il sostituto: Thiago Motta, al debutto assoluto nel calcio che conta che vuole portare sotto la Lanterna il suo fresco di brevetto 2-7-2 (con il portiere in linea con i centrocampisti!). Neanche Oronzo Canà è arrivato a tanto…

Inter

La sconfitta del big match contro la Juventus ha forse tolto alcune certezze ai nerazzurri di Conte, soprattutto in chiave difensiva perché se il centrocampo cala il ritmo, sempre ossessivamente alto, de Vrij e soci vanno in apnea soprattutto contro attaccanti avversari rapidi e ficcanti (ogni riferimento ai gol di Dybala e Boga è puramente casuale!).  L’unica vera certezza è quella costituita dalla coppia di attaccanti formata da Lukaku e Martinez, davvero ben assortita e congeniata secondo il vecchio e classico canovaccio del “corto” e del “lungo”.

Juventus

La vittoria convincente a San Siro ha forse fatto scattare quella scintilla tanto attesa tra Sarri e l’ambiente Juve. Il tecnico toscano, da uomo molto navigato, sta gradualmente smontando e ricostruendo pezzo alla volta quanto edificato dal predecessore: la gestione dei talenti Dybala ed Higuain, giocatori colpevolmente emarginati da Allegri che preferiva una fase offensiva tarata sui cross ed i muscoli di Mandžukić, fino ad ora sono da dieci e lode. Un campionato abbastanza scontato, con pochi test probanti ed una rosa estremamente profonda stanno aiutando sicuramente l’opera dell’aretino che però si sta dimostrando molto meno integralista rispetto a quanto fatto vedere a Napoli, si vede che l’esperienza inglese gli ha fatto bene.

Lazio

Non ci siamo caro Inzaghino! Questa Lazio riesce quasi ad essere più lunatica dei cugini romanisti: segna tanto (soprattutto su rigore) ma incassa acqua in difesa in maniera fin troppo preoccupante. Del resto con un centrocampo composto da palleggiatori tecnici e poco propensi a difendere la difesa, già di per sé non composta da fulmini di guerra, è difficile essere quadrati ed equilibrati come dovrebbe essere una squadra che punta ai primi quattro posti.

Lecce

Sette punti tutti conquistati in trasferta, uno addirittura nella prestigiosa cornice di San Siro all’ultimo minuto di gioco, i salentini di Liverani non è assolutamente quel materasso che pensavo fosse ad inizio di campionato, anche se una squadra  che ambisce a salvarsi deve assolutamente iniziare a fare punti tra le mura amiche.

Milan

La rivoluzione targata dal barbuto Padre Pio-li (del resto per resuscitare questo Milan ci vuole un personaggio in odore di santità!) ha partorito un misero punticino. L’ex tecnico della Fiorentina ha capito sicuramente una cosa e cioè che questa squadra ha terzini indegni se paragonati a Tassotti o Maldini e quindi si è inventato quella che gli scienziati pudicamente chiamano “difesa a tre e mezzo”: un difensore che fa il terzo centrale e l’altro con libertà di spingersi in avanti, è esattamente lo stesso canovaccio tattico che usavano tutte le squadre italiane ai tempi della Zona Mista. Questo Diavolo mi sembra comunque più brioso di quello impacciato dell’era Giampaolo, più pronto a verticalizzare e servire gli attaccanti anche se il materiale è davvero quello che è. A mio avviso Pioli, se vuole giocare con Piątek, deve puntare più sui cross e sugli sfondamenti sulle fasce come faceva Gattuso e come faceva lui ai tempi della Lazio.

Napoli

Si è sbloccato Milik e questa è una delle poche buone notizie per Ancelotti perché la sua squadra sembra ancora alla ricerca di un’identità, traballante in difesa e molto molle ed approssimativo nell’approccio alle partite senza una precisa chimica di squadra. Se abbiamo già parlato dei due centrali di difesa,  per fare altri esempi Insigne è una seconda punta o un tornante di fascia? Mertens è il centravanti titolare o una semplice spalla di Milik? E il tempo, e le giornate, intanto passano…

Parma

zitto zitto, quatto quatto, lo sputtanatissimo (criticato e sbertucciato pure dai suoi stessi tifosi) D’Aversa è all’ottavo posto facendo segnare caterve di gol ad autentici carneadi come Cornelius e Kulusevski, il primo tra l’altro sulla carta sarebbe adirittura una riserva. Cosa si può pretendere di più da una squadra del genere?

Roma

Under, Kalinić, Cristante, Zappacosta, Diawara, Pellegrini, Mikhytarian, Perotti, Džeko. Non è una formazione della Roma bensì la lista incredibili di infortunati aggiornata al 22 ottobre, segno che il buon Fonseca ha cannato completamente la preparazione estiva perché un’ecatombe del genere all’inizio della stagione francamente non la ricordo e non può non essere addebitata al manico della squadra che per altro non si sta assolutamente rivelando un valore aggiunto per il gruppo.

Sampdoria

Il ritorno di della vecchia volpe Ranieri ha già conferito più senso ad una squadra che fino a qualche settimana fa non ne aveva alcuno, 4-4-2 scolastico con di punta la coppia formata da Quagliarella e Gabbiadini che sulla carta potrebbe integrarsi bene se quest’utimo si mette in testa di fare lo sgobbone per il vecchio napoletano. L’impressione però è che in una società che è un autentico circo equestre il vecchio Claudio dovrà lavorare più sulle motivazioni che sul campo e si sa che nell’usare la frusta il romano non è mai stato afferratissimo.

Sassuolo

Si fa sempre più preoccupante la situazione del Sassuolo che, se davanti trova la rete con relativa facilità, dietro incassa acqua con una facilità disarmante facendo vedere errori individuali e collettivi da matita blu. La morte di Squinzi non creerà comunque terremoti  perché la Mapei e la famiglia del defunto presidente è ormai parte integrante della società nero verde.

Spal

Il successo, seppur striminzito nel derby contro il Parma sembrava aver rilanciato le quotazioni della squadra di Ferrara che invece a Cagliari è tornata a fare scena muta. Per la Spal fino ad ora ben sei le sconfitte con zero reti segnate lontano dal Mazza e le prossime partite contro Napoli e Milan non promettono niente di buono.

Torino

Ora è ufficiale, il Torino si è letteralmente impantanato. La squadra starà anche pagando la preparazione estiva molto precoce però il gioco espresso non è assolutamente accettabile perché dietro a Belotti c’è il vuoto con un Verdi, sulla carta il colpo dell’estate, che sta facendo una fatica tremenda ad inserirsi negli “schemi” (il virgolettato è doveroso per quanto fatto vedere sul campo dal Torino negli ultimi tempi) avendo già ruotato tre ruoli (esterno, trequartista, seconda punta).

Udinese

Squadra abbonata all’uno a zero, sia al passivo che in attivo quella di Igorone Tudor , che può contare comunque su una difesa che è addirittura la meno battuta del campionato. Opoku, Troost-Ekong, Samir, Sema e Ter Avest, non è un elenco di ambasciatori dell’ONU bensì del quintetto diga che ha permesso ai friulani di portare già dieci punti in cascina dimostrando che ci si può difendere egregiamente ed efficacemente anche con degli autentici carneadi e senza spendere le classiche vagonate come fatto la Juventus per de Ligt o il Manchester United per Maguire (follie!).

Verona

La squadra scaligera continua a ben impressionare dal punto di vista del gioco però davanti i gol arrivano veramente con il contagocce fato che quel genialoide di Setti ha “regalato” al suo tecnico una rosa non solo con centravanti scarsi (Stepinski, Di Carmine) ma in più con una sovrabbondanza di mezzepunte e centrocampisti offensivi di difficile inquadratura tattica. Jurić sovrà superarsi per centrare la salvezza con una squadra del genere!

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